Mare giallo e moria di pesci, l'Arpa conferma: "Colpa delle microalghe"

“Il “mix di alghe” - spiega Arpa dopo gli ultimi campionamenti avvenuto tra Sperlonga e Fondi - è composto per oltre il 50 per cento da esemplari di Fibrocapsa japonica.

17 agosto 2026 09:10
Mare giallo e moria di pesci, l'Arpa conferma: "Colpa delle microalghe" -
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Mare giallo tra Pomezia e Fondi: l’Arpa Lazio ha concluso le analisi e il monitoraggio il 13 agosto scorso confermando la presenza di una fioritura algale come causa delle colorazioni anomale. “Il “mix di alghe” - spiega Arpa dopo gli ultimi campionamenti avvenuto tra Sperlonga e Fondi - è composto per oltre il 50 per cento da esemplari di Fibrocapsa japonica. “Questa microalga - dice ancora Arpa - si sviluppa quando le temperature sono alte e c’è un forte irraggiamento solare, colorando l’acqua di tonalità che variano dal marrone-giallastro al rosso ruggine”. L’agenzia regionale dunque conferma la balneabilità delle acque del  litorale laziale e aggiunge: “Questo tipo di alga può rivelarsi potenzialmente ittiotossica - conclude Arpa - che può causare sofferenza o mortalità nei pesci e nei molluschi”.

L’intervento di Arpa Lazio è avvenuto già a luglio scorso dopo le prime segnalazioni

Le analisi di laboratorio hanno confermato che le colorazioni anomale riscontrate sul litorale laziale nelle ultime settimane (compresi i campioni presi ieri 13 agosto tra Sperlonga e Fondi) sono causate da fioriture algali e la presenza principale è Fibrocapsa japonica, una microalga che nel periodo estivo può proliferare al punto di colorare l'acqua della fascia costiera con tonalità che variano dal marrone-giallastro al rosso ruggine.

Nelle foto, l'acqua a Sperlonga ieri e due immagini di Fibrocapsa japonica trovata nei campioni e fotografata nel nostro laboratorio

A partire dalla fine di luglio, l’intero litorale del Lazio (con situazioni particolarmente intense prima nelle zone di Scauri, Latina, Torvaianica e Montalto di Castro e poi verso Sperlonga/Fondi) è stato interessato dalla presenza di schiume e di colorazioni anomale delle acque di mare, dovute principalmente a un fenomeno diffuso di elevate concentrazioni di microalghe appartenenti a diverse specie, con episodi di fioriture che sono tipiche delle condizioni meteomarine di questo periodo.

L’ARPA Lazio si è attivata sin dalle prime segnalazioni per valutare la situazione con analisi e campionamenti: i risultati delle analisi microbiologiche per tutti i campioni analizzati hanno rilevato valori dei parametri Escherichia coli ed Enterococchi conformi ai limiti previsti dalle norme, escludendo quindi contaminazioni batteriche.

Per quanto riguarda l’identificazione delle alghe, le analisi sono state completate su tutti i campioni raccolti, compresi i più recenti del 13 agosto tra Sperlonga e Fondi, confermando la fioritura algale come causa delle colorazioni anomale e verificando che il “mix di alghe” è composto per oltre il 50 per cento da esemplari di Fibrocapsa japonica.

Fibrocapsa japonica

Le fioriture (bloom) di Fibrocapsa japonica si manifestano quando si verificano contemporaneamente alcune situazioni particolari: condizioni meteo marine stabili, temperature elevate, forte irraggiamento solare e apporto di nutrienti. Durante i mesi estivi, la sua proliferazione colora l'acqua della fascia costiera con tonalità che variano dal marrone-giallastro al rosso ruggine. Queste fioriture non impediscono la normale balneazione e non rappresentano generalmente un rischio igienico-sanitario diretto per i bagnanti; si tratta, tuttavia, di una specie potenzialmente ittiotossica che può causare sofferenza o mortalità nei pesci e nei molluschi a causa del rilascio di sostanze emolitiche e composti che danneggiano le cellule delle branchie.

Alghe - Un fenomeno non nuovo, anche se più frequente

A livello generale, il fenomeno delle fioriture algali, sebbene si stia presentando con particolare intensità, non è né nuovo, né sorprendente: l’aumento della temperatura favorisce infatti lo sviluppo della componente fitoplanctonica, i cui processi di produzione primaria generano il rilascio di tensioattivi naturali che possono formare schiume superficiali o micro aggregati gelatinosi che dalla colonna d’acqua tendono a risalire in superficie. Un discreto moto ondoso, l'azione del vento o anche l’agitazione delle acque determinata dalle eliche o idrogetti di grosse imbarcazioni innescano facilmente questo meccanismo e le schiume per loro natura tendono ad accumularsi maggiormente in determinate aree a seconda delle correnti creando, inoltre, dei “nuclei di aggregazione” anche per altri materiali presenti in mare, che siano di natura organico-biologica (frammenti di materiale vegetale, organismi intrappolati, batteri, ecc.) o inorganica/antropica (sabbia, plastiche, ecc.).

Le formazioni schiumose di origine naturale, come detto, generalmente non rappresentano di per sé un pericolo per la salute umana, ma possono portare con sé microorganismi o altre sostanze indesiderate potenzialmente irritanti o dannose ed è quindi buona norma evitare il contatto diretto con tali formazioni.