IL CARDINALE LUDOVICO ALTIERI DICHIARATO VENERABILE
Il Sommo Pontefice ha autorizzato il medesimo Dicastero a promulgare il Decreto riguardante l’offerta della vita del Servo di Dio Cardinale Ludovico Altieri (1805–1867), Vescovo di Albano
In data odierna, 23 marzo 2026, la Sala Stampa della Santa Sede ha comunicato che il Santo Padre Leone XIV ha ricevuto in Udienza Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Marcello Semeraro, Prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi. Durante l’Udienza il Sommo Pontefice ha autorizzato il medesimo Dicastero a promulgare il Decreto riguardante l’offerta della vita del Servo di Dio Cardinale Ludovico Altieri (1805–1867), Vescovo di Albano, dichiarandolo Venerabile. La notizia è stata accolta dal suono delle campane a festa.
«Ringraziamo il Santo Padre Leone XIV – dice il vescovo di Albano, Vincenzo Viva – per questo dono prezioso e immenso che ha reso alla Chiesa, riconoscendo l’offerta della vita del Servo di Dio Cardinale Ludovico Altieri. Accogliamo la notizia con gioia e gratitudine filiale: per la sua testimonianza di carità e di vicinanza al popolo, e per il sacrificio ultimo della sua vita, non avendo voluto abbandonare i malati, il Cardinale Altieri è stato, e continua a essere, un faro che illumina la vita di fede della Chiesa di Albano. Attingere a questa testimonianza significa riscoprire una ricchezza immensa: il Vangelo vissuto nella vita dei Santi, espressione della storia antica e feconda della nostra Chiesa di Albano. Sono fratelli e sorelle intercessori per un volto di Chiesa che custodendo viva la memoria del passato, si impegna oggi per aprire il cuore della gente alla speranza, contribuendo così a orientare il cammino di tutto il popolo di Dio sulla via della pace».
Figura eminente della Chiesa del suo tempo, Ludovico Altieri ricoprì importanti incarichi nella Curia Romana, distinguendosi per fedeltà, prudenza e spirito di servizio. Tuttavia, è soprattutto negli ultimi giorni della sua vita che si manifesta in modo luminoso la radicalità evangelica del suo ministero. Fin dal momento della sua morte, la sua testimonianza è rimasta viva nel cuore delle persone e continua ancora oggi a parlare alla Chiesa e al mondo, soprattutto nelle situazioni di prova e di sofferenza, in un mondo ferito da conflitti, dove il dono della vita diventa una parola più forte della violenza. Il riconoscimento della venerabilità rappresenta un momento di grazia per la Chiesa e, in modo particolare, per la Diocesi di Albano, che vede riconosciuta la testimonianza di un pastore che ha amato fino alla fine.
«In qualche modo – dice il Postulatore della fase romana della causa di beatificazione e canonizzazione, del Servo di Dio Cardinale Ludovico Altieri, Waldery Hilgeman – tutti siamo frutto del dono della vita ricevuto da altri. È una consapevolezza che richiama alla nostra profonda interdipendenza: “siamo membra gli uni degli altri”, come scrive San Paolo. Siamo parte di un unico corpo, nel quale ciascuno, pur nella propria fragilità, è necessario. In questa luce, le testimonianze di una vita donata continuano a parlare con forza anche oggi. Esse rendono presente il Vangelo vissuto, mostrando che l’amore più grande non è un ideale irraggiungibile, ma una realtà possibile, capace di trasformare la storia».
Nel 1867, mentre la città di Albano era colpita da una grave epidemia di colera, il Cardinale Altieri, informato della situazione, decise di lasciare Roma e di recarsi immediatamente tra i suoi fedeli. Lo fece nonostante i consigli contrari e nella piena consapevolezza del rischio che correva. Giunto in diocesi, si fece vicino alla popolazione con una dedizione instancabile: visitò i malati, amministrò i sacramenti, organizzò i soccorsi e mise a disposizione anche i propri beni per alleviare le sofferenze dei più poveri.
«La sua scelta – afferma don Andrea De Matteis, Vicario Giudiziale della diocesi di Albano – fu libera, consapevole e profondamente radicata nella carità pastorale. Come attestano le fonti, egli riconosceva che il pastore non può abbandonare il proprio gregge nel momento del pericolo. Dopo pochi giorni di servizio incessante, colpito dal contagio, il Cardinale Altieri offrì la propria vita, morendo l’11 agosto 1867. In questo gesto si rivela l’amore più grande: scegliere di dare la vita per gli altri, fino alla fine. La sua morte non fu soltanto l’esito di una epidemia, ma il compimento di una vita donata. In lui si rende visibile il volto del Buon Pastore, che non fugge davanti al pericolo, ma rimane accanto al suo popolo fino al dono totale di sé».
Le tappe della Causa diocesana
Chiusa il 26 settembre 2015, l'inchiesta diocesana sulla vita, virtù e fama di santità del Cardinale Ludovico Altieri, a cui è intitolata la Scuola diocesana di formazione teologica, era stata aperta nel 2009 dall’allora vescovo di Albano, il cardinale Marcello Semeraro e aveva visto come giudice delegato padre Giuseppe Zane, come Promotore di giustizia don Andrea De Matteis e come notaio il diacono Tomaso Antonio Ursini.
Lunedì 15 dicembre 2025, il Postulatore della fase romana della causa di beatificazione e canonizzazione del Servo di Dio Cardinale Ludovico Altieri, Waldery Hilgeman, ha consegnato al vescovo di Albano, Vincenzo Viva, la Positio relativa al processo, redatta dallo storico e stimato professor Ulderico Parente, che ne ha curato l’elaborazione scientifica sulla base della documentazione processuale, secondo le norme peculiari vigenti del Dicastero delle Cause dei Santi.
Cenni biografici
Discendente di una nobile famiglia, Ludovico Altieri è nato a Roma il 17 luglio 1805 e, dopo aver intrapreso la carriera ecclesiastica, è stato ordinato sacerdote il 24 marzo 1833. Dopo poco tempo è stato onorato, da papa Leone XII, del titolo di cappellano privato di Sua Santità. Il 19 marzo 1857 è divenuto Camerlengo di Santa Romana Chiesa e, nel dicembre del 1859, presidente della Consulta di Stato per le finanze. Dal 17 dicembre dell’anno successivo, è passato all’ordine dei cardinali vescovi.
Creato, per sua opzione nel concistoro del 17 settembre 1860, vescovo suburbicario della diocesi di Albano, si distinse per coraggio e carità – come riportano alcune cronache dell’epoca – durante l’epidemia di colera del 1867, dando assistenza ai malati. Contagiato a sua volta dal morbo, si spense serenamente, proprio ad Albano l’11 agosto 1867. L’epidemia di colera era scoppiata in città da pochi giorni e il cardinale Altieri, non appena avuta la notizia della sua diffusione, aveva lasciato Roma e si era immediatamente recato ad Albano, in mezzo al contagio, per organizzare la macchina dell’assistenza e per prestare egli stesso soccorso e conforto ai contagiati. A contatto con i malati – o, stando ad altre fonti, per essersi recato al cimitero per verificare il rispetto delle condizioni igieniche minime ed evitare così un ulteriore propagarsi del colera – si ammalò a sua volta, la sera del 10 agosto, e morì nel giro di poche ore, all’età di 62 anni.
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