“Mentre Roma bruciava ad Anzio si è spento il correttore”: ironia dell'opposizione sui manifesti con Nerone.

Il capogruppo di Forza Italia, Marigliani, attacca il Comune: “Fondi sprecati per un lavoro da dilettanti, cittadini trasformati in correttori di bozze”.

11 luglio 2026 15:03
“Mentre Roma bruciava ad Anzio si è spento il correttore”: ironia dell'opposizione sui manifesti con Nerone.  -
Condividi

Mentre Nerone suonava la lira con Roma in fiamme, ad Anzio qualcuno ha spento il correttore ortografico dei manifesti turistici. La provocazione viene lanciata dal consigliere d’opposizione Massimiliano Marigliani, capogruppo di Forza Italia, contro la nuova campagna del Comune, finita al centro di un dibattito nazionale per refusi, accenti errati ed un timone disegnato al contrario. Secondo Marigliano non è una questione di budget, ma di totale mancanza di controlli prima della stampa. “Il risultato? Grandi slogan e fondi spesi, ma per un’iniziativa - dice Marigliani - che ha trasformato i cittadini in correttori di bozze”.

Ci vediamo ad Anzio_loc1

Ad Anzio - scrive il consigliere - il problema non è Nerone. È il correttore ortografico. Bisogna fare i complimenti all'amministrazione di Anzio. Non è facile riuscire a trasformare una campagna dedicata ad uno degli imperatori più famosi della storia in un dibattito nazionale su un accento e su un timone girato dalla parte sbagliata.

Eppure ci sono riusciti. Con tutta la disponibilità economica di cui dispone il Comune, ci si sarebbe aspettati una campagna capace di lasciare il segno. Lo ha lasciato, in effetti. Ma non nel modo sperato.

C'è chi investe in archeologi, storici, grafici e revisori. Ad Anzio, evidentemente, si è deciso di sperimentare una nuova disciplina: il ‘vediamo se qualcuno se ne accorge’.

E qualcuno se n'è accorto. Il risultato è che oggi non si parla di Nerone, della Villa Imperiale o della valorizzazione del patrimonio storico. Si parla di refusi, di accenti e di un timone che sembra voler riportare la nave direttamente al punto di partenza. Un piccolo capolavoro di comunicazione al contrario.

La cosa più sorprendente è che tutto questo non nasce dalla mancanza di risorse. Al contrario. Quando le possibilità ci sono, gli errori pesano il doppio. Perché non puoi giustificarli con il ‘non avevamo mezzi’. Qui i mezzi c'erano. Evidentemente è mancato qualcuno che, prima di mandare tutto in stampa, pronunciasse la frase più rivoluzionaria della storia della grafica: ‘Ragazzi, diamogli un'ultima occhiata’.

Cinque minuti sarebbero bastati. Forse quattro. Magari persino tre. - ironizza Marigliani - E’ il paradosso di questa amministrazione: grandi annunci, grandi campagne, grandi slogan... e poi basta un accento di troppo per far crollare tutta la scenografia.

Qualcuno dirà che sono dettagli. Vero. Ma la differenza tra un lavoro professionale e uno improvvisato è fatta proprio di dettagli. Perché la promozione turistica dovrebbe far parlare della bellezza di Anzio, non del fatto che i cittadini si trasformino in correttori di bozze.

Alla fine, la lezione è semplice. Nerone, secondo le malelingue, suonava mentre Roma bruciava. Ad Anzio, invece, mentre si stampavano i manifesti, dev'essersi spento il correttore ortografico. E il risultato è sotto gli occhi di tutti: dilettanti allo sbaraglio”.

Ci vediamo ad Anzio_loc2