Incendiò l’auto di un pregiudicato in via La Malfa, ad Aprilia. Custodia cautelare in carcere dopo l’interrogatorio.
L’indagato si sarebbe addirittura “vantato” delle sue gesta, che, a suo dire, avrebbero ispirato gli autori di recenti attentati incendiari in città.
Incendiò l’auto di un pregiudicato in via Ugo La Malfa ad Aprilia: scatta la custodia cautelare in carcere, dopo l’interrogatorio, per un 30enne di Aprilia ritenuto l’autore dell’atto incendiario avvenuto il 14 dicembre dello scorso anno, quando venne presa di mira l’auto del 51enne Simone Amarilli, coinvolto nell’inchiesta “Assedio”. Per l’indagato, l’altro ieri, nel corso dell’interrogatorio preventivo, è stata richiesta la detenzione in carcere. Il Gip nelle scorse ore si è espresso, emettendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere; così, gli agenti del commissariato di Polizia di Aprilia ieri pomeriggio l’hanno eseguita. Il 30enne è gravemente indiziato di aver dato alle fiamme, dopo averla cosparsa di benzina, l’auto di Amarilli, come atto “di ritorsione”. Ad incastrarlo l’analisi dei sistemi di videosorveglianza. L’indagato si sarebbe addirittura “vantato” delle sue gesta, che, a suo dire, avrebbero ispirato gli autori di recenti attentati incendiari in città.
“Le fiamme, che in un primo momento avevano interessato anche un’altra autovettura, - spiega la Polizia - si erano subito estese fino ad attingere una porzione del solaio di calpestio dell’appartamento sovrastante, dove abita ed era sottoposto agli arresti domiciliari il “destinatario” dell’attentato incendiario, di proprietà dell’ATER.
I fatti risalgono al 14 dicembre 2025, - spiegano dal Commissariato di Polizia di Aprilia - allorquando gli investigatori della Squadra Mobile pontina, coordinati dalla Procura di Latina, hanno avviato una celere ed incisiva attività d’indagine, che ha permesso di ricostruire la dinamica dei fatti: l’analisi dei sistemi di videosorveglianza, pubblici e privati, ha consentito di individuare il trentenne che, a bordo di un’autovettura, si era fermato in un distributore di carburante, dove, parzialmente travisato, aveva riempito di benzina una bottiglia di plastica, per andare poi a parcheggiare nei pressi del luogo dove avrebbe versato il liquido infiammabile sull’auto della prescelta vittima, appiccando il fuoco ed allontanandosi velocemente.
Nel corso delle indagini, l’indagato si sarebbe addirittura “vantato” delle sue gesta – verosimilmente ascrivibili ad un atto “di ritorsione” per un’aggressione subita da parte del suo “obiettivo” – che, a suo dire, avrebbero addirittura ispirato gli autori di recenti attentati incendiari nella città di Aprilia, “passati” a tali metodi piuttosto che all’esplosione di colpi di arma da fuoco.
Nel corso dell’interrogatorio preventivo, l’indagato, pur ammettendo gli addebiti, ha riferito di aver inteso esclusivamente fare una “bravata”, non avendo peraltro intenzione di colpire anche la struttura dell’immobile ma solo l’autovettura della vittima.
Motivazioni che, tuttavia, non hanno convinto il Giudice, che ne ha ravvisato la pericolosità sociale ed il conseguente concreto pericolo di recidiva.
Dopo essere stato rintracciato nella città di Aprilia, il trentenne, a cui stata anche contestata e riconosciuta la recidiva (posto che è già stato condannato in via definitiva per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali) è stato arrestato e condotto nel carcere di Latina”.
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