Differenziata ad Aprilia, l'assessore Lombardi chiarisce: "Servizio e gestione funzionano benissimo"
Oggi in una conferenza stampa l'assessore Alessandra Lombardi è intervenuta chiarendo ogni aspetto del documento presentato alla stampa dalla Consigliera Porcelli in data 12 gennaio 2017 sulla gestion...
Oggi in una conferenza stampa l'assessore Alessandra Lombardi è intervenuta chiarendo ogni aspetto del documento presentato alla stampa dalla Consigliera Porcelli in data 12 gennaio 2017 sulla gestione della raccolta differenziata. Di seguito i dettagli.
PREMESSA:
Il documento esordisce affermando che raccolta e smaltimento dei rifiuti ad Aprilia “sono fuori controllo” e che i cittadini “non vedranno mai gli effetti positivi della raccolta differenziata” aggiunge : “non sarebbe azzardato prevedere per la Progetto Ambiente una brutta fine” e parlando della conferenza stampa di fine anno tenuta dal Sindaco durante la quale sono stati enunciati i dati del 2017 e in particolare del 70% di raccolta differenziata ottenuto nel corso di questo anno la consigliera afferma: “vi mostreremo che queste affermazioni sono prive di fondamento”. Segue affermando che il costo della raccolta sarebbe “ben superiore al contratto di servizio” e parlando di “anomalie nello smaltimento dei rifiuti da parte della Progetto Ambiente” il tutto sarebbe emerso grazie al “supporto dei miei consulenti”.
Passa poi a citare la fonte di tali informazioni e cioè il mud della Progetto Ambiente del 2016 e il confronto con i dati presenti sul sito della medesima società.
Lungo è l’elenco degli appunti mossi dalla Consigliera, ancora più lunghi i ragionamenti che lei ne fa scaturire che sono vere e proprie accuse di incapacità gestionale quando non si insinua addirittura qualcosa di più grave.
- A) Affermazioni e dubbi rispetto ai trasporti e ai materiali che non transitano per la SocietàA o vi transitano solo in parte.
- B) I consorzi di filiera che non compaiono sul mud e di lì viene costruito un castello di ipotesi: “sono sempre impianti di trattamento rifiuti mentre non abbiamo alcuna notizia dei consorzi [...] ciò farebbe ritenere che...” segue tutto un ragionamento su ricevute o fatture che si conclude con “quindi non sarebbero stati venduti, perchè?”
- C) Presenza sul mud di materiali misti che afferma “di cui ci chiediamo la provenienza visto che è ovunque attivo il porta a porta, l’impianto di via delle valli non è in grado (?)”
- D) Il legno: “il materiale non entra neanche nell’impianto di via delle valli”, poi esprime un dubbio e su quello basa una raffica di domande: “sono per caso i tronchi degli alberi abbattuti? Se si che fine hanno fatto e perchè non sono stati dichiarati?”
- E) “L’autorizzazione della Provincia” qui parlando del fatto che l’azienda lavora meno materiali di quelli autorizzati e che in passato lavorava a pieno regime avendo un contratto con il Comune di Latina chiede: “Più volte abbiamo messo in evidenza che presso l’azienda opera un ufficio commerciale, questo ufficio vende il servizio alle altre amministrazioni? [...] Si partecipa a i bandi che richiedono questo servizio?”
- F) “I COSTI” parlando dei lavoratori interinali si domanda come sia possibile che ce ne siano tanti e “come mai tanti affidamenti diretti senza invece contrattare vista l’elevata necessità di personale “
- G) Dubbi su motivi del mancato inserimento del RISTORO fra le voci di entrata del Piano Economico Finanziario
- H) CONCLUSIONI: “la sbandierata differenziata [...] non è altro che un bluff” e poi “non tutta la differenziata risulta ufficialmente dichiarata tanto è vero che la percentuale [...] risulta 8 punti inferiore” seguono frasi che non sono più sotto forma di ipotesi o domande, ma di affermazioni, e quindi accuse.
Rimandando alla apposita commissione trasparenza l’esame dei singoli punti, ci preme precisare che c’è un peccato originale in tutto il documento della Consigliera dal quale discende buona parte delle affermazioni da essa trasmesse alla stampa e di conseguenza alla cittadinanza: il mud della Progetto Ambiente è solo parte di quello del Comune di Aprilia poichè in quello del Comune sono presenti voci aggiuntive relative a tutte le tipologie di rifiuto che non sono gestite direttamente dalla società (olii, abiti e RAEE, una parte piuttosto rilevante di ciò che transita per l’ecocentro) ed è il MUd del Comune di Aprilia quello che fa fede per le percentuali ufficiali e nei dati ufficiali del Comune, compresi quelli presenti sul sito della Progetto Ambiente.
