“La nascita dei quartieri Q4 e Q5”, il libro di Gervasio Marini sarà presentato al Circolo cittadino di Latina
Sarà presentato al Circolo cittadino di Latina sabato 15 novembre, alle 11, il libro “La nascita dei quartieri Q4 e Q5” di Gervasio Marini.Il libro, che sarà regalato a tutti i presenti e a tutte le f...
Sarà presentato al Circolo cittadino di Latina sabato 15 novembre, alle 11, il libro “La nascita dei quartieri Q4 e Q5” di Gervasio Marini.
Il libro, che sarà regalato a tutti i presenti e a tutte le famiglie residenti nei quartieri Q4 e Q5, ripercorre la nascita dei quartieri Q4 e Q5, in seguito denominati Nuova Latina e Nascosa.
Si parte dagli anni ’60, quando si avverte la necessità di un nuovo piano regolatore considerato il boom demografico e la notevole ondata migratoria che si verifica a seguito delle industrie nate sugli incentivi della Cassa del Mezzogiorno. Prende quindi forma l’idea, oggi realtà da 26mila abitanti, di rendere quartiere le zone Q4 e Q5, argillose e quindi non appetibili per l’agricoltura. Quindi si prosegue in una selva di burocrazia, poiché ogni centimetro quadrato dei futuri quartieri risponde a un ente diverso: dal Demanio, al Consorzio di Bonifica, al Comune, alla Provincia, alla Regione. Nonostante tutto nel giro di cinque lustri - siamo negli anni ’80 - quando, dopo lungaggini amministrative estenuanti, nonostante il decreto di approvazione del Ministero dei lavori pubblici risalente al 1972, si inizia a costruire. Fin qui è la storia ordinaria, per quanto imponente nelle dimensioni, di due quartieri nuovi, per i quali il cruccio più grande di chi li ha pensati è che siano stati collegati alla città tramite tre sottopassi angusti.
Ma poi c’è un’altra storia, quella nascosta tra le pieghe delle carte, tra fascicoli e atti notarili, sepolta nella polvere, dimenticata, sebbene inconsapevolmente evocata ogni giorno. Di cosa sono carenti i quartieri Q4 e Q5, Nuova Latina e Nascosa? Delle cosiddette opere di urbanizzazione secondaria, alla cui realizzazione era tenuto il Comune di Latina. Eppure ogni proprietario in Q4 e in Q5 ha ceduto il 5% di cubatura al Comune affinché lo stesso Comune potesse realizzare liquidità da investire in servizi. Se il Comune – conclude Marini - vendesse quel 5% avrebbe le somme necessarie per realizzare i servizi, ma il rischio è che tutto cada nell’oblio.
La prefazione è di Paolo Iannuccelli.
L’immagine di copertina è di Giuliana Bocconcello.
«Sono felice di aver scritto questo libro - dichiara Gervasio Marini - perché ho riportato la verità sui due quartieri, in modo che i cittadini Q4 e Q5 siano orgogliosi di quest’opera fortemente voluta da loro; l’ho fatto per ricordare i soci proprietari originari dei terreni che ci hanno creduto, concedendo la loro fiducia ai promotori in tutti gli atti necessari per consolidare la volontà di portare a termine il loro proposito. Anche se gli attori iniziali in gran parte non ci sono più, gli attuali proprietari non debbono mai dimenticare che i quartieri Q4 e Q5 sono l’espressione della volontà dei proprietari che hanno fortemente contribuito all’opera. Chi legge questo libro e abita in Q4 o Q5 deve essere orgoglioso perché è la loro città che hanno voluto, anche con non pochi problemi. Oggi detti quartieri sono abitati da 26.000 anime e per accorgimenti tecnici, viari, opere di urbanizzazione, strade sono i migliori di tutti quelli di Latina. Resta il rammarico che i servizi che dovevano completare l’opera, malgrado l’accantonamento delle risorse finanziarie, non sono ancora stati realizzati dal Comune».
Gervasio Marini è nato a Latina nel 1936 da genitori contadini, originari dei Monti Lepini. Durante la Seconda Guerra Mondiale si salva da un attacco aereo, che però non risparmia suo padre. L’infanzia difficile non scoraggia il giovane Gervasio che lavora, studia e si costruisce una carriera che lo vedrà ai vertici dirigenziali della Mistral, importante multinazionale operante nel campo della componentistica elettronica, per proseguire con le attività imprenditoriali in proprio nella costruzione e vendita di imbarcazioni, dove l’accordo con la fabbrica americana di imbarcazioni Cris-Craft lo porta istituire uffici nelle zone di mare, nella provincia di Latina e Roma.
Rileva dalla GEPI (Società per le Gestioni e Partecipazioni Industriali) la Nuova Dublo spa, una realtà di trecentocinquanta dipendenti che produce calze da uomo, negli anni in cui si apre il mercato cinese e quindi il fatturato è in calo: Marini crede nella qualità e riesce a salvare l’azienda senza licenziare nessuno. La sua attività prosegue anche nella vivaistica e nelle costruzioni. Non manca l’impegno pubblico: per sei anni è tra i primi eletti ai vertici del Consorzio di Bonifica dell’Agro Pontino.
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