Operazione “Commodo” contro il caporalato in provincia di Latina: 6 misure cautelari, coinvolti anche un sindacalista e un ispettore del lavoro.

Operazione “Commodo” della Questura di Latina contro il fenomeno del caporalato in provincia. Sei misure cautelari (3 in carcere e 3 ai domiciliari) sono scattate all’alba nei confronti di altrettante...

A cura di Redazione
17 gennaio 2019 08:52
Operazione “Commodo” contro il caporalato in provincia di Latina: 6 misure cautelari, coinvolti  anche un sindacalista e un ispettore del lavoro. -
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Operazione “Commodo” della Questura di Latina contro il fenomeno del caporalato in provincia. Sei misure cautelari (3 in carcere e 3 ai domiciliari) sono scattate all’alba nei confronti di altrettante persone, tutte di Latina, Sezze e Priverno, tra cui un sindacalista e un ispettore del lavoro. Si tratta del 39enne Marco Vaccaro (segretario provinciale della Fai Cisl di Latina) e di Nicola Spognardi, ispettore del lavoro. Entrambi – ha sottolineato la Questura - avrebbero dovuto vigilare sulla legalità dei lavori nei campi.

L’operazione è stata condotta dagli uomini della Squadra Mobile di Latina e del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato ed ha consentito – dopo un anno e mezzo di indagini – di smantellare un’organizzazione criminale dedita allo sfruttamento del lavoro e al caporalato in danno di quasi 400 stranieri, per lo più centrafricani e romeni, impiegati in lavori agricoli in condizioni disumane; venivano stipati in furgoni e accompagnati nei campi, dove erano costretti a lavorare anche 12 ore di fila, a 4 euro all’ora.  Dietro alla cooperativa agricola “Agri Amici” di Sezze si nascondeva un vera propria centrale del caporalato.

Gli
arrestati – tra di loro ci sono anche due donne - somministrando illecitamente manodopera
a centinaia di aziende agricole committenti, aveva monopolizzato di fatto il
settore nelle provincie di Latina, Roma, Frosinone e Viterbo.

Le
sei ordinanze restrittive sono state emessa dal G.I.P. del Tribunale di Latina,
il dottor Gaetano Negro, su richiesta del Procuratore di Latina, Lasperanza, e
del Sostituto Procuratore Spinelli.

I
destinatari della custodia cautelare in
carcere
sono il sindacalista Marco Vaccaro (accusato di avere garantito
protezione alla cooperativa) e i due fondatori della cooperativa, il 50enne Luigi
Battisti e la 43enne Daniela Cerroni, ritenuti entrambi anche organizzatori
dell’attività di sfruttamento della manodopera straniera. Ai domiciliari è finito l’ispettore del lavoro di Latina, il 57enne
Nicola Spognardi, Chiara Battisti, 25enne nata ad Aprilia e figlia di Luigi Battisti
(lei aveva compiti di natura contabile all’interno della cooperativa del padre),
ed il 48enne di Latina Luca di Pietro,  formalmente presidente della cooperativa Agri
Amici e impegnato nel trasporto e nella vigilanza dei braccianti. Tutti gli
arrestati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione
per delinquere finalizzata allo sfruttamento del lavoro, all’estorsione,
all’autoriciclaggio, alla corruzione e ai reati tributari. Sono una 50ina in
tutto le persone indagate, tra cui imprenditori agricoli, commercialisti,
funzionari ed esponenti del mondo sindacale. Sotto sequestro sono finite 5
abitazioni, 3 depositi, 3 appezzamenti di terreno, 9 auto, 36 tra furgoni e
camion, una società cooperativa, 4 quote societarie e numerosi rapporti
bancari, per un valore complessivo di circa 4 milioni di euro.

“Oltre
ai destinatari della misura cautelare, che ha permesso di disarticolare un
sistema di protezione e collusione che rendeva possibile lo sfruttamento
selvaggio della manodopera straniera, - spiega nella nota stampa la Questura di
Latina - vi sono ulteriori 50 indagati, tra cui imprenditori agricoli,
commercialisti, funzionari ed esponenti del mondo sindacale, che avrebbero
dovuto anche vigilare sulla legalità nel mondo del lavoro e tutelare i
lavoratori.

Gli
arrestati sono risultati impegnati, per mezzo di una società cooperativa
denominata Agri Amici, con sede a Sezze, nel reclutamento e nello sfruttamento
di stranieri centrafricani e rumeni, somministrando illecitamente la loro
manodopera a centinaia di azienda agricole committenti, avendo monopolizzato il
settore nelle provincie di Latina, Roma, Frosinone e Viterbo.

Approfittando
dello stato di bisogno, gli stranieri venivano trasportati nei campi a bordo di
pulmini sovraffollati, privi dei più elementari sistemi di sicurezza, ed erano
costretti ad affrontare una giornata lavorativa di almeno 12 ore a fronte di
una retribuzione inferiore alla metà rispetto a quella prevista dal contratto
collettivo nazionale di lavoro del settore.

