Festival Radure 2026: spettacoli gratuiti tra storia e poesia a Maenza per il primo weekend d'agosto.

Dal viaggio musicale dei cantastorie anni '50 all'ironia poetica di Matutateatro: ecco i primi appuntamenti ad ingresso gratuito nel borgo dei Lepini.

28 luglio 2026 16:54
Festival Radure 2026: spettacoli gratuiti tra storia e poesia a Maenza per il primo weekend d'agosto. -
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Al via l’ottava edizione del Festival Radure 2026 lungo la Via Francigena del Sud, con un imperdibile doppio appuntamento teatrale a Maenza, ad ingresso gratuito. Si parte sabato 1° agosto, in Piazza Fernando Lepri, con lo spettacolo musicale “Fino alle stelle” di Agnese Fallongo e Tiziano Caputo, un viaggio comico e poetico tra i cantastorie della Sicilia degli anni ‘50. Si prosegue domenica 2 agosto all’Anfiteatro Bouffémont di Maenza con la compagnia Matutateatro ed il monologo ironico “In Versi” interpretato da Salvatore Rosella.

Entrambi gli eventi, incentrati sul tema "Simulacrum, I Lepini tra sacro e profano", avranno inizio alle 21.00, senza obbligo di prenotazione.

FINO ALLE STELLE scalata in musica lungo lo stivale di Agnese Fallongo.

Associazione Culturale

TEATRO DE GLI INCAMMINATI

di e con Agnese Fallongo e Tiziano Caputo

regia Raffaele Lagliata

coordinamento creativo Adriano Evangelisti in collaborazione con ARS Creazione e spettacolo

Sicilia, metà degli anni ’50. Tonino e Maria, due cantastorie si incontrano e scoprono un’intesa artistica unica, decidono di partire per un viaggio lungo tutta l’Italia,

senza un soldo in tasca, ma con l’obiettivo del successo. Attraverso un rondò di canzoni, linguaggi e gag esilaranti ci fanno vivere un grande sogno.

“IN VERSI”  - DI MATUTATEATRO CON SALVOTORE ROSELLA

Lo spettacolo è un monologo e un atto d’amore per la poesia e l’umanità, vissuti nell’unico modo possibile secondo il personaggio in scena: con leggerezza. Calvino in questo momento sarà orgoglioso di lui, mentre lassù si gode le tagliatelle della signora Phinko, perché qui sulla terra c’è ancora qualcuno che ama la poesia e la impara a memoria: tale Salvatore. Un giovane ragazzo, con più versi che capelli in testa, che si ritrova ad attendere l’ispirazione per lo spettacolo della sua vita in un non-luogo teatrale. L’incontro col pubblico lo coglie impreparato però lo porta a credere che davanti a sé, se non una platea pagante, abbia almeno l’occasione di condividere le poesie che si porta dentro fin dall’infanzia e, dato che la vera poesia è sempre poesia d’amore, ecco spiegata anche la sua ossessione per l’arte del rimorchio. Tra una poesia all’altra una girandola di aneddoti privati prende vita, impazzisce tra il romantico e il comico, dalle elementari ai tempi dell’università. Salvatore non è certo un poeta maledetto, un bad boy dal fascino malizioso; nella vita ha rimorchiato ben poco (nonostante la poesia), ma si sente abbastanza avventato da mettersi a nudo con chi lo ascolta. Potremmo quindi dire che, più che uno spettacolo si tratta di un incontro, un gioco fatto di emozioni forti e auto-ironia; un viaggio che in cinquanta minuti spazia tra le più grandi e varie tradizioni poetiche di tutti i tempi; una maratona di lacrime e sorrisi, tra accelerazioni e sospensioni che si alternano a velocità folle. In definitiva, è un’esperienza da cui uscire sconfitti ma anche rincuorati, perché in fondo…l’Amore vince ogni cosa.