Latina - Sicurezza sul lavoro: “grave il passo indietro dell’Ispettorato”

“Si tratta di una scelta grave, - dicono i sindacati - che rischia di impedire l’attuazione di un percorso costruito con il contributo delle istituzioni"

03 agosto 2026 18:00
Latina - Sicurezza sul lavoro: “grave il passo indietro dell’Ispettorato” -
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CGIL di Frosinone e Latina, CISL e UIL di Frosinone (tramite Giuseppe Massafra, Segretario generale Cgil Frosinone Latina; Antonella Valeriana, Segretario generale Cisl Frosinone e Alessandro Cirulli, Segretario generale Uil Frosinone) esprimono profonda delusione e forte preoccupazione per la decisione dell’Ispettorato Regionale del Lavoro di non sottoscrivere il Protocollo sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, condiviso nei giorni scorsi presso la Prefettura di Frosinone.

“Si tratta di una scelta grave, - dicono i sindacati - che rischia di impedire l’attuazione di un percorso costruito con il contributo delle istituzioni, delle organizzazioni sindacali e delle associazioni datoriali, con l’unico obiettivo di rafforzare la prevenzione degli infortuni e la tutela della salute e della sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori del nostro territorio.

Le motivazioni addotte dall’Ispettorato risultano francamente incomprensibili. Da quanto comunicato, la presenza delle organizzazioni sindacali e delle associazioni datoriali all’interno di un tavolo di confronto coordinato dalla Prefettura costituirebbe un elemento ostativo alla propria partecipazione, così come verrebbe ritenuto non accettabile un impegno a condividere periodicamente le criticità emergenti e a confrontarsi sulle esigenze del territorio, nel pieno rispetto delle reciproche competenze.

Nessuno ha mai chiesto né avrebbe potuto chiedere di interferire con l’autonomia dell’attività ispettiva. Il Protocollo non prevede alcuna ingerenza sulle singole ispezioni né alcun condizionamento dell’azione dell’Ispettorato. Al contrario, propone un metodo di lavoro fondato sul coordinamento istituzionale, sul confronto permanente e sulla condivisione delle esigenze del territorio, nel rispetto delle prerogative di ciascun soggetto.

Proprio perché le risorse ispettive sono insufficienti e l’attività di vigilanza risulta, purtroppo, ancora troppo limitata rispetto alle necessità del territorio – una condizione che accomuna Frosinone a molte altre realtà del Paese – sarebbe stato indispensabile costruire un sistema stabile di collaborazione tra tutti gli attori coinvolti nella prevenzione.

Sottrarsi a questo confronto significa rinunciare a uno strumento utile a rendere più efficace l’azione di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro. Significa, nei fatti, rifiutare di condividere responsabilità istituzionali che dovrebbero invece essere esercitate in maniera coordinata, soprattutto in un contesto nel quale gli infortuni e le morti sul lavoro continuano a rappresentare una drammatica emergenza.

È un atteggiamento che non comprendiamo e che giudichiamo profondamente sbagliato. Chi è chiamato a vigilare sul rispetto delle norme in materia di salute e sicurezza non può considerare il confronto con le parti sociali e con le istituzioni un problema, ma deve viverlo come un valore aggiunto. La sicurezza sul lavoro non si tutela rinchiudendosi dietro un’interpretazione burocratica delle proprie competenze, ma costruendo alleanze istituzionali capaci di prevenire gli infortuni prima ancora che reprimerli.

Per queste ragioni chiediamo alla Prefettura di Frosinone di non considerare conclusa questa vicenda e di assumere un ruolo attivo affinché venga ricostruito un confronto con l’Ispettorato Regionale del Lavoro. La Prefettura ha promosso con determinazione questo percorso e siamo certi che condivida l’obiettivo di non disperdere un lavoro importante per il territorio.

Occorre riaprire immediatamente il confronto e ricercare una soluzione che consenta all’Ispettorato di assumersi fino in fondo le responsabilità che gli competono, partecipando a un sistema di coordinamento istituzionale che non limita l’autonomia dei controlli, ma ne rafforza l’efficacia nell’interesse generale.

CGIL, CISL e UIL non arretreranno di un passo. Di fronte all’aumento degli infortuni e delle morti sul lavoro non accetteremo che prevalgano logiche di chiusura o rigidità amministrative. Continueremo a pretendere più controlli, più prevenzione, più coordinamento tra le istituzioni e una piena assunzione di responsabilità da parte di tutti gli organismi pubblici competenti.

Perché sulla salute e sulla vita delle lavoratrici e dei lavoratori non sono ammesse ritirate, né tantomeno alibi istituzionali”.