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Metodi mafiosi a Latina: arrestata l’ex candidata sindaco di Terracina, Gina Cetrone, e alcuni componenti del clan Di Silvio.

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Gina Cetrone

Estorsioni ed illeciti nelle competizioni elettorali: arrestata l’ex candidata sindaco di Terracina, Gina Cetrone, e alcuni componenti del clan Di Silvio. Gli agenti della Squadra Mobile di Latina – alla luce delle indagini scaturite dalle  dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Renato Pugliese ed Agostino Riccardo – questa mattina hanno dato esecuzione a 5 ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse ieri dal GIP del Tribunale di Roma, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia capitolina. I provvedimento sono stati notificati oggi al 53enne Armando Di Silvio, detto “Lallà”, Gianluca Di Silvio di 23 anni, al 29enne Samuele Di Silvio ed ancora ad Umberto Pagliaroli, di 49 anni. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è scattata anche nei confronti dell’ex consigliera provinciale e regionale di centrodestra, Gina Cetrone, imprenditrice di 48 anni di Terracina, candidata nel 2016 alla carica di sindaco della cittadina pontina.

Nel corso delle indagini la Polizia avrebbe riscontrato alcuni illeciti connessi proprio a quella competizione elettorale. Secondo quanto accertato dagli investigatori, gli indagati avrebbero costretto degli addetti al servizio di affissione dei manifesti elettorali di altri candidati alle comunali di Terracina ad omettere la copertura dei manifesti della candidata Gina Cetrone, costringendoli ad affiggere i propri manifesti solo in alcuni spazi e luoghi determinati, in modo tale che i manifesti della Cetrone fossero più visibili degli altri. Tutti gli arrestati sono indagati, a vario titolo, per i reati di estorsione, atti di illecita concorrenza e violenza privata, aggravati dal metodo mafioso. Vittima delle vicende legate alle estorsioni – risalenti all’aprile del 2016 – un imprenditore di origini abruzzesi.

“Le indagini in questione – ha spiegato la Questura di Latina nel comunicato stampa – costituiscono l’esito di un ulteriore approfondimento investigativo che questa Squadra Mobile sta conducendo, sotto la direzione ed il coordinamento della Direzione distrettuale Antimafia di Roma, circa le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia PUGLIESE Renato e RICCARDO Agostino.

In particolare, veniva ricostruito che nell’Aprile del 2016, CETRONE Gina e PAGLIAROLI Umberto, quali creditori nei confronti di un imprenditore di origini abruzzesi, in relazione a pregresse forniture di vetro effettuate dalla società VETRITALIA SRL, società a loro riconducibile, richiedevano l’intervento di DI SILVIO Samuele, DI SILVIO Gianluca e RICCARDO Agostino per la riscossione del credito in questione, previa autorizzazione di DI SILVIO Amando detto “Lallà”, capo dell’associazione di stampo mafioso a lui riconducibile.

Nello specifico, Gina CETRONE e Umberto PAGLIAROLI dopo avere convocato il predetto imprenditore presso la loro abitazione, gli richiedevano il pagamento immediato della somma dovuta, impedendogli di andare via a bordo della sua macchina.

In tale contesto, CETRONE e PAGLIAROLI – si legge ancora nella nota della Questura di Latina – lo costringevano ad attendere RICCARDO Agostino, DI SILVIO Samuele e DI SILVIO Gianluca, i quali, una volta giunti, lo minacciavano, prospettando implicitamente conseguenze e ritorsioni violente nei confronti della sua persona o dei suoi beni. In tal modo, gli stessi costringevano l’imprenditore a recarsi il giorno dopo in Banca, sotto la stretta sorveglianza di RICCARDO Agostino, DI SILVIO Samuele, DI SILVIO Gianluca e PAGLIAROLI Umberto che lo attendevano fuori dall’istituto bancario, e ad effettuare un bonifico di 15.000 euro a favore della società VETRITALIA SRL, nonché a consegnare a loro “per il disturbo” la somma di 600 euro.

Nel medesimo contesto investigativo, era possibile riscontrare alcuni illeciti connessi a competizioni elettorali nella provincia di Latina.

In dettaglio, RICCARDO Agostino e PUGLIESE Renato, proprio su determinazione di CETRONE Gina e PAGLIAROLI Umberto, costringevano addetti al servizio di affissione dei manifesti elettorali di altri candidati alle elezioni comunali di Terracina del Giugno 2016, ad omettere la copertura dei manifesti della candidata Gina CETRONE, costringendoli ad affiggere i propri manifesti solo in spazi e luoghi determinati, in modo che i manifesti di quest’ultima fossero più visibili degli altri”.

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