Maxi confisca di beni della Polizia e della Finanza ad un noto pregiudicato di Terracina, deceduto nel 2018.

Maxi confisca di beni ad un noto pregiudicato di Terracina, deceduto un anno fa. Con un’operazione congiunta della Polizia e della Guardia di Finanza - a seguito di sentenza definitiva emessa dal Trib...

A cura di Redazione
12 maggio 2020 09:30
Maxi confisca di beni della Polizia e della Finanza ad un noto pregiudicato di Terracina, deceduto nel 2018. -
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Maxi confisca di beni ad un noto pregiudicato di Terracina, deceduto un anno fa. Con un’operazione congiunta della Polizia e della Guardia di Finanza - a seguito di sentenza definitiva emessa dal Tribunale di Roma - è stata disposta la confisca definitiva del patrimonio riconducibile a Matteo Lombardi, un pregiudicato terracinese deceduto all’inizio del dicembre 2018, già sottoposto a sequestro anticipato dei beni lo scorso mese di ottobre; beni che ora sono stati definitivamente acquisiti al patrimonio dello Stato.

“La richiesta di applicazione delle Misure di Prevenzione patrimoniale, che ha interessato beni mobili riconducibili al Matteo Lombardi per un ingente valore commerciale, ai quali vanno aggiunte società e attività commerciali, - si legge nella nota stampa  - è stata avanzata dal Procuratore Aggiunto della Procura della Repubblica di Latina Dott. Lasperanza, all’esito delle indagini che il Magistrato ha diretto personalmente, coordinando la  Squadra di P.G. del Commissariato di P.S. di Terracina ed il  Nucleo Mobile della Compagnia della Guardia di Finanza di Terracina.

I due Uffici investigativi, che sul Sorvegliato Speciale Matteo Lombardi avevano raccolto elementi investigativi convergenti, erano stati delegati dalla Procura di Latina ad eseguire congiuntamente la complessa attività d’indagine che verteva su un grosso traffico di sostanze stupefacenti ed il relativo reimpiego degli utili in lecite attività ed acquisto di beni, il tutto con la complicità di prestanome al vertice di società preposte al reimpiego degli illeciti profitti.

Le indagini, eseguite sia con metodo tradizionale che con attività tecniche, hanno messo in luce la gestione di una fiorente “piazza di spaccio”, egemone sul territorio di Terracina, che si avvaleva di vari punti di vendita, presenziati da vedette con compiti di segnalare l’arrivo delle Forze di Polizia, nonché di alcune Sale da gioco ove, oltre alla vendita di sostanze stupefacenti, avveniva agevolmente il reimpiego di parte degli illeciti profitti.

Un forte impulso alle indagini – spiegano gli investigatori -  si è avuto quando, in esecuzione di un’ordinanza che disponeva la custodia cautelare in carcere di Matteo Lombardi, è stato  setacciato l’appartamento di quest’ultimo, fino a quel momento ritenuto un fortino inespugnabile, per la presenza di impianti di videosorveglianza e la complicità delle vedette che avevano reso sempre infruttuoso ogni tentativo di eseguire perquisizioni impreviste.

Nella circostanza gli investigatori rinvenivano il nascondiglio ove il Lombardi teneva custoditi elementi schiaccianti a suo carico. All’interno di un’intercapedine è stata rinvenuta la contabilità dello spaccio, documentazione falsa valida per l’espatrio, denaro in contante, monili in oro ed altri preziosi.

Tra il materiale rinvenuto vi era anche la chiave di una cassetta di sicurezza, che le indagini consentivano di individuare all’interno di un Istituto di credito, intestata a terza persona, il cui contenuto faceva emergere gioielli ed altri preziosi nonché materiale documentale che, a conferma delle indagini fin a quel momento parallelamente svolte dalla Guardia di Finanza, riconduceva la gestione di società ed attività commerciali, fittiziamente intestate a prestanomi, in capo a Matteo Lombardi.

La caratura criminale di quest’ultimo, emergeva inoltre dal rinvenimento di telefoni satellitari, apparecchiature tecnologiche in grado di eludere le intercettazioni ed indumenti in uso alle forze dell’ordine.

Gli elementi probanti rinvenuti a carico dello stesso hanno consentito al Procuratore Aggiunto di emettere un Decreto di Sequestro Preventivo che ha di fatto minato la solidità dei traffici del LOMBARDI, il quale a questo punto, chiedeva ed otteneva il trasferimento della Sorveglianza Speciale di P.S. presso una Comunità terapeutica del Nord ove, appena giunto, trovava inaspettatamente la morte.

Le successive indagini congiunte di Guardia di Finanza e Polizia di Stato, esperite tramite lo strumento delle misure di prevenzione patrimoniali previste dal D. Lgs 159/2011 (codice antimafia), finalizzate alla ricostruzione del complesso patrimoniale nella disponibilità del proposto e delle persone fisiche e giuridiche ad esso riconducibili, sono proseguite incessantemente, consentendo di eradicare dal patrimonio della criminalità i beni illecitamente acquisiti che erano in parte ancora nella disponibilità di soggetti pregiudicati.