Gilda Latina: "Scuola, emergenza nomine e caldo negli istituti pontini"

La Gilda Insegnanti di Latina denuncia problemi organizzativi e strutturali all’avvio del nuovo anno. Giovannini: «Servono procedure più trasparenti e investimenti veri sull’edilizia scolastica»

08 settembre 2026 12:35
Gilda Latina: "Scuola, emergenza nomine e caldo negli istituti pontini" -
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Un avvio di anno scolastico che si presenta, ancora una volta, tutt’altro che semplice. Da una parte le difficoltà legate alle nomine dei docenti, con contestazioni sul funzionamento delle procedure informatizzate e delle graduatorie provinciali per le supplenze; dall’altra l’emergenza caldo, che mette a dura prova scuole e personale già impegnati nelle attività propedeutiche alla ripresa delle lezioni.

È il quadro tracciato dalla Gilda degli Insegnanti di Latina, che torna a denunciare problemi ormai ricorrenti sia sul fronte della gestione del personale sia su quello delle condizioni degli edifici scolastici.

Rispetto alle nomine, si ripropongono in parte le difficoltà già registrate negli anni scorsi. In particolare, il sistema informatizzato ha restituito in alcuni casi un calcolo non corretto degli anni di servizio dichiarati ai fini delle GPS, con conseguenti ripercussioni sull'attribuzione degli incarichi. Il problema, rilevato da alcuni insegnanti nei giorni successivi alle assegnazioni, non può però più essere risolto attraverso gli uffici territoriali, dal momento che le relative funzioni del sistema risultano ormai chiuse.

«Ancora una volta ci troviamo a fare i conti con procedure che dovrebbero garantire trasparenza e certezza nell'assegnazione degli incarichi e che invece finiscono per generare dubbi, reclami e situazioni difficili da correggere» afferma la coordinatrice provinciale della Gilda, Patrizia Giovannini. Il problema è particolarmente grave quando un errore nel calcolo del punteggio può incidere concretamente sulla posizione in graduatoria e quindi sulla possibilità di ottenere una determinata sede».

Una novità introdotta quest’anno, quella del cosiddetto ripescaggio nei turni successivi, può attenuare almeno in parte gli effetti della mancata assegnazione per assenza di una sede disponibile tra quelle espresse. Restano tuttavia forti criticità, soprattutto sul sostegno. «Nel primo turno infatti - spiega Giovannini - a fronte di oltre mille nomine complessive sul sostegno nella scuola secondaria di primo e secondo grado, soltanto 600 hanno interessato docenti individuati sulla base della posizione in graduatoria. Una situazione che ha lasciato fuori, almeno temporaneamente, numerosi insegnanti che negli anni precedenti avevano ottenuto incarichi e che non hanno potuto fare ritorno nelle medesime sedi».

«Il tema del sostegno resta quello più delicato» prosegue la coordinatrice pontina. «La priorità dovrebbe essere garantire contemporaneamente il diritto degli studenti alla continuità didattica e il rispetto delle graduatorie e delle titolarità dei docenti. Il meccanismo della conferma per continuità però, così come è stato costruito, non sempre riesce a conciliare queste due esigenze. Ci sono situazioni in cui la continuità viene meno, ad esempio quando l’alunno ha concluso il proprio ciclo di studi, e soprattutto chi non è rientrato nel cosiddetto turno zero può non avere accesso alla riconferma per continuità».

Per la Gilda la soluzione strutturale passa dalla stabilizzazione dei docenti specializzati: «Continuiamo a sostenere che l’unico modo per garantire realmente la continuità sul sostegno, dove questa è fondamentale, sia assumere i docenti specializzati su tutti i posti disponibili, compresi quelli in deroga. Solo così si può dare stabilità agli alunni e, nel contempo, valorizzare la professionalità di docenti che da anni lavorano nella scuola».

A rendere ancora più problematico l’avvio dell’anno scolastico c’è poi l’emergenza caldo. Le scuole pontine sono già aperte per le attività preparatorie alla ripresa delle lezioni, ma gli edifici scolastici non sono predisposti per affrontare temperature così elevate. «Nelle nostre scuole la climatizzazione riguarda gli uffici di presidenza e quelli amministrativi, mentre aule e spazi destinati agli studenti e al personale docente non dispongono di sistemi adeguati per fronteggiare condizioni climatiche come quelle che stiamo vivendo» denuncia Giovannini. «Il disagio è già evidente in questi giorni e rischia di diventare ancora più pesante con il rientro degli alunni, soprattutto nelle scuole dell’infanzia e primarie dove c’è il doppio turno».

Il problema del caldo è la manifestazione più evidente di una questione ben più ampia, quella dell'edilizia scolastica. «Non possiamo continuare a considerare l’emergenza caldo come un fatto episodico» sottolinea la segretaria della Gilda. «È un problema che si inserisce in una situazione strutturale già critica, soprattutto nel centro-sud, dove molti edifici scolastici sono vetusti e non adeguati agli effetti del cambiamento climatico. La sicurezza e il benessere di studenti e lavoratori non possono essere affidati all’emergenza del momento. Servono interventi strutturali, investimenti e una programmazione seria. Anche le risorse del PNRR non hanno risolto una questione che la scuola italiana si trascina da anni».

Il nuovo anno scolastico si apre dunque, ancora una volta, con problemi che riguardano sia l'organizzazione del personale sia le condizioni materiali in cui la scuola è chiamata a operare. «Non possiamo rassegnarci all'idea che ogni settembre debba essere sinonimo di emergenza. Docenti, studenti e famiglie - conclude Giovannini - hanno diritto a un sistema scolastico che funzioni, con procedure trasparenti, organici adeguati e ambienti sicuri e dignitosi».