Latina - Case popolari in via Selene, Associazione Valore Donna presenta accesso agli atti

L'obiettivo dichiarato è fare piena luce sui criteri di assegnazione e sulla graduatoria utilizzata per la consegna dei 24 nuovi alloggi ad alta efficienza energetica, verificando la presenza di eventuali anomalie o ingiuste esclusioni.

30 settembre 2026 15:26
Latina - Case popolari in via Selene, Associazione Valore Donna presenta accesso agli atti -
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Nuova tempesta sulle case popolari di via Selene, nel quartiere Pantanaccio a Latina. Anche l’Associazione Valore Donna, guidata dalla presidente Valentina Pappacena, ha rotto gli indugi e ha formalmente depositato una richiesta di accesso agli atti. L'obiettivo dichiarato è fare piena luce sui criteri di assegnazione e sulla graduatoria utilizzata per la consegna dei 24 nuovi alloggi ad alta efficienza energetica, verificando la presenza di eventuali anomalie o ingiuste esclusioni.

La mossa dell'associazione si inserisce in un clima di forte tensione politica e sociale che sta interessando il capoluogo pontino, dove le opposizioni consiliari hanno già sollevato dubbi sulla trasparenza dell'iter e l'opinione pubblica chiede risposte chiare sui criteri che hanno regolato i punteggi degli esclusi e degli ammessi.

Pappacena: «Una graduatoria vecchia, ignorate le nuove povertà»

A far scattare la mobilitazione di Valore Donna sono state le evidenze emerse durante i lavori della commissione Servizi Sociali in Comune.

«La prima cosa che mi ha stupito è che la graduatoria in questione è del 2025: per quanto possa essere ancora vigente, non sono state considerate le domande più recenti» – attacca con fermezza Valentina Pappacena – «C’era l'altissima possibilità che tra le nuove richieste vi fossero persone in condizioni ancora più critiche, rimaste escluse solo perché hanno presentato domanda in un secondo momento».

Il nodo dei controlli e l’uso delle autocertificazioni

Un altro punto fortemente contestato dall'associazione riguarda le modalità di verifica dello stato di indigenza dei nuclei familiari richiedenti. Secondo Pappacena, affidarsi ai soli moduli compilati dai cittadini non può bastare per una gestione equa del patrimonio immobiliare pubblico.

  • «È inammissibile che si proceda per autocertificazioni per lo stato di necessità e di indigenza».

  • «Ci dovrebbe essere un monitoraggio attento da parte dei servizi sociali».

  • «Serve un controllo certosino delle persone in stato di povertà: mi chiedo se questo avvenga realmente».

Il caso dell'esclusione delle persone con disabilità e dei senzatetto

L'affondo più pesante della presidente di Valore Donna si concentra sui criteri di idoneità fisica degli alloggi e sull'esclusione di chi necessita di assistenza continuativa, oltre che sulla totale assenza in graduatoria delle fasce più marginalizzate della città.

1. La questione degli alloggi non accessibili

«Com’è possibile che le case popolari di via Selene non siano a norma per chi ha bisogno di accompagnamento?», si domanda Pappacena, ricordando come ormai la stragrande maggioranza degli edifici moderni, dagli uffici alle abitazioni private, rispetti pienamente gli standard di accessibilità. Il sospetto dell'associazione è che si sia preferito scartare i candidati non in grado di autogestirsi con il pretesto che si tratti di "mini-alloggi", privi dello spazio fisico per ospitare un convivente o un assistente fisso.

2. Il dramma di chi vive nei dormitori

«Possibile che nessuno di coloro che è costretto a passare la notte nei dormitori comunali sia rientrato in graduatoria?», conclude la nota della presidente. «Ci sono davvero tante cose che non tornano, e chiediamo a gran voce che venga al più presto fatta chiarezza».

Con le proteste dei cittadini esclusi e l'azione legale intrapresa dalle associazioni e dai patronati, il caso di via Selene promette di infiammare ulteriormente il dibattito politico a Latina nelle prossime settimane.