Grido di allarme di radio locali e tv verso il Governo.

Le Associazioni Confindustria Radio Televisioni – TV Locali, AERANTI-CORALLO e ALPI esprimono fortissima preoccupazione e netta contrarietà per l’emendamento governativo alla Legge di Bilancio deposit...

A cura di Redazione
12 dicembre 2025 13:33
Grido di allarme di radio locali e tv verso il Governo. -
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Le Associazioni Confindustria Radio Televisioni – TV Locali, AERANTI-CORALLO e ALPI esprimono fortissima preoccupazione e netta contrarietà per l’emendamento governativo alla Legge di Bilancio depositato nella notte, che taglia di 20 milioni di euro all’anno per il triennio 2026-2028 le risorse destinate all’emittenza radiofonica e televisiva locale.

La relazione tecnica chiarisce che l’incremento complessivo del Fondo per il pluralismo è ottenuto a vantaggio esclusivo del comparto della carta stampata, mentre le emittenti locali subiscono un taglio strutturale, in un momento già segnato da forti difficoltà economiche e da una concorrenza impari con grandi operatori nazionali e piattaforme globali.

Ancora più grave è la previsione che consente al Presidente del Consiglio dei ministri di rimodulare il riparto del Fondo con decreto, escludendo il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, titolare delle competenze sul settore radiotelevisivo locale. Una scelta che introduce instabilità, incertezza e marginalizzazione istituzionale del comparto.

«Siamo di fronte a una decisione che mette seriamente a rischio la sopravvivenza di centinaia di imprese, migliaia di posti di lavoro e il pluralismo dell’informazione nei territori», dichiarano congiuntamente le Associazioni.

Il provvedimento appare inoltre in totale contraddizione con le dichiarazioni rese dal Ministro Adolfo Urso il 29 luglio 2025, quando aveva assicurato la continuità delle risorse per le emittenti locali anche nella prossima Legge di Bilancio.

Le Associazioni chiedono l’immediata modifica dell’emendamento, il ripristino delle risorse tagliate e il rispetto del ruolo del MIMIT, evidenziando che, in assenza di correttivi urgenti entro la scadenza fissata per oggi alle ore 18, le conseguenze per il sistema dell’informazione locale saranno irreversibili.

Il Presidente di Confindustria Radio Televisioni, Antonio Marano, esprime il più profondo sconcerto e la ferma protesta dell'intero settore in merito alla decisione, con la riformulazione degli emendamenti dell’art.129 della Legge di bilancio, di operare un significativo taglio ai fondi destinati all'emittenza radio-televisiva locale e di sottrarre al Mimit parte della competenza sulla gestione dei fondi.

"Ancora una volta, ad ogni occasione utile, si tenta di sacrificare un asset fondamentale per il pluralismo democratico del sistema Paese, perpetrando un danno incalcolabile a un settore vitale per la nostra democrazia e per i valori che essa incarna," ha dichiarato il Presidente Marano.

Le emittenti locali non sono semplici esercizi commerciali, ma rappresentano il tessuto connettivo informativo delle nostre comunità: Sono l'unica fonte di informazione che copre in modo capillare e costante gli eventi di stretta pertinenza territoriale, dalla cronaca cittadina ai consigli comunali, dalle problematiche ambientali locali alle iniziative culturali di quartiere.

Il settore offre migliaia di posti di lavoro qualificati, spesso in aree geografiche meno centrali, contribuendo attivamente all'economia del territorio. Garantiscono una diversità di voci e prospettive che il panorama mediatico nazionale, per sua natura, non può offrire. Sono il presidio democratico che dà spazio ai cittadini.

L'indebolimento del settore locale si traduce in una minore capacità di controllo civico sull'attività delle amministrazioni locali, riducendo la trasparenza e la partecipazione. "Chiediamo con forza al Governo e al Parlamento di rivedere immediatamente questa scelta" ha concluso Marano. "Non si può chiedere all'informazione locale di essere l'ancora del pluralismo, la sentinella del territorio e la voce dei cittadini, per poi privarla sistematicamente degli strumenti minimi per mantenere vivo l’art.21 della Costituzione, anche alla luce di quanto stiamo denunciando con riferimento al prelievo colonialistico di risorse da parte degli OTT. Tutelare e valorizzate l'emittenza locale non è un costo, ma un investimento essenziale nella democrazia del Paese."

CRTV lancia un appello a tutte le forze politiche affinché intervengano per tutelare un bene comune che non può essere sacrificato sull'altare di un risparmio irrisorio a fronte del danno democratico che ne deriverebbe.

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