Tutto il documento si basa su questo errore non solo grossolano, ma anche grave soprattutto perché esso sarebbe stato elaborato da consulenti.
Gli altri punti si sarebbero potuti chiarire semplicemente facendo come fanno i consiglieri ogni volta abbiano dei dubbi e cioè chiedendo spiegazioni direttamente alla fonte (Comune e o Società) che avrebbero potuto chiarire l’altra grande confusione sui consorzi di filiera e sui trasporti, meccanismi assolutamente legali e in linea con la migliore gestione, che vengono chiaramente ignorati dalla Consigliera la quale da questa sua non conoscenza dei sistemi di cui parla fa però scaturire un documento pubblico diffamatorio e dalle conseguenze gravissime sul rapporto tra il cittadino e l’amministrazione pubblica.
Ma veniamo a spiegare almeno le più macroscopiche delle falsità diffuse a mezzo a stampa dalla Consigliera:
- rispetto ai trasporti e ai materiali che non transitano per la Società P.A o vi hanno transitato solo in parte due sono le motivazioni fondamentali e cioè:
-Nel 2016 c’è stato un breve periodo in cui l’impianto della PA è stato in manutenzione e la differenziata è stata inviata presso un’altra azienda di selezione;
- Stiamo parlando del 2016 e ricordiamo che ancora tutto il centro della città era servito da raccolta con cassonetti i cui materiali avevano molte impurità e quindi rischiava di contaminare i materiali derivanti dall’ottima raccolta proveniente dalle zone di porta a porta diminuendo il contributo dei consorzi di filiera. Per questo quel tipo di materiali venivano inviati in un altro impianto, proprio per garantire la massima economia.
- B) I consorzi di filiera il castello di ipotesi si basa sul fatto che la Consigliera non li trova sul Mud e questo mostra di nuovo una non conoscenza delle basi del meccanismo di funzionamento di questo sistema: nella filiera l’impianto Progetto Ambiente spa riceve i rifiuti raccolti e attraverso una prima selezione (di questo si occupa questo impianto), li prepara per essere inviati agli impianti di trattamento indicati dai consorzi (Plastica inviata a Remaplast per conto COREPLA con cer 19 12 04, Metalli ferrosi inviata a F.lli Lupoli per conto CNA con CER 19 12 02, Metalli non ferrosi inviati a Service Lazio per conto CIAL con CER 19 12 03). Certamente non ci si può aspettare di trovare una dicitura che riporti direttamente ai consorzi perchè non è così che funziona il meccanismo.
- C) Presenza sul mud di materiali misti: Il rifiuto codificato come C.E.R. 150106 “imballaggi in materiali misti”, è prodotto dalla raccolta differenziata effettuata sul territorio comunale che appunto riguarda congiuntamente plastica e metalli (e in estate anche il vetro), inoltre comunque la Consigliera continua a dimenticare che nell’anno in argomento nelle aree del centro cittadino (Zone 5 e 6), non era ancora attivo il servizio porta a porta. Inoltre confonde i codici dei materiali raccolti con quelli inviati a recupero, cioè quelli in entrata con quelli in uscita che sono cosa ben diversa
- D) Il legno: viene inviato ad altri impianti perchè è legno misto quindi sia imballaggi che ingombranti di legno (provenienti dall’Ecocentro)e quindi esso non avrebbe motivo di essere trasportato presso l’impianto di via delle valli che è un impianto di selezione degli imballaggi. La risposta a tutto il castello di illazioni su questo argomento si ferma alla prima domanda vanificando tutto il resto ed è che NO, non sono gli alberi, ma gli ingombranti in legno. Sarebbe bastato recarsi presso l’Ecocentro e vedere che esiste un cassone del legno dove ci sono mobili ed altra oggettistica che evidentemente non è imballaggio.
- E) “L’autorizzazione della provincia”: la Consigiera mostra di non conoscere la normativa relativa alle Aziende a totale partecipazione pubblica, l’eventuale trattamento di ulteriori rifiuti provenienti da altri Comuni, potrebbe essere attuato soltanto con propedeutici accordi convenzionali tra Enti, fermo restando la necessaria cessione di quote societarie. Per quanto concerne la possibilità di trattare rifiuti provenienti da grandi utenze non domestiche, al di fuori del regime di privativa non è previsto dalle normative di salvaguardia del libero mercato.