I destinatari della
custodia cautelare in carcere sono:

1.       BATTISTI
Luigi
nato a Latina il 19.08.1968, 
ritenuto il fondatore ed organizzatore della cooperativa: era colui che
intratteneva i rapporti istituzionali e con le aziende committenti, stabilendo
i criteri contrattuali, amministrativi ed economici riguardanti i lavoratori;

2.       CERRONI
Daniela
nata a Sezze il 15.02.1975, anche lei considerata capo e promotore
del gruppo criminale, nonché socio fondatore della Cooperativa: si occupava di
organizzare e pianificare i gruppi di braccianti che ogni mattina venivano
riuniti nel cortile della sua abitazione di Priverno e successivamente
trasportati presso le aziende committenti;

3.       VACCARO
Marco
nato a Frosinone il 17.07.1979, segretario generale provinciale della
FAI CISL (federazione agricola, alimentare e industriale), accusato di avere
garantito protezione alla cooperativa AGRI AMICI, grazie al suo ruolo
sindacale, estorcendo l’iscrizione alla sua organizzazione ai lavoranti assunti
dalla cooperativa, dietro la minaccia del licenziamento.

I destinatari della
misura cautelare degli arresti domiciliari sono:

4.       DI
PIETRO Luca
nato a Latina il 12.08.1970, formalmente presidente della
cooperativa AGRIAMICI, impegnato nel trasporto e nella vigilanza dei
braccianti;

5.       SPOGNARDI
Nicola
nato a Capua (CE) il 10.05.1961, Ispettore del lavoro presso  l’Ispettorato Territoriale di Latina,
accusato di avere garantito copertura alla cooperativa AGRIAMICI in cambio di
utilità economiche, elargendo consigli e indicazioni agli indagati utili ad
eludere controlli e contestazioni da parte del suo ufficio;

6.       BATTISTI
Chiara,
figlia di Luigi, nata ad Aprilia (LT) il 08.01.1994, accusata di
far parte dell’associazione per delinquere, svolgendo compiti di natura
contabile ed amministrativa in seno alla cooperativa, nella piena
consapevolezza delle violazioni di natura contrattuale e fiscale.

Le
indagini – spiega ancora la Polizia - hanno fatto emergere le figure di Luigi
Battisti e di Daniela Cerroni quali fondatori della cooperativa ed
organizzatori dell’attività di sfruttamento della manodopera straniera. Intercettazione
del 3 dicembre 2017: (…Luigi è convinto che l’impero lo ha creato lui…; …no lo
abbiamo creato insieme…); i due avevano messo in piedi un sistema che, grazie
alla copertura di esponenti sindacali e dell’Ispettorato del lavoro infedeli,
approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori stranieri, li costringeva a
sottostare a regole disumane, non garantendo loro i più elementari diritti
previsti dall’ordinamento giuridico e costringendoli ad iscriversi al sindacato
dietro la minaccia del licenziamento, in modo che quest’ultimo percepisse non
solo le quote di iscrizione ma anche ulteriori introiti economici connessi alla
trattazione delle pratiche finalizzate ad ottenere le indennità di
disoccupazione.

Significativa,
in questo senso, l’intercettazione di un sms inviato da Vaccaro ad un altro
segretario dello stesso sindacato, in prossimità delle festività natalizie: “…a
babbo natale ho chiesto … 4000 disoccupazioni e un gatto…!.

L’indagine
ha avuto inizio alla fine del 2017, a seguito degli interventi disposti dal
Servizio Centrale Operativo nell’ambito dell’operazione ad alto impatto
denominata “Freedom”, finalizzata al contrasto del preoccupante fenomeno del
caporalato e dello sfruttamento del lavoro. Tali controlli hanno permesso di
rilevare la presenza in alcune zone della città, nelle primissime ore della
mattinata, di folti gruppi di stranieri in attesa di pulmini per essere
trasportati nei campi.

I
servizi di osservazione – recita ancora la nota della Questura - hanno permesso
di accertare che i braccianti provenivano anche dai centri di accoglienza
straordinaria ed erano in attesa del riconoscimento della protezione
internazionale.

Le
indagini di natura patrimoniale hanno consentito di evidenziare la commissione
dei delitti di trasferimento fraudolento di valori e dichiarazione infedele, in
base ai quali sono stati sequestrati per sproporzione rispetto ai redditi
dichiarati, ed in quanto provento di autoriciclaggio, 5 abitazioni, 3 depositi,
3 appezzamenti di terreno , 9 autovetture, 36 tra furgoni e camion, 1 società
cooperativa, 4 quote societarie e numerosi rapporti bancari, per un valore
complessivo di circa 4 milioni di euro”.