“I voucher per lo sport promossi dalla Regione Lazio presentano numerose criticità"

“Ormai da varie settimane sono sempre più numerose le Associazioni e Società sportive dilettantistiche che avevano a suo tempo aderito all’iniziativa dei voucher per lo sport, a favore di giovani dai...

A cura di Redazione
05 agosto 2025 11:25
“I voucher per lo sport promossi dalla Regione Lazio presentano numerose criticità" -
Condividi

“Ormai da varie settimane sono sempre più numerose le Associazioni e Società sportive dilettantistiche che avevano a suo tempo aderito all’iniziativa dei voucher per lo sport, a favore di giovani dai 6 ai 18 anni, promossa dalla Regione Lazio in collaborazione con Sport e Salute, che stanno evidenziando numerose criticità presenti nella fase attuativa delle attività sportive da far svolgere ai minori che ottengono i voucher.” Lo afferma il prof. Claudio Ortale rappresentante nell’Osservatorio Sportivo Scolastico Capitolino delle ASD/SSD. “Di fatto, se non interverranno modifiche urgenti alle modalità previste, la struttura dei voucher produrrà una mole d’impegno e un evidente rischio tutto solo a carico delle ASD/SSD. Posto che, ad esempio, se le famiglie romane beneficiarie che hanno i minori iscritti presso CC.SS.MM. non porteranno i loro figli a svolgere le attività previste, per qualsiasi naturale motivo (malattia, gita scolastica, chiusura palestre per festività, ponti, elezioni, feste di compleanno, ritiri per comunioni ed altro), la perdita è tutta a carico della ASD/SSD. Infatti” prosegue prof. Ortale “per vedersi accreditare dalla Regione Lazio la quota di voucher relativa ad un solo mese, il bambino o ragazzo deve obbligatoriamente risultare presente ad almeno 8 sedute. Basta un’assenza e la quota parte del voucher salta alla ASD/SSD. È chiaro a tutti che, soprattutto per la fascia dai 6 agli 12 anni, la maggior parte delle attività sportive proposte sono articolate su due lezioni settimanali di un’ora ciascuna, vedi ad esempio minivolley, minibasket, arti marziali, ecc., per un totale di 8 ore al mese. Cosicché le 8 ore sono facilmente a rischio per qualsiasi naturale motivo che ho già evidenziato in precedenza. Quindi se hai un minore che ti salta una lezione delle 8 previste, le altre 7 che ha svolto gliele hai regalate. Infine, anche la procedura della registrazione delle presenze, all’inizio e al termine della lezione svolta, tramite QR CODE pone notevoli problematiche a livello organizzativo per qualsiasi ASD/SSD. È appena il caso di precisare che ormai da decenni la maggioranza dei bambini non escono da scuola al termine delle attività scolastiche, ma vanno direttamente in palestra” aggiunge il rappresentante capitolino “senza passare da genitori, nonni, parenti, baby sitter, ecc.. Inoltre, i genitori o chi per loro quasi sempre non vanno nei locali delle palestre a recuperare la prole, ma attendono i bambini in strada. A questo aggiungiamo anche l’onere da parte del personale presente della ASD/SSD a dover spendere del tempo per l’operazione QR, tempo viceversa prezioso per seguire tutto il gruppo e per iniziare le attività, comprese quelle necessarie poi per i cambi turno. Oltre al fatto che tanti minori iscritti” prosegue Ortale “non si presenterebbero alle lezioni o sedute con cellulari personali per poter svolgere detta operazione. Tutte queste chiare criticità sono state già presentate da numerose ASD/SSD ai referenti della Regione Lazio preposti a gestire i voucher sportivi. Purtroppo, ad oggi, non si sono ottenute ancora delle risposte concrete, volte a superare con soluzioni idonee e urgenti quanto rappresentato. Ci auguriamo che anche questo comunicato” conclude il prof. Ortale “possa contribuire a sbloccare questa situazione che, se non superata presto e positivamente, mette a rischio il prosieguo della piena adesione da parte di numerose ASD/SSD romane ai voucher per lo sport in essere."

Segui Radio Studio 93