Va evidenziato inoltre che nei vari calcoli effettuati per dimostrare che la PA lavora sotto i quantitativi autorizzati a pag. 7 afferma che l’impianto è autorizzato per 28.800 tonnellate e che ne tratta solo 5800. Peccato che poi per seminare discredito afferma che si trattano 8134 tonnellate di vetro! Questo numero è palesemente in contraddizione con il totale ed estraneo a qualsiasi documento ufficiale.
- F) “I COSTI” parlando dei lavoratori interinali dimentica che si trattava di un periodo di passaggio al servizio totalmente domiciliare, dimentica che la PA in quanto società a totale capitale pubblico è soggetta al patto di stabilità. Peraltro man mano che la normativa lo ha consentito sono stati assunti n° 44 operatori, a seguito di una selezione pubblica, sino al completo esaurimento della graduatoria degli idonei, vincitori e non.
- G) Il RISTORO non è stato inserito fra le voci di entrata del Piano Economico Finanziario perchè, come è stato chiarito in Commissione Consiliare, a fronte del contenzioso in essere non sarebbe stato prudente prevedere tale voce di incasso, ad oggi di fatto non certa nella sua entità; allo stesso modo l’inserimento di tale voce in entrata avrebbe dovuto trovare una contropartita di uguale entità nella voce di costo attinente il “Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità”, cosa che avrebbe prodotto gli stessi effetti contabili e quindi lo stesso ammontare di costo complessivo da coprire a tariffa.
- H) CONCLUSIONI: “la sbandierata differenziata [...] non è altro che un bluff” e poi “non tutta la differenziata risulta ufficialmente dichiarata tanto è vero che la percentuale [...] risulta 8 punti inferiore” l’errore continua e su questo si basano frasi che non sono più sotto forma di ipotesi o domande, ma di affermazioni, e quindi accuse.
I calcoli in base ai quali si accerterebbe una non corrispondenza dei dati forniti con quelli documentati, quindi quell’8% di differenza tra quanto affermato sul sito relativamente al 2016 e quanto presente sul MUD della Progetto Ambiente, sarà ormai chiaro, sono ascrivibili al medesimo errore di fondo: aver preso in analisi il documento sbagliato.
Inoltre parlando di bluff del Sindaco e dell’Assessore addirittura confonde la sua analisi dei mud 2016 con la situazione riportata nella conferenza stampa dell’Ente che era relativa ai dati dell’anno a cui la conferenza si riferiva e cioè quelli del 2017.
Ci teniamo a ribadire il 2017 è stato il primo anno in cui il porta a porta ha interessato l’intero territorio comunale, centro compreso e noi rivendichiamo i dati diffusi che sono totalmente corretti e agli atti, anzi vorremmo proporre una riflessione ai detrattori della differenziata e dei suoi costi: intanto va premesso che negli ultimi anni ulteriori 44 lavoratori sono stati inseriti in organico e quindi altrettante famiglie hanno trovato una stabilizzazione, poi come abbiamo sempre detto quando si tratta di raccolta porta a porta la chiave economica non sta tanto nell’incasso derivante dalla vendita dei materiali avviati a riciclo (comunque significativo ammontando nel 2017 a circa 280 mila euro con un abbassamento del canone di circa 20mila euro al mese), quanto nel mancato costo che si genererebbe se invece si avviasse tutto a trattamento indifferenziato come si faceva anni fa. Parliamo di 34 mila tonnellate a 120 euro tonnellata e oltre quindi di 4 milioni solo di costi di smaltimento. Sappiamo poi quale sia il destino di tali rifiuti indifferenziati e il loro impatto sull’ambiente e sul decoro.
Rivendichiamo un tipo di servizio ritagliato su misura, attento alle esigenze molto diverse della città, rivendichiamo un fortissimo lavoro di informazione al cittadino, tramite le scuole, tramite l’app, i libretti cartacei, i moltissimi incontri pubblici in tutti i quartieri della città. Riteniamo che diffondere notizie errate su questo argomento che ha una ricaduta immediata sulla città sia un atto di grande irresponsabilità politica non solo nei riguradi dei tanto che lavorano affinchè questo meccanismo funzioni bene, cittadini in primis, ma anche nei riguardi di chi gestirà la città nel futuro (chiunque esso sia) perchè a distruggere la fiducia dei cittadini ci vuole un click, ma a ricostruirla occorrono anni.
DI SEGUITO LE FATTURE:
12.3°