"Mi dia anche la fede nuziale", finto carabiniere tenta di truffare due anziani: arrestato dai carabinieri di Frascati
L’attività investigativa condotta, sviluppata tra i mesi di agosto e ottobre 2026, dopo una denuncia presentata ai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Frascati
Dalle prime luci dell’alba, a Montoro (AV), su delega della Procura della Repubblica di Velletri, i Carabinieri della Compagnia di Frascati, supportati nella fase esecutiva dai Carabinieri della Compagnia di Solofra, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un 22enne, gravemente indiziato di estorsione aggravata con il metodo del “finto Carabiniere”.
L’attività investigativa condotta, sviluppata tra i mesi di agosto e ottobre 2026, dopo una denuncia presentata ai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Frascati, attraverso attività tecniche e numerosi servizi di osservazione e pedinamento, ha consentito di raccogliere gravi elementi indiziari in ordine al fatto che l’indagato, già noto alle forze dell’ordine, si fosse recato presso l’abitazione di una coppia di coniugi di 82 e 85 anni, a Grottaferrata, fingendosi Carabiniere, al fine di ottenere da loro ingenti quantità di denaro e gioielli. In particolare, i due anziani hanno denunciato di aver ricevuto una telefonata sulla loro utenza fissa da un sedicente maresciallo dell’Arma dei Carabinieri che gli prospettava il coinvolgimento del figlio in un grave incidente stradale, a seguito del quale lo stesso sarebbe stato trasportato in una clinica medica della zona per via delle lesioni riportate; successivamente, tenuta occupata al telefono dai malviventi, mentre il marito si recava presso la citata struttura sanitaria per raggiungere il figlio, la moglie rimasta sola in casa, dietro minaccia di gravi conseguenze penali, consegnava ad un soggetto qualificatosi come “carabiniere” ed entrato indebitamente all’interno dell’abitazione, 2.000 € in contanti e diversi gioielli in oro, tra cui la fede nuziale (che veniva invitata a sfilarsi dal dito della mano), un anello con brillanti, una catenina con ciondolo e una croce con brillanti.
Dopo il colpo, il “finto carabiniere” è riuscito a dileguarsi, venendo identificato grazie a complesse attività di indagine e di analisi, supportate dall’acquisizione degli impianti di videosorveglianza serventi l’area.
Il procedimento versa nella fase delle indagini preliminari e la eventuale responsabilità degli indagati sarà accertata solo all’esito del processo e della eventuale sentenza definitiva di condanna, vigendo fino a quel momento il principio della presunzione di non colpevolezza.
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