Latina - Satnam Singh, la CGIL sulle motivazioni della sentenza: "Vita sacrificata per il lavoro nero"

Sulla vicenda sono intervenuti duramente Giuseppe Massafra (segretario generale della CGIL di Frosinone e Latina) e Hardeep Kaur (segretaria generale della FLAI CGIL di Frosinone e Latina)

08 ottobre 2026 14:49
Latina - Satnam Singh, la CGIL sulle motivazioni della sentenza: "Vita sacrificata per il lavoro nero" -
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Le motivazioni della sentenza della Corte d'Assise di Latina, depositate il 6 ottobre 2026, restituiscono con drammatica chiarezza le responsabilità nella morte del bracciante indiano Satnam Singh. La condanna in primo grado di Antonello Lovato a 16 anni di reclusione per omicidio con dolo eventuale, pronunciata l'8 luglio scorso, trova fondamento in una ricostruzione che evidenzia la piena consapevolezza delle condizioni del lavoratore e la scelta deliberata di non attivare i soccorsi necessari.

Sulla vicenda sono intervenuti duramente Giuseppe Massafra (segretario generale della CGIL di Frosinone e Latina) e Hardeep Kaur (segretaria generale della FLAI CGIL di Frosinone e Latina), sottolineando la gravità di quanto emerso dagli atti.

Il profitto aziendale davanti alla vita umana

«Dalle motivazioni emerge un dato terribile: proteggere l'azienda e impedire che affiorasse il lavoro irregolare ha prevalso sulla vita di una persona», denunciano i leader sindacali. Secondo quanto stabilito dalla Corte, Lovato ha mantenuto la propria condotta omissiva nonostante le ripetute sollecitazioni a prestare aiuto, mettendo in atto azioni volte a occultare le tracce dell'accaduto. «È questa la disumanizzazione che denunciamo: un lavoratore ridotto a un problema da allontanare».

La Corte d'Assise ha riconosciuto il ruolo causale del mancato soccorso tempestivo, inserito in un contesto segnato dall'assenza di un regolare contratto e da sistematiche violazioni delle norme sulla salute e sicurezza. La vulnerabilità estrema di Satnam Singh è stata richiamata espressamente dai giudici nella valutazione della gravità del danno.

La battaglia sindacale e la Legge sul Caporalato

CGIL e FLAI CGIL, costituitesi parti civili nel processo, hanno accolto con favore il riconoscimento del contributo dato dalle parti civili per l'accertamento dei fatti, vedendo confermato il valore della presenza sindacale accanto alle vittime di sfruttamento.

I sindacati richiamano la necessità di applicare pienamente la legge 199 del 2016 contro il caporalato, che prevede:

  • L'estensione della responsabilità penale direttamente al datore di lavoro.

  • Il rafforzamento della confisca e del controllo giudiziario delle aziende.

  • Il potenziamento della Rete del lavoro agricolo di qualità come strumento di prevenzione del lavoro nero.

Le richieste: tutele per chi denuncia e controlli serrati

«Nessuna sentenza potrà restituire Satnam alla moglie e alla sua famiglia, ma l'accertamento delle responsabilità è essenziale per dare forza a chi subisce sfruttamento, minacce e ricatti», proseguono Massafra e Kaur, chiedendo che chi denuncia possa contare su una reale protezione e su percorsi concreti di emersione dalla dipendenza economica.

Per il futuro del comparto agricolo del territorio, la CGIL traccia la strada delle prossime mobilitazioni:

  • Più personale e strumenti per gli organi di vigilanza.

  • Controlli coordinati e continuativi nei campi e nei luoghi di lavoro.

  • Piena attuazione dei protocolli sulla sicurezza e percorsi efficaci di emersione.

  • Responsabilità delle imprese e delle filiere, affinché il rispetto dei contratti sia una condizione vincolante per operare.

«La memoria di Satnam ci impone di trasformare l'indignazione in un impegno quotidiano», concludono i due segretari. «Perché nessun lavoratore debba più scegliere tra il proprio sostentamento e la propria dignità, tra un salario e la propria vita».