Fermo amministrativo per una nave mercantile nel porto di Terracina
Il fermo amministrativo è stato disposto a seguito dell’accertata mancanza a bordo del certificato EIAPP (Engine International Air Pollution Prevention Certificate)
È stata sottoposta a fermo amministrativo nel porto di Terracina una nave
Ro-Ro Cargo battente bandiera croata, costruita nel 2004, a seguito di
un’approfondita ispezione effettuata da un team di militari qualificati Port
State Control della Guardia Costiera di Gaeta e Terracina che operano
nell’ambito del Memorandum di Parigi del 1982 sul controllo dello Stato di
approdo.
L’attività ispettiva rientra nel sistema di controlli previsto a livello europeo
per verificare che le navi che approdano nei porti degli Stati aderenti
rispettino gli standard internazionali in materia di sicurezza della
navigazione, tutela dell’ambiente marino e condizioni di vita e di lavoro
dell’equipaggio.
L’unità, gestita da una locale società armatoriale, è stata individuata a
seguito delle verifiche effettuate attraverso il sistema informatico THETIS
dell’Agenzia Europea per la Sicurezza Marittima (EMSA), utilizzato dai
Comandi territoriali della Guardia Costiera italiana per la pianificazione
delle attività di controllo.
Il fermo amministrativo è stato disposto a seguito dell’accertata mancanza
a bordo del certificato EIAPP (Engine International Air Pollution
Prevention Certificate) relativo ai motori principali della nave, con
conseguente violazione dei requisiti previsti dall’Annesso VI della
Convenzione MARPOL, in materia di prevenzione dell’inquinamento
atmosferico.
La mancanza del certificato EIAPP, da sola, è sufficiente a determinare il
fermo di una nave ai sensi della normativa internazionale vigente.
Nel corso della verifica è stata inoltre riscontrata un’ulteriore carenza
riguardante le condizioni di pulizia dei locali destinati all’equipaggio, in
violazione dei requisiti stabiliti dalla Maritime Labour Convention (MLC
2006).
L’unità non potrà riprendere il mare fino alla completa eliminazione delle
irregolarità riscontrate. La nave sarà successivamente sottoposta ad una
nuova ispezione della Guardia Costiera prima dell’autorizzazione alla
partenza.
“Il controllo dello Stato di approdo rappresenta uno strumento
fondamentale per assicurare che le navi che arrivano nei nostri porti
rispettino gli standard internazionali di sicurezza e tutela ambientale”,
sottolinea il Direttore Marittimo del Lazio, Capitano di Vascello (CP)
Cosimo Nicastro.
“La mancanza di una certificazione, fondamentale per la prevenzione
dell’inquinamento atmosferico dei motori principali costituisce una grave
violazione degli obblighi previsti dalle convenzioni internazionali. Analoga
attenzione viene riservata alle condizioni di vita e di lavoro
dell’equipaggio, che devono sempre essere conformi agli standard
internazionali di riferimento.”
“La Guardia Costiera del Lazio continuerà ad assicurare, attraverso
l’attività dei propri Nuclei ispettivi, il pieno rispetto delle normative
internazionali in materia di sicurezza della navigazione, tutela
dell’ambiente marino e condizioni di vita e di lavoro dei marittimi
imbarcati.”
Le attività di Port State Control sono svolte da personale della Guardia
Costiera del Lazio, appositamente formato e autorizzato quale ispettore
PSC, dislocato presso i diversi Comandi territoriali della Direzione
Marittima e coordinato dal Servizio Regionale PSC della Direzione
Marittima del Lazio, con sede a Civitavecchia.
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