Incendio boschivo a Gaeta, rogo nato dopo la bollitura di conserve di pomodoro. Una denuncia

Indagini sul proprietario di un fondo agricolo. L'incendio nato da un ramo d'ulivo si è poi propagato nel resto dell'area boschiva

31 agosto 2026 15:23
Incendio boschivo a Gaeta, rogo nato dopo la bollitura di conserve di pomodoro. Una denuncia -
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Nei giorni scorsi, i militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Latina, nel corso di controlli ambientali
in materia di incendi boschivi, a seguito di intervento per incendio boschivo avvenuto in data 10 agosto
in Comune di Gaeta (LT), località Sariana, avviavano mirata attività info-investigativa volta
all’individuazione delle cause e degli autori dell’evento.

Il sopralluogo nei luoghi dell'incendio

L’ispezione dei luoghi consentiva di ricostruire la dinamica di propagazione delle fiamme, individuando
il punto di innesco al margine di un braciere rustico allestito su un fondo agricolo.
I militari, al fine di individuare con esattezza il punto di origine dell’incendio, hanno messo in atto il
Metodo delle Evidenze Fisiche (M.E.F.). Il M.E.F. è infatti un sistema d’indagine che permette, sulla
base di rilevi tecnici inerenti alla tipologia di soprassuolo boscato bruciato, alle condizioni del vento,
all’orografia del terreno e di altre evidenze fisiche (ad esempio corteccia bruciata, segni sul terreno, sulle
pietre e sulla vegetazione) di risalire all’origine dell’incendio ed in particolare al punto di innesco. Il
risultato delle attività condotte mediante l’applicazione del M.E.F. ha consentito di individuare con
precisione il punto d’innesco dell’incendio.

Il rogo provocato dopo la bollitura di conserve di pomodoro e la denuncia

Successivi riscontri investigativi, supportati anche dalle testimonianze di persone informate dei fatti,
permettevano di accertare che il fuoco si era originato dalla combustione lenta di un ramo di olivo
utilizzato il giorno precedente per la bollitura di conserve di pomodoro all’interno di un fusto metallico.
Tale attività e le inefficaci operazioni di spegnimento erano state condotte direttamente dal proprietario
del fondo.
Alla luce del quadro indiziario raccolto, che evidenziava profili imperizia e negligenza nella gestione e
nello spegnimento del fuoco (il quale, alzatosi il vento, si propagava alla vegetazione circostante
originando l’incendio boschivo) i militari procedevano denunciare in stato di libertà alla Procura della
Repubblica presso il Tribunale di Cassino il presunto responsabile dell’incendio boschivo, reato previsto
espressamente dall’articolo 423 bis del Codice Penale.

I danni dell'incendio

La superficie percorsa dal fuoco è stata stimata in circa un ettaro di macchia mediterranea.

L'appello dei carabinieri

I militari dell’Organizzazione Forestale dell’Arma dei Carabinieri proseguono nelle loro attività di
prevenzione e repressione dei reati a danno dell’uomo e dell’ecosistema, anche sensibilizzando cittadini
e imprese a porre in essere le corrette pratiche in materia di gestione del terreno e della proprietà al fine
di prevenire fenomeni di fuochi che possono sfociare in veri e proprio incendi con le conseguenze
devastanti in termini di perdita di biodiversità ed ecosistemi.
Nel contempo incoraggiano chiunque a segnalare alle Autorità – eventualmente ricorrendo al
numero gratuito di emergenza ambientale 1515 dei Carabinieri Forestali – i comportamenti eventuali
presunti illeciti che possono anche solo potenzialmente causare un danno alle risorse ambientali o alla
salute di chi abita quel territorio