Le ricette mediche non avranno più una validità di 6 mesi
Nel Lazio l’88% delle prestazioni sanitarie non viene garantito nei tempi di legge e, dal primo febbraio, la riduzione della validità delle impegnative rischia di peggiorare la situazione.
“Il Presidente e Assessore alla Sanità del Lazio Francesco Rocca ha scelto di complicare la vita a chi si muove, già a fatica, nel servizio di sanità pubblica regionale. Dal 1° febbraio infatti le ricette mediche non avranno più una validità di 6 mesi, ma scadranno prima, in base alla classe d’urgenza. Per esempio, per un’impegnativa urgente, il cui esame dovrebbe essere effettuato entro 10 giorni dalla data d’emissione, la ricetta avrà validità 10 giorni, quindi dall’undicesimo giorno non sarà più utilizzabile. Un sistema che avrebbe senso se tutto funzionasse alla perfezione, e quindi se effettivamente le visite e gli esami fossero prenotabili entro i termini della classe d’urgenza. Ma purtroppo nella nostra regione non è così: la situazione reale è che l’88% delle prestazioni richieste non viene eseguito entro i termini stabiliti, e di conseguenza i cittadini si troveranno con ricette scadute che dovranno chiedere nuovamente ai medici.
Mi domando se Rocca stia governando la regione Lazio o una realtà parallela in cui basta dire che le liste d’attesa sono sparite e loro spariscono. Si rende conto il Presidente che questa scelta creerà confusione? Che ci saranno continue richieste di nuove ricette, con cittadini e medici esasperati? O forse la sua è una strategia per spingere ancora di più le persone verso la sanità privata, dove le ricette non servono e le visite si eseguono in 24 ore pagando?
Chiediamo alla Giunta regionale di fare un passo indietro e di lavorare davvero per migliorare le prestazioni della sanità pubblica, garantendo l’accesso alle cure a tutti e non esclusivamente a chi può pagarsele!”
Così in una nota il capogruppo M5S Lazio Adriano Zuccalà
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