Moria di pesci ad Ardea: il verdetto dell'Arpa. Ecco cosa sta uccidendo la fauna.

Acque sicure per i bagnanti, ma l’ecosistema marino lancia l'allarme.

18 agosto 2026 17:35
Moria di pesci ad Ardea: il verdetto dell'Arpa. Ecco cosa sta uccidendo la fauna. -
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Allarme schiuma e moria di pesci sul litorale di Ardea: l’agenzia regionale Arpa conferma la conformità dei parametri di balneazione: i valori microbiologici dell’acqua risultano, infatti, a norma, ma le analisi svelano una massiccia fioritura di alghe anomale. Tra queste spicca il dinoflagellato Akashiwo sanguinea, ritenuto il principale indiziato per il soffocamento della fauna ittica, in quanto potenzialmente tossico. In attesa del responso definitivo dell'Istituto Zooprofilattico sui pesci prelevati, sul litorale romano resta alta l’attenzione.

La nota dell’ARPA Lazio - Agenzia Regionale Protezione Ambientale del Lazio:

Moria di pesci nel territorio di Ardea (RM) della settimana scorsa, sono state completate le analisi ARPA Lazio conseguenti al sopralluogo di mercoledì 12 agosto:  i valori dei parametri microbiologici risultano conformi ai valori limite previsti dalle norme in materia di balneazione, ma si è riscontrata un'elevata presenza delle microalghe Asterionellopsis glacialis (non tossica) e Akashiwo sanguinea, che che può invece determinare morie di pesci ed invertebrati.

Le analisi sui pesci prelevati dalla ASL nel corso dello stesso sopralluogo sono ancora in corso presso l'Istituto zooprofilattico sperimentale di Lazio e Toscana.

“A seguito di numerose segnalazioni ricevute da cittadini relative a una significativa moria di pesci in diverse zone del litorale nel territorio comunale di Ardea (RM), mercoledì 12 agosto i tecnici dell’ARPA Lazio hanno effettuato un sopralluogo congiunto assieme a personale della ASL Roma 6, Servizio Veterinario Sanità Animale.

Nel corso del sopralluogo, dopo aver effettivamente verificato la presenza di alcuni esemplari di “alaccia” (Sardinella autita Valenciennes, 1847) morti per cause che non è stato possibile determinare sul posto, la squadra dell’ARPA Lazio ha raccolto campioni di acqua e di fitoplancton, che sono stati analizzati presso i laboratori dell’Agenzia: in entrambi i campioni di acqua, i valori dei parametri microbiologici risultano conformi ai valori limite previsti dalle norme in materia di balneazione (Allegato A del Decreto Interministeriale 30/03/2010 e.s.m., attuativo del D.lgs 116/08).

Per quanto riguarda l’analisi fitoplanctonica, in entrambi i campioni è presente una fioritura algale di Asterionellopsis glacialis (4.675.688 Cell/L e 7.561.256 Cell/L), che rappresenta rispettivamente il 70% e il 79 % del fitoplancton totale nei due campioni. Questa diatomea non ha tossicità segnalata. Risulta però molto abbondante anche la specie Akashiwo sanguinea (339.703 Cell/L e 564.899 Cell/L), un dinoflagellato che può determinare morie di pesci ed invertebrati per anossia e produzione di tossine che influenzano altri organismi planctonici. Inoltre rilascia tensioattivi solubili in acqua, con conseguente produzione di schiuma.

Nel corso del sopralluogo del 12 agosto, i tecnici della ASL hanno raccolto campioni di pesci che sono stati inviati per le analisi alle strutture dell’Istituto zooprofilattico sperimentale di Lazio e Toscana (IZS). Le diverse attività di verifica svolte da ARPA, ASL e IZS consentiranno di stabilire un quadro complessivo della situazione e di comprendere quindi le cause del fenomeno. I risultati della analisi saranno resi disponibili appena possibile”.