Formia, reflui fognari nel torrente Rio Fresco: scatta la denuncia per il gestore idrico.
Rotta la condotta principale della rete fognaria: l'intervento dopo la scoperta dello sversamento abusivo.
Odori nauseabondi e liquami non depurati nel torrente Rio Fresco, a Formia: i Carabinieri Forestali di Spigno Saturnia - durante una serie di verifiche sugli scarichi a mare - hanno scoperto uno sversamento illecito da una condotta fognaria rotta del collettore fognario principale. Per il legale rappresentante della società idrica è scattata una denuncia. L’indagine, condotta assieme alla Capitaneria di Porto e all’Arpa Lazio, ha fatto luce su un grave danno ambientale. Il responsabile rischia ora l’arresto e pesanti ammende.
“Nei giorni scorsi militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Spigno Saturnia, congiuntamente a personale dell'Ufficio Locale Marittimo della Capitaneria di Porto di Formia, nell'ambito della delega d'indagine congiunta, della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino, inerente alle verifiche su scarichi a mare, depuratori e impianti di sollevamento, hanno accertato uno sversamento illecito di reflui fognari non depurati nell'alveo del torrente "Rio Fresco", nel Comune di Formia.
L'operazione ha assunto particolare evidenza a causa delle molestie olfattive riscontrate sul posto. Nel corso dell'ispezione l'attenzione è stata richiamata da un copioso trafilamento di acque maleodoranti, le cui esalazioni fuoriuscivano da una condotta in cemento posta sotto il "Ponte Sciarra".
Alle operazioni hanno partecipato, su richiesta della polizia giudiziaria operante, personale di ARPA Lazio, sezione provinciale di Latina, intervenuto per effettuare i prelievi presso vari punti del corso d'acqua.
A seguito del rinvenimento dello scarico, i militari hanno effettuato un campionamento nel punto in cui i reflui ruscellavano dalla condotta in cemento affidandolo contestualmente ai tecnici dell'Arpa Lazio per le successive analisi chimiche e microbiologiche di laboratorio.
Tramite utilizzo di “kit colorimetrici rapidi” e immissione di un tracciante (fluorescina), è stato dimostrato che i liquami nauseabondi derivavano dalla rottura del collettore fognario principale controllato dalla società che gestisce il servizio idrico integrato. I tecnici della società, verificata la perdita, si sono prontamente attivati per il ripristino urgente della condotta.
A seguito dell'accertamento, constatati i fatti e espletata l’attività d’indagine, è stato deferito alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino in stato di libertà per le ipotesi di reato di getto pericoloso di cose (articolo 674 c.p.) e deturpamento di bellezze naturali (articolo 734 c.p.), il legale rappresentante della società affidataria del servizio idrico integrato.
Il presunto responsabile dei fatti contestati, in caso di condanna rischia una pena dell’arresto fino a un mese o ammenda fino ad euro 206 ai sensi dell’articolo 674 c.p. e la pena dell’ammenda da euro 1032 ad euro 6197 ai sensi dell’articolo 734 c.p.. I militari dell’Organizzazione Forestale dell’Arma dei Carabinieri proseguono nelle loro attività di prevenzione e repressione degli illeciti a danno dell’uomo e dell’ecosistema, anche sensibilizzando cittadini e imprese a porre in essere le corrette pratiche in materia di tutela delle acque, protezione delle bellezze naturali e prevenzione dalle emissioni maleodoranti.
Nel contempo incoraggiano chiunque a segnalare alle Autorità (disponibile il numero di emergenza ambientale 1515) comportamenti ed eventuali presunti illeciti che possono anche solo potenzialmente causare un danno alle risorse ambientali o alla salute di chi abita quel territorio.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari durante le quali, come anche nelle successive fasi procedimentali/processuali, l’indagato potrà far valere le proprie difese ai sensi del c.p.p. e si presume non colpevole sino a condanna definitiva”.
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