“Marta Vuole Giocare” vince il Giffoni Film Festival, la protagonista è Giulia 12enne di Gaeta
Il corto “Marta Vuole Giocare” vince il Giffoni Film Festival, la kermesse del cinema dedicata ai ragazzi. La protagonista di questo film, Marta, è stata interpretata da Giulia Coppola, 12enne di Gaet...
Il corto “Marta Vuole Giocare” vince il Giffoni Film Festival, la kermesse del cinema dedicata ai ragazzi. La protagonista di questo film, Marta, è stata interpretata da Giulia Coppola, 12enne di Gaeta. Le riprese sono state fatte a Monterotondo. Il corto racconta la storia di una ragazzina che sogna di diventare una calciatrice rompendo tutti gli schemi delle differenze di genere.
“Abbiamo vinto il @giffoni_experience con Marta Vuole Giocare, di Matteo Quarta. - Racconta sui social Carlo Alessadnri uno dei produttori - Un titolo che affrontando la tematica della parità di genere attraverso la metafora sportiva del calcio, trionfa in quello che è il Festival Cinematografico dedicato all'infanzia e ai giovani più prestigioso e noto al mondo. Un corto che ha infiammato giuria e 1200 bambini di età compresa tra i 10 e 13 anni, l'età della protagonista Marta, interpretata dalla dolce, educata e talentuosa Giulia Coppola.
Il Giffoni, nato 60anni fa come un semplice festival e oggi punto di riferimento culturale e di impegno sociale della nazione. Un generatore di idee che lavora per intercettare nuove opportunità e nuovi mercati a beneficio di migliaia di giovani - come ero io quanto me ne innamorai - che trovano nel multiverso Giffoni strumenti per immaginare, sognare e condividere esperienze. E' nel segno di queste opportunità che la storia di Marta assume un significato più grande, che svetta altissimo, perchè veicolato attraverso la metafora dello Sport che aiuta a superare le barriere e a combattere, distruggendoli, gli stereotipi di genere per affermare identità, desideri e ambizioni giuste e universali. Con forza, determinazione, semplicità.
"Marta" mi è capitata tra le mani un po' per caso, 4 anni fa. Già dalla prima lettura era scattata una scintilla in me, accompagnata da una sorta di innamoramento nei confronti del suo autore. Aveva centrato il bersaglio senza dotarsi dell'insopportabile retorica che riscontro nella maggior parte dei prodotti audiovisivi sportivi per Cinema e TV. Lo Sport, a fare da sfondo, a creare un legame esistenziale nella storia e tra i personaggi. Altro che espediente narrativo...
Oggi, 4 anni dopo, grazie al lavoro di squadra e a come il nostro spirito di sportivi più di ogni altra cosa abbia contribuito a tenerla unita nei momenti di difficoltà, al contrario delle tante volte che ho vissuto andare in rovina spogliatoi in crisi di identità pervasi dall'egoismo.
Da Monterotondo con furore, con i miei Cuori a fare il tifo sullo sfondo e per mano alla mia compagna delle elementari ad alimentare quel furore.
W IL CINEMA! W LO SPORT!”
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