In casa nascondeva un vero e proprio museo archeologico: sequestrati a Minturno oltre 200 reperti.
In casa nascondeva un vero e proprio museo archeologico: la Polizia sequestra a Minturno oltre 200 reperti e denuncia un 64enne del posto, già noto per vari reati inerenti armi, ricettazione, contraf...
In casa nascondeva un vero e proprio museo archeologico: la Polizia sequestra a Minturno oltre 200 reperti e denuncia un 64enne del posto, già noto per vari reati inerenti armi, ricettazione, contraffazione d’opere d’arte e violazioni in materia di ricerche archeologiche di beni culturali.
Il blitz degli agenti del Commissariato di Formia in casa del 64enne è scattato l’altro ieri sera: la perquisizione ha permesso di rinvenire ben 207 reperti archeologici (di epoca romana, greca ed etrusca), circa 900 monete di varie epoche ed una piccola quantità di cartucce da caccia. Il materiale sequestrato – visionato dalla Soprintendenza per i Beni Culturali ed Archeologici per il Lazio – è stato ritenuto di notevole interesse storico. Ora le indagini proseguono per stabilirne la provenienza.
“In
particolare, - spiega nel dettaglio la Polizia – sono stati rinvenuti e
sequestrati beni d’arte consistenti in: 207 reperti in terracotta e metallo fra
cui vasellame, piattelli, vasi, anfore buccheri, ampolle, “aryballos
piriforme, kyatos, lekanis” nonché circa 900 monete riferite ad epoca etrusca
romana e greca relativi a scavi archeologici verosimilmente destinati al
mercato nero di opere d’arte ed antica.
E’
stata pertanto, opportunamente interessata la Soprintendenza per i Beni
Culturali ed Archeologici per il Lazio che, da un primo esame, ha ritenuto il
materiale in sequestro di notevole interesse storico.
Sono
in corso indagini da parte del Commissariato di Formia al fine di verificare la
provenienza di quanto in sequestro e richiesta doverosamente una perizia
all’Autorità Giudiziaria di Cassino
procedente in merito a quanto rinvenuto.
G.D.
del “55 di Minturno alla luce di quanto emerso, veniva deferito all’Autorità
Giudiziaria di Cassino per violazioni in
materia di ricerche archeologiche di beni culturali, possesso illecito di beni
culturali appartenenti allo Stato, contraffazione di opere d’arte storiche o
archeologiche”.
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