Inceneritore ad Aprilia, "Diremo no a questo tipo di impianti"

Sulla questione degli inceneritori interviene Ornella Pistolesi, Coordinatrice dell’Osservatorio dei Rifiuti “Città di Aprilia” Movimento Legge Rifiuti Zero.“Come Referente Nazionale del Movimento Leg...

A cura di Redazione
19 novembre 2018 10:21
Inceneritore ad Aprilia, "Diremo no a questo tipo di impianti" -
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Sulla questione degli inceneritori interviene Ornella Pistolesi, Coordinatrice dell’Osservatorio dei Rifiuti “Città di Aprilia” Movimento Legge Rifiuti Zero.

“Come Referente Nazionale del Movimento Legge Rifiuti Zero,  Coordinatrice dell’Osservatorio Comunale dei Rifiuti“ Città di Aprilia” e cittadina da sempre impegnata sulle tematiche ambientali e in particolare riguardo la Corretta Gestione dei Rifiuti, non è possibile restare in silenzio e lasciar passare  sia i proclami  del ministro Omnibus  che le dichiarazioni del Consigliere  Regionale Neoleghista  Angelo Tripodi stranamente riportate sulle pagine di Latina Oggi dedicate  ad Aprilia, ancorchè su quelle di Terracina, cittadina dove vive e opera il Consigliere Tripodi.

Dichiarazioni dove si denuncia la mancanza di impianti per il trattamento dei RSU (rifiuti solidi urbani) senza nessun supporto di dati delle reali necessità impiantistiche né riferimenti alle  recenti Direttive EU che impongono una ben precisa gerarchia dei rifiuti e degli obiettivi  stringenti riguardo il recupero di materia per la minimizzazione del residuale .  E’, di fatto un obbligo morale nonché civico, fare chiarezza con i numeri e valide argomentazioni  per respingere la propaganda pro incenerimento messa su da Salvini e  proseliti aggregati.  La Gerarchia Europea dei Rifiuti contrappone, alla distruzione di materia, la RIDUZIONE della PRODUZIONE dei RIFIUTI  come primo obiettivo ed incentiva , con importanti finanziamenti dal 2020,  l’Economia Circolare ovvero un ’economia capace di utilizzare gli scarti di produzione per processi industriali successivi.  Un’ economia  CONVENIENTE perché non spreca,  COMPETITIVA puntando su imprese pensanti e non pesanti,INNOVATIVA, non delocalizzabile  con importanti ricadute occupazionali. L’allungamento della vita dei beni, il RIUSO, la produzione di beni durevoli, le attività di ricondizionamento, la  riparazione e la decostruzione , il RICICLO, riducono gli scarti, preservano il suolo, l’aria, l’acqua e le risorse naturali limitate e non rinnovabili.

I numeri UE relativi alle azioni dell’Economia circolare PREVEDONO: risparmi per 2000 mld di euro, pil + 7%, + 11% di potere di acquisto per le famiglie, 3 mln di nuovi posti di lavoro per nuove e riscoperte figure professionali , una vera manna per l’ Italia vista la poca disponibilità di materie prime e la grande capacità manifatturiera e artigianale. Numeri importanti che non dovrebbero sfuggire all’attenzione di chi è al governo del Paese in un momento di persistente crisi economica.

A fronte di chiari  e cospicui vantaggi economici, ambientali, sociali, sanitari e di altrettanti chiari paletti che fissano per il 2035 un residuo massimo del 10% dei RSU e il 70% di riciclo per gli imballaggi, la lega alla quale si sono accodati vecchi inceneritoristi, si accorge  del fenomeno dei roghi  dei depositi di rifiuti solo ora che avvengono un po’ più in   Campania. Strano che a Salvini e a Tripodi non sia noto che, nel 2017 si sono “sviluppati” ben 267 roghi della stessa natura per il 50% nelle regioni del Nord , che a bruciare non sono i rifiuti urbani ma rifiuti provenienti dal mondo produttivo e  che rappresentano l’80% dei rifiuti totali prodotti in Italia. Sanno gli onorevoli che ogni tentativo di tracciare correttamente i rifiuti speciali è puntualmente fermato impedendo di fatto un corretto riutilizzo o un corretto smaltimento?

La propaganda  a tutto campo e  con la maggior parte dei media a supporto messa su dal “ capitano”  è piena di banalità e di disinformazione: non esistono  “moderni termovalorizzatori” ma solo pericolosi inceneritori. Il solo camino di Brescia produce 163.000 ton/a  di rifiuti tossici, appena un po’ meno dei rifiuti urbani che l’intera regione Veneto ( 73% di RD )  smaltisce in discarica (233.000 tn/a). L’inceneritore di Acerra produce oltre 150.000 tn di rifiuti tossici  e pericolosi  che vanno smaltiti in discarica perché nulla si crea né si distrugge. Alle ceneri vanno aggiunte le emissioni inquinanti “smaltite”  in atmosfera che viene così trasformata in una discarica a cielo aperto ( passi l’ironica ilarità),  di rifiuti tossici e pericolosi.

Ampi studi certificati dimostrano l’aumento di contrarre malattie oncologiche, respiratorie, cardiologiche e all’apparato riproduttivo nelle popolazioni esposte all’inquinamento da inceneritori fino a 400 volte in più; presenza di metalli pesanti  e diossine sostanze pericolose per gli organismi viventi a qualunque percentuale sopra lo zero.  Lo studio Moniter  del 2016 in particolare registra aumenti dei tumori specie per le donne, degli aborti, delle nascite pretermine.

L’incenerimento dei rifiuti è, come ampiamente dimostrato,  un processo obsoleto, costoso e pericoloso , a Pisa , infatti, si è decisa la dismissione  dell’inceneritore a seguito di un’attenta  analisi dei costi e dei benefici. Esiste la  soluzione ecologica, economica, efficiente che punta sulla valorizzazione della materia, il lavoro smart, lo sviluppo sostenibile, la pace sociale, la ridistribuzione della ricchezza.  Ci  si adoperi per rimuovere gli ostacoli  normativi e produttivi che limitano  le occasioni, le prospettive e le potenzialità  dell’ Economia Circolare nel nostro Paese”.

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