Morti sul lavoro, CGIL e Fillea in piazza: “La Prefettura riapra il tavolo sulla sicurezza”
Allo sciopero di 8 ore e alla mobilitazione hanno aderito unitariamente Fillea Cgil Frosinone Latina, Filca Cisl e Feneal Uil, con il