Omicidio-suicidio a Fossignano: le vittime sono Calogero Cortese e la moglie Grazia Sicilia. La mamma di lui testimone dei fatti.
Calogero Cortese e Grazia Sicilia sono i nomi delle vittime della tragedia avvenuta la notte scorsa nelle campagne di Aprilia, nella zona di Fossignano, dove si è consumato un omicidio-suicidio. Tutto...
Calogero Cortese e Grazia Sicilia sono i nomi delle vittime della tragedia avvenuta la notte scorsa nelle campagne di Aprilia, nella zona di Fossignano, dove si è consumato un omicidio-suicidio. Tutto è accaduto attorno alle tre all’interno di una villetta di via Chiascio, una piccola traversa di via Le Salzare, davanti agli occhi della madre di lui, un’anziana di 85 anni.
Calogero Cortese, 48 anni, originario di Caltanissetta, al culmine di una violenta lite, ha ucciso la moglie, la 45enne Grazia Sicilia, anche lei originaria della stessa località, con 3 colpi di pistola al torace. Subito dopo l’uomo ha messo in atto il gesto estremo: si è tolto la vita rivolgendo l’arma contro se stesso ed esplodendo un colpo alla testa. Sul posto, dopo che l’anziana ha lanciato l’allarme, attorno alle tre e mezza, sono accorsi i Carabinieri del Reparto Territoriale di Aprilia – agli ordini del Tenente Colonnello Riccardo Barbera - che, ora, stanno cercando di chiarire i contorni della vicenda.
La pensionata sarebbe l’unica testimone chiave di quanto accaduto. Ai carabinieri ha riferito che stava dormendo quando ha iniziato a sentire i due litigare animatamente; poco dopo i terribili spari.
Sul posto, in via Chiascio, questa mattina si è portata anche il Pm Martina Taglione della Procura di Latina, che coordina le indagini, ed il medico legale, la dottoressa Cristina Setacci, che molto probabilmente dovrà eseguire l’autopsia sui corpi delle due vittime. Le salme, al momento, si trovano presso l’obitorio di Latina.
L’arma utilizzata da Calogero Cortese, una revolver calibro 38, era regolarmente detenuta dall’uomo. La coppia, secondo quanto si apprende, non aveva figli, non era in fase di separazione e non erano noti precedenti litigi violenti.
Dallo scorso mese di maggio i due da Marino si erano trasferiti ad Aprilia, assieme all’anziana madre di lui. Erano entrambi commercianti ambulanti, vendevano prodotti gastronomici siciliani.
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