Monoclonali, Federlazio aderisce al flash mob di sabato 6 febbraio
In periodi convulsi come quelli che stiamo vivendo ci può stare che qualcosa sfugga o subisca ritardi nell’applicazione. Ma se questo qualcosa è un farmaco che può, ed è stato dimostrato dai fatti, ri...
In periodi convulsi come quelli che stiamo vivendo ci può stare che qualcosa sfugga o subisca ritardi nell’applicazione. Ma se questo qualcosa è un farmaco che può, ed è stato dimostrato dai fatti, ridurre i rischi di decesso da Covid nel 70% dei casi, allora la svista è molto grave.
Se poi si aggiunge che proprio nel nostro paese, e più specificamente a Latina, viene prodotto questo farmaco, già oggi utilizzato da Stati Uniti, Canada, Israele, Inghilterra, Ungheria e Germania, allora risulta veramente incomprensibile come l’AIFA (Agenzia Italiana per il Farmaco) ancora non abbia dato l’autorizzazione alla somministrazione ma abbia pubblicato, poco più di dieci giorni fa, il bando per lo studio clinico sugli anticorpi che può durare fino a 12 mesi!
Le proprietà di questo farmaco, sostiene il presidente di Federlazio Marco Picca, sono ormai riconosciute e testate dai paesi che già li utilizzano. Ci sono sollecitazioni da parte di importanti infettivologi come il Prof. Burioni o il Prof. Bassetti che ancora oggi non si danno spiegazione di come ancora l’Aifa non abbia autorizzato l’uso in Italia. La Germania che, pensando al bene dei propri cittadini, non ha atteso l’autorizzazione dall’Europa, ha stanziato 400 milioni di euro per l’acquisto del medicinale.
Questi farmaci vengono prodotti dalla BSP Pharmaceuticals S.p.A., una delle aziende farmaceutiche del nostro territorio e che oggi produce il farmaco della Eli Lylli per molti paesi del mondo tranne che per l’Italia.
E’ notizia di oggi che sembrerebbe che AIFA si stia preparando per autorizzare la terapia degli anticorpi, se ciò non accadrà la Federlazio aderirà al flash mob organizzato per sabato 6 febbraio.
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