La poesia “Nel Silenzio” dell'apriliana Valentina Tartaglia premiata al premio Internazionale “Antica Pyrgos”.

La poesia “Nel Silenzio” dell’apriliana Valentina Tartaglia insignita del premio speciale “Marianna Dionigi”, per la scrittura al femminile, nell’ambito del premio Internazionale “Antica Pyrgos”. La c...

A cura di Redazione
22 aprile 2025 16:56
La poesia “Nel Silenzio” dell'apriliana Valentina Tartaglia premiata al premio Internazionale “Antica Pyrgos”. -
Condividi

La poesia “Nel Silenzio” dell’apriliana Valentina Tartaglia insignita del premio speciale “Marianna Dionigi”, per la scrittura al femminile, nell’ambito del premio Internazionale “Antica Pyrgos”. La cerimonia di premiazione si terrà il prossimo 10 maggio, alle 17.30, presso il Teatro Comunale di Lanuvio, in via San Lorenzo. Sarà un momento di condivisione, ascolto e valorizzazione della parola come forma di cura.

“La mia poesia - racconta Valentina Tartaglia, tra l’altro portavoce dell’associazione Sunflower Project MICI e Stomia ETS -  è stata recentemente insignita del Premio Speciale “Marianna Dionigi” per la scrittura al femminile, nell’ambito del prestigioso Premio Letterario Internazionale “Antica Pyrgos”.

Valentina Tartaglia
Valentina Tartaglia

“Ho 37 anni, nata e cresciuta ad Aprilia. Sono scrittrice, attivista, disability editor e presidente dell’Associazione “Sunflower Project MICI e Stomia.  Sono partita da Aprilia con il desiderio di far conoscere la mia città come un esempio di inclusione e umanità. È quello che continuerò a fare, perché so che la volontà e la perseveranza ripagano sempre. Ho tanti altri progetti da far crescere sul territorio, tra cui, prossimamente , la pubblicazione di un libro. So che Aprilia saprà volare alto e riprendersi: ne sono certa, e io sarò qui, pronta a dare il mio contributo.”

“‘Nel Silenzio’ - racconta - è una poesia che nasce da un’urgenza profonda: quella di dare voce a tutto ciò che non si vede, a ciò che spesso resta inascoltato o viene taciuto. È dedicata a chi ogni giorno convive con problematiche invisibili, fisiche, psichiche, emotive, portando avanti una battaglia silenziosa, lontana dai riflettori, a volte persino dallo sguardo di chi ha accanto.

La poesia racconta un dolore che non urla, ma che si insinua nei gesti quotidiani. Un dolore che scava, che brucia, che lascia cicatrici invisibili ma reali, impresse nella pelle e nella memoria del corpo.  Ma la poesia non è solo una fotografia del dolore: è anche una dichiarazione di resistenza. Parla di chi, nel silenzio, resta intero. Di chi, pur spezzato, continua a esistere con dignità.

Nella parte finale, si arriva al cuore pulsante del testo: si parla di un "nome" non detto. Questo verso è il punto in cui la poesia si fa testimonianza. Perché quando conviviamo con un dolore invisibile, che sia la depressione, l’ansia, una malattia cronica, un abuso o un trauma emotivo, troppo spesso ci viene chiesto di nasconderci, di non disturbare.

A volte siamo noi stessi a non osare pronunciare quel “nome”: quel nome che porta dentro tutta la verità del nostro vissuto, la nostra fragilità e la nostra forza. Dare voce a quel nome significa finalmente esistere, senza più chiedere il permesso.

Come attivista e divulgatrice, continuerò a portare avanti progetti che uniscano scrittura, consapevolezza e inclusione. Ma soprattutto continuerò a scrivere per raccontare le esistenze dimenticate, quelle che non fanno rumore, ma che ogni giorno sorreggono il mondo con la loro resilienza silenziosa”.

Segui Radio Studio 93