Formia - Ritrovate Sarah e Alisya: fermati la mamma, il compagno e il nonno
Il blitz dei carabinieri ieri sera dopo le 20, in azione 80 militari. La notizia si è sparsa velocemente, con la responsabile dell’associazione Penelope Abruzzo. I tre accusati di sequestro di persona
Ritrovate le sorelle di Scauri, Sarah e Alisya scomparse da oltre 15 giorni da una casa famiglia in Abruzzo. Il fermo è scattato per tre persone: la madre, il compagno e il nonno delle due ragazzine. Il blitz dei carabinieri del comando provinciale dell’Aquila, con la collaborazione del Ros e dei colleghi di Latina, è avvenuto ieri sera a Formia, in campo 80 militari che hanno fatto irruzione in casa dello zio delle due ragazze che le nascondeva da giorni. Le tre persone fermate sono state interrogate la notte scorsa negli uffici del procuratore della Repubblica di Sulmona, Luciano D'Angelo. Sono accusate di sequestro di persona aggravato in concorso.
La donna , Valentina D'Acunto, è in carcere a Teramo, il suo compagno e il nonno delle ragazze, Vincenzo Esposito e Marco D'Acunto, sono in quello di Sulmona.
“Alisya e a Sarah sono sane e salve dopo due settimane terribili fatte di ansia preoccupazione ma mai ho pensato in negativo. Si inizia una nuova vita si riparte da zero”. E’ quanto scrive su Facebook Stefano Di Giacinto, il papà delle due sorelline ritrovate ieri a Formia. “Siete stati tantissimi a darmi la forza di andare avanti e di non mollare mai - scrive -. Dieci anni di battaglie con lieto fine. Diamo tempo alle ragazze di riprendersi gli anni che qualcuno ha negato loro di potersi godere. Papà c'è. Vi amo”.
L'aggiornamento
Erano segregate in una stanza, non potevano uscire da una casa piccola e disordinata in compagnia di una parente della padre, una donna di 80 anni. Potevano solo guardare la tv. E’ questo lo scenario apparso ai carabinieri quando sono arrivati nella casa popolare di Formia dove si trovavano Sarah e Alisya, le due sorelle di 12 e 16 anni allontanatesi due settimane fa da una casa famiglia in Abruzzo. In arresto - dopo il blitz coordinato dalla Procura di Sulmona - la madre delle ragazze, Valentina D’Acunto, il suo compagno, Vincenzo Esposito, e il padre della donna, Marco D’Acunto. Sul posto è intervenuto anche il sindaco di Minturno, Gerado Stefanelli nominato tutore delle ragazze: “Ho visto le bambine - ha raccontato il primo cittadino - le ho accompagnate in una struttura protetta. Vivono uno stato di forte stress emotivo, ma non mi sono permesso di chiedere loro nulla della vicenda: lo farà chi di dovere”.
“Seguiremo la vicenda per comprendere gli sviluppi delle indagini e gli accertamenti degli inquirenti. Cureremo gli interessi legali e materiali delle ragazze - aggiunge Stefanelli - sarà un percorso difficile, anche alla luce del fatto che adesso tutte le relazioni si complicheranno ancora di più. È una situazione molto difficile da gestire”.
La svolta nelle indagini sul ritrovamento delle due sorelline scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena è arrivata da “una videochiamata della mamma nei confronti di un numero di telefono che era attenzionato intestato a un pachistano, facente parte di un gruppo di schede clandestinamente attivate a Napoli un paio di giorni prima della scomparsa”.
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