“End to End”: passa per Latina l’operazione antidroga della DDA de L’Aquila. Un arresto a Cisterna. VIDEO

“End to End”: passa per la provincia di Latina l’operazione antidroga coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia de L’Aquila e condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Pescara. 13 misure...

A cura di Redazione
25 luglio 2025 11:48
“End to End”: passa per Latina l’operazione antidroga della DDA de L’Aquila. Un arresto a Cisterna. VIDEO -
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“End to End”: passa per la provincia di Latina l’operazione antidroga coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia de L’Aquila e condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Pescara. 13 misure cautelari sono state notificate all’alba. Beni per oltre un milione e 300mila euro sono stati sequestrati tra Lazio, Abruzzo e Puglia. Perquisizioni a Latina e in altre città del Lazio.

All’operazione hanno preso parte oltre 80 operatori di Polizia, tra cui gli agenti della Squadra Mobile di Latina che hanno eseguito  un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un soggetto di Cisterna.

Gli investigatori sono riusciti a sgominare due bande dedite al traffico di grosse quantità di droga. Gli arrestati sono tutti italiani, accusati di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. Alcuni, invece, devono rispondere anche dell’accusa di tentato omicidio, estorsione e corruzione. Sotto sequestro, nel corso dell’indagine, 266 chili di hashish, 9 di marijuana e 3 chili e mezzo di cocaina.

https://youtu.be/GvMpNG41rsE

Alle fasi conclusive dell’operazione hanno contribuito anche i poliziotti delle Squadre mobili di Roma, Teramo, L’Aquila, Frosinone e Foggia, coordinati dal Servizio centrale operativo e, dei Reparti prevenzione crimine Abruzzo, Lazio e Puglia Settentrionale, posti a disposizione del Servizio controllo del territorio, oltre al Reparto di polizia penitenziaria della casa circondariale di Foggia.

Sono in totale 26 gli arresti eseguiti con l’indagine antidroga denominata “End to end” condotta dai poliziotti della Squadra mobile di Pescara e che ha riguardato due organizzazioni criminali attive in Abruzzo e nel Lazio.

I primi 13 arresti sono stati effettuati in flagranza di reato nel corso dell’attività investigativa, avviata nel novembre 2023 e durata oltre un anno, mentre altrettanti sono stati effettuati al termine dell’indagine, in esecuzione di diverse misure cautelari emesse nei confronti di persone accusate di associazione per delinquere finalizzata alla detenzione e traffico di sostanze stupefacenti ed estorsione.

Nel corso dell’indagine, che ha preso il via subito dopo gravi episodi di estorsione compiuti in provincia di Pescara, gli investigatori della Mobile hanno sequestrato 266 chili di hashish, 9 di marijuana e 3,5 di cocaina.

Effettuato anche il sequestro preventivo di denaro contante, conti correnti, oggetti preziosi, veicoli e immobili, per un ammontare complessivo di oltre 1.360.000 euro

la Questura di Pescara
la Questura di Pescara

Entrambe le organizzazioni criminali oggetto dell’attività operativa erano caratterizzate da una significativa disponibilità economica, che consentiva l'acquisto di ingenti quantità di droga, e da una capillare diffusione sul territorio, con basi logistiche e depositi utili a rifornire le due regioni del centro Italia.

Gli indagati operavano sul territorio commettendo estorsioni e altri crimini violenti, come il tentato omicidio di un agente della Squadra mobile di Pescara nel tentativo di darsi alla fuga con un carico di droga.

Per comunicare tra di loro, gli appartenenti ai gruppi criminali utilizzavano unicamente telefoni criptati, appositamente programmati per non essere intercettati o analizzati anche in caso di sequestro (da questo deriva il nome dell’operazione).

Altro particolare organizzativo era l’utilizzo di veicoli sempre diversi, presi a noleggio, e il reclutamento di giovanissimi corrieri incensurati e insospettabili, da utilizzare per il trasporto delle sostanze stupefacenti, in cambio di notevoli somme di denaro.

Ingegnoso il sistema di fidelizzazione escogitato dai criminali, che utilizzavano una particolare brandizzazione dello stupefacente, ottenendo anche il risultato di renderlo meno riconoscibile ai controlli grazie a un particolare confezionamento dei panetti che riproducevano fedelmente delle famose merendine e barrette di cioccolato.

Entrambi i gruppi criminali agivano con efferata violenza, soprattutto nella riscossione dei propri crediti, sia nei confronti dei clienti che degli appartenenti alle associazioni criminali, rivolgendosi anche a familiari e amici dei loro debitori, con spedizioni punitive e pestaggi, arrivando anche all’utilizzo di bombe carta lanciate all’interno delle abitazioni delle vittime”.

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