Incidente Giulia Capraro, c’è il patteggiamento. La madre: “La giustizia è morta” - VIDEO
Il Tribunale di Velletri accetta il patteggiamento per la morte di Giulia Capraro, deceduta a 17 anni. La protesta shock della madre Antonella Zevini
Si è chiuso con un patteggiamento ieri 15 settembre 2026 davanti al Tribunale di Velletri il procedimento giudiziario a carico di Martin Maiuri, il giovane che si trovava alla guida della vettura durante il tragico incidente stradale in cui perse la vita la 17enne di Albano, Giulia Capraro.
Il drammatico scontro, avvenuto il 13 giugno 2023 lungo la strada che collega Marino e Castel Gandolfo, si era consumato mentre un gruppo di ragazzi si dirigeva verso una festa di fine anno scolastico. A distanza di oltre tre anni dai fatti, l'accordo tra accusa e difesa ha stabilito per l'imputato una condanna a un anno, dieci mesi e dieci giorni di reclusione, con contestuale sospensione della pena e della patente di guida per due anni.
La rabbia e la protesta di Antonella Zevini a Velletri
La sentenza ha scatenato la dolorosa e ferma reazione di Antonella Zevini, madre della vittima, che ha atteso l'esito dell'udienza nel piazzale esterno del tribunale indossando una maglietta con la foto della figlia e lo slogan "Io sono Giulia".
Al suo fianco si sono radunati in presidio numerosi genitori giunti da diverse regioni d'Italia, uniti dal comune dramma di aver perso i propri figli in incidenti stradali e decisi a protestare contro i provvedimenti di archiviazione o i riti alternativi. Durante la manifestazione, una delle madri presenti ha simbolicamente stracciato la propria tessera elettorale davanti alle telecamere.
"Oggi questo Tribunale non ha ucciso solo Giulia e tutti i figli morti sulla strada, ha ucciso tutti i figli che moriranno da oggi in poi, perché non hanno dato l'esempio".
La donna ha aspramente criticato anche l'assenza in aula del conducente, sottolineando come il sistema giudiziario permetta di patteggiare senza l'obbligo per l'imputato di presenziare alla lettura del verdetto.
La dinamica del tragico scontro tra Marino e Castel Gandolfo
Secondo quanto ricostruito dagli atti dell'inchiesta, la giovane vittima occupava il sedile del passeggero della Renault Clio guidata dall'allora ventenne Maiuri ed era protetta dalla cintura di sicurezza regolarmente allacciata. L'automobile, a bordo della quale viaggiava anche un terzo coetaneo, ha improvvisamente invaso la corsia di marcia opposta, scontrandosi frontalmente con un secondo veicolo.
I tempi della giustizia sono stati oggetto di forti contestazioni: la prima convocazione dell'udienza preliminare è giunta soltanto nel febbraio del 2026, accumulando un forte ritardo rispetto alla data della tragedia.
Le contestazioni della difesa di parte civile sulle indagini
La famiglia di Giulia Capraro, assistita legalmente dall'avvocato di parte civile Ilaria Cavallin, ha sollevato fin dall'inizio pesanti riserve sulla conduzione dei rilievi e delle indagini preliminari. Tra i punti critici evidenziati dalla madre figurano:
La mancata esecuzione dell'alcoltest nell'immediatezza del sinistro;
Il mancato sequestro del telefono cellulare del conducente;
Il respingimento dell'istanza per verificare i dati di tracciamento delle celle telefoniche;
I dubbi sulla validità della revisione del veicolo, concessa appena venti giorni prima dell'incidente nonostante le condizioni del mezzo.
Nonostante l'esito del processo, Antonella Zevini ha confermato la volontà di proseguire la propria battaglia sociale a tutela di altre famiglie colpite da simili tragedie: "Continuerò a combattere perché questo è solo l'inizio. Non ho niente da perdere, vi darò fastidio per aiutare le altre madri e gli altri padri".
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