"Criticità amministrative e dubbi sulle delibere a Sperlonga", il senatore Morra scrive al Prefetto di Latina
Il caso Sperlonga attira l’attenzione dell’ex presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, il senatore dei 5 Stelle, Nicola Morra.
“Fare luce immediatamente sulle criticità amministrative, sulle delibere e attivarsi per creare un effettivo presidio di legalità”. Il caso Sperlonga attira l’attenzione dell’ex presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, il senatore dei 5 Stelle, Nicola Morra. Il parlamentare ha scritto una lettera, chiedendo un riscontro urgente, alla Prefetta di Latina, Vittoria Ciaramella. Troppi i lati da chiarire sull’attività amministrative dalla città pontina.
Si seguito la lettera
“Eccellenza, la presente missiva si rivolge a Lei quale massima Autorità di Governo nella provincia di Latina, con lo spirito di chi riconosce pienamente l'alto valore costituzionale e la funzione strategica dell'Ufficio Territoriale del Governo, inteso non quale mera struttura di rappresentanza formale, ma quale fondamentale presidio di legalità, giustizia e rispondenza alle istanze della collettività. Il territorio pontino vive da tempo complesse e delicate criticità amministrative e sociali, ampiamente documentate e messe in luce anche dalle recenti pronunce della magistratura, che impongono un'attenzione vigile, puntuale ed immediatamente efficace. La percezione diffusa di un vuoto dello Stato — radicata storicamente sin dai mancati scioglimenti di enti locali cruciali come il Comune di Fondi, dove dinamiche di potere ininterrotte e blocchi elettorali totalizzanti restituiscono l'immagine di un cortocircuito democratico — non può più essere ignorata. Quando la regola democratica rischia di trasformarsi in una formalità autoreferenziale e priva di reale discontinuità, il cittadino avverte il drammatico smarrimento del senso stesso della giustizia e della vigenza delle norme. Tra le diverse questioni irrisolte, destano gravissimo allarme le vicende connesse al Comune di Sperlonga e, in particolare, la gestione e la rappresentazione degli atti istituzionali relativi alla figura del sig. Cusani. Nelle delibere dell'ente, che continuano a essere regolarmente pubblicate, quest'ultimo viene reiteratamente e, soprattutto, falsamente indicato come "assente", omettendo del tutto e in modo sistematico di specificare la sua condizione di sospensione ope legis ai sensi della Legge Severino conseguente all'interdizione dai pubblici uffici. Tale palese distorsione della realtà amministrativa configura un vero e proprio falso ideologico, un illecito penalmente rilevante che espone a conseguenze giudiziarie gravissime sia i pubblici ufficiali verbalizzanti sia tutti coloro che concorrono a falsificare la trasparenza degli atti. Tale condotta, lungi dall'essere una mera svista, viene strumentalizzata sul territorio come un chiaro messaggio di continuità di potere e di influenza occulta sulla cosa pubblica, in vista di future ricandidature. Di fronte a interrogativi tanto laceranti, ci si deve interrogare su quale messaggio venga trasmesso alla cittadinanza: se la risposta delle istituzioni continua a tardare, si rischia di delegittimare il patto sociale, facendo passare il disastroso principio che le regole valgano solo per i più deboli e che la tutela dei diritti sia un miraggio. Non è più tollerabile fare finta di nulla o trincerarsi dietro una gestione meramente notarile o cerimoniale. È il momento che lo Stato dimostri la propria autorevolezza, che si sblocchi ogni inerzia nei cassetti e che si proceda con indagini rigorose e trasparenti, ponendo fine a quella sorta di "porto delle nebbie" che troppo spesso penalizza il territorio pontino. A fronte di un quadro così compromesso, caratterizzato da istanze, dossier e richieste di accesso ispettivo (ex artt. 142 e 143 del d.lgs. 267/2000) reiterate nel tempo dalle associazioni e dai comitati e rimaste sistematicamente prive di riscontro, la cittadinanza non può continuare a subire il silenzio delle istituzioni. Si tratta di una gestione che produce pesanti ripercussioni non solo giuridiche ed economiche, destinate a gravare sulla comunità per decenni, ma anche di natura sociologica, minando irreparabilmente il rapporto di fiducia tra i cittadini e lo Stato. A tutela di tutti i diritti lesi e della trasparenza amministrativa, si chiede con forza che l'azione prefettizia superi decisamente una dimensione sterilmente ordinaria per tradursi in un forte e democratico impulso di concetto, ascolto attivo e interventi concreti. Nel pieno rispetto delle prerogative e del ruolo di garanzia che Ella riveste, si confida in un autorevole e sollecito riscontro alle questioni sollevate, avvertendo sin d'ora che, in mancanza di un celere riscontro conforme alle previsioni di legge e di atti conseguenti, ci si riserva di procedere nelle sedi opportune. Certo che la S.V. vorrà accogliere questo stimolo costruttivo nell'esclusivo interesse della coesione sociale e del bene comune, porgo i miei più rispettosi saluti. Roma / Latina, 28 luglio 2026
Senatore Nicola Morra, ex Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia della XVIII legislatura”.
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