Le spiagge libere di Nettuno diventano un caso nazionale
Il Codacons invia la diffida a Comune, Capitaneria e Regione Lazio per accesso al demanio marittimo di Nettuno: "Richiesta di rimozione di cancelli e ostacoli lungo via Gramsci"
Tra accessi limitati e demanio pubblico sostanzialmente privatizzato, l’associazione dei consumatori si schiera al fianco del Comitato dei Mille e Dialogo e chiama in causa Comune, Capitaneria di Porto e Regione Lazio. A Nettuno il mare è pubblico solo sulla carta. Tra recinzioni, cartellonistica ambigua, varchi chiusi e silenzi istituzionali, il diritto di accesso al pubblico demanio marittimo viene trasformato in un privilegio per pochi. Nella pratica quotidiana, l’accesso alle spiagge libere risulta spesso limitato, deviato o di fatto impedito, mentre le Pubbliche Amministrazioni competenti non intervengono per garantire la libera fruizione delle spiagge libere.
«Chi dovrebbe vigilare resta a guardare», afferma l’ing. Vincenzo D’Errico, fondatore insieme all’avv. Adolfo Bruno del Comitato dei Mille. Il CODACONS, associazione senza fini di lucro per la tutela dei diritti dei consumatori, degli utenti e dell’ambiente, ha notificato un atto di diffida indirizzato al Comune di Nettuno, alle Capitanerie di Porto di Anzio e Fiumicino e alla Regione Lazio, chiedendo la rimozione immediata di cancelli, recinzioni e altri manufatti che ostacolano il libero accesso al demanio marittimo lungo via Gramsci.
"La diffida, adottata sulla base dei pareri giuridico-amministrativi indicati dal dott. Simone Massari, - spiega il Codacons - che assiste il Comitato dei Mille e Dialogo dall’aprile 2024, contesta la illegittimità delle opere perché in violazione delle normative che garantiscono il libero accesso, in maniera gratuita e paritaria, alle spiagge. Nella diffida il CODACONS evidenzia inoltre che la chiusura dei varchi configura una privatizzazione abusiva del demanio marittimo, lesiva dei diritti collettivi e contraria ai principi costituzionali. L’associazione chiede alle autorità competenti di verificare i titoli autorizzativi, attivare i procedimenti sanzionatori previsti dalla legge e garantire il pieno accesso al mare. In assenza di riscontro entro 30 giorni dalla notifica, il CODACONS si riserva di ricorrere alle vie legali per garantire il libero e gratuito accesso al mare ed accertare se Comune, Capitaneria di Porto e Regione abbiano ottemperato a precisi obblighi di vigilanza. Il mare non è un favore, è un diritto garantito e tutelato dalla Costituzione Italiana, ma a Nettuno quel diritto viene ogni giorno ignorato nell’indifferenza delle istituzioni pubbliche preposte alla tutela del diritto dei cittadini. La legge è chiara, chi dovrebbe farla rispettare, molto meno"
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