Monti Lepini, il sindaco di Sezze: “Servono investimenti, basta stare ai margini”
È il messaggio lanciato dal sindaco di Sezze, Lidano Lucidi, che richiama l’attenzione sul ruolo strategico dei Monti Lepini
Un appello a rimettere i territori interni della provincia di Latina al centro delle scelte di sviluppo, superando una narrazione considerata ormai superata e puntando su infrastrutture, servizi essenziali e qualità della vita. È il messaggio lanciato dal sindaco di Sezze, Lidano Lucidi, che richiama l’attenzione sul ruolo strategico dei Monti Lepini e sulle criticità che ancora oggi ne limitano crescita e opportunità.
“I Monti Lepini - esordisce Lucidi - sono una terra antica, ricca di storia e cultura. La bonifica della palude pontina è stata portata avanti anche dai nostri nonni che hanno dato un contributo decisivo allo sviluppo di tutta la provincia. Un territorio ampio, in cui risiedono decine di migliaia di persone relegato ai margini delle grandi scelte di sviluppo. Le politiche pubbliche guardano quasi esclusivamente alle aree metropolitane o alla costa, mentre i territori interni vengono considerati “periferici”, quando in realtà custodiscono una parte essenziale dell’identità e dell’equilibrio provinciale e regionale. Questo territorio chiede con forza infrastrutture adeguate, servizi moderni, sostegno alle imprese locali, valorizzazione del patrimonio naturale, immobiliare e culturale. Deve essere cambiata la prospettiva: i Monti Lepini non sono un problema da gestire, ma una risorsa da valorizzare".
L'analisi di Lucidi, poi, cerca di entrare più in profondità: "C’è un equivoco di fondo che va superato: quando si parla dei Lepini, troppo spesso si pensa esclusivamente a interventi in ambito agricolo o rurale. È una visione riduttiva, parziale e falsa, legata a un passato che non tornerà più. Qui vive una comunità reale: famiglie, anziani, giovani, imprese, scuole, ci sono bisogni complessi da soddisfare. Questa narrazione avallata in parte anche dalla politica locale, non mi trova d'accordo, è datata e non adatta ai tempi moderni. Noi abbiamo invece bisogno di infrastrutture moderne, servizi efficienti, collegamenti adeguati, sanità, formazione, cultura, innovazione. Non si può continuare a immaginare lo sviluppo delle aree interne solo attraverso bandi agricoli".
Secondo il sindaco di Sezze: "Serve una visione più ampia: investimenti sulle infrastrutture materiali e immateriali, sui servizi essenziali, sulla qualità della vita. Un esempio su tutti: il distretto sanitario Latina III, il nostro, è l’unico della provincia che non dispone di un pronto soccorso. Inoltre abbiamo poche autoambulanze come se qui non vivessero persone in carne ed ossa. È una condizione che pesa ogni giorno sulla sicurezza e sulla serenità delle persone che vivono in questi territori. È solo un esempio di una marginalità che non può più essere accettata. Uno sviluppo equilibrato non può lasciare indietro intere aree. Occorre una strategia che riconosca il ruolo dei nostri comuni e li renda protagonisti delle politiche di investimento, non semplici destinatari residuali. Un territorio vive solo se viene messo nelle condizioni di crescere, e noi meritiamo di essere messi al pari di tutti gli altri. Non chiediamo privilegi, chiediamo attenzione e di competere alla pari".
Insomma, urge un cambio di passo: una strategia di sviluppo davvero equilibrata non può prescindere dai territori interni e dai bisogni concreti delle comunità che li abitano.
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