La Finanza di Nettuno confisca gli 11milioni di euro di beni dell’imprenditore Fernando Mancini, già sequestrati nel 2016.
La Guardia di Finanza di Nettuno confisca gli 11 milioni di euro di beni dell’imprenditore Fernando Mancini, già sequestrati nel 2016. Il cospicuo patrimonio è stato confiscati dalle fiamme gialle a s...
La Guardia di Finanza di Nettuno confisca gli 11 milioni di euro di beni dell’imprenditore Fernando Mancini, già sequestrati nel 2016. Il cospicuo patrimonio è stato confiscati dalle fiamme gialle a seguito degli accertamenti economico-patrimoniali avviati con l’operazione “Domus Aurea” negli anni scorsi nei confronti del 47enne imprenditore di Nettuno, che risulta indagato per numerosi reati, tra cui fallimenti pilotati, evasione fiscale e traffico di droga. Le indagini avevano evidenziato una notevole sproporzione tra l’immenso patrimonio di Mancini e i redditi da lui dichiarati. La confisca riguarda conti correnti bancari, quote di maggioranza di società, il lussuoso stabilimento balneare “Belvedere” di Nettuno ed ancora una rivendita di tabacchi, 90 immobili, tra cui una villa signorile di circa 400 metri quadri con piscina, 41 appartamenti, 35 magazzini e garage, capannoni industriali e terreni. Passa definitivamente allo Stato anche una lussuosa imbarcazione.
“Con il provvedimento emesso dal Tribunale di Roma – si legge nella nota stampa della Finanza - si è conclusa dunque l’operazione “Domus Aurea”, avviata nel 2015 dai finanzieri di Nettuno, che aveva condotto, nel giugno del 2016, al sequestro anticipato dei beni riconducibili a Mancini per i reati di associazione a delinquere, evasione fiscale, fallimenti pilotati, truffe, traffico di stupefacenti e riciclaggio di denaro.
Le indagini delle Fiamme Gialle, dirette dal capitano Ambrogio Di Napoli, si sono focalizzate sull’esame del “curriculum” di Mancini: già nei primi anni '90 sarebbe emersa un'infiltrazione nella realtà economica del territorio nettunese. Il lavoro dei Finanzieri di Nettuno, coordinato della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Velletri, di attenta ricostruzione economico - patrimoniale, aveva fatto emergere la netta sperequazione tra i redditi dichiarati al fisco 47enne e il patrimonio disponibile. Mancini, con l'ausilio di prestanome, familiari e non, avrebbe acquisito immobili, locali commerciali ed aziende, tra cui il noto stabilimento balneare “Belvedere”, attraverso il reinvestimento di cospicue somme di denaro sporco.
Dalle indagini era emerso, infatti, che l’uomo aveva finanziato gran parte degli investimenti immobiliari facendo rientrare in Italia, attraverso il sistema dello “scudo fiscale”, una parte dei profitti delle attività illegali, occultati in Spagna nel luglio del 2005 (circa 10 milioni di euro), cosi come accertato nel corso dell’indagine, convenzionalmente denominata Hummer, condotta dalla Guardia di Finanza di Nettuno, dalla quale emergeva appunto che Mancini, avvalendosi di un professionista locale, esperto nella gestione di società estere, aveva riciclato i proventi accumulati dal commercio di autovetture in evasione dell’Iva. Oltre alla confisca, è stata disposta l'applicazione della misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di polizia con obbligo di soggiorno nel comune di residenza, per la durata di 5 anni.
L'attività rientra nella costante opera assicurata dalla Guardia di Finanza di aggressione dei patrimoni illecitamente accumulati, volta a spogliare i criminali del frutto delle loro illecite condotte, nonché di garantire la legalità nel tessuto economico del Paese”.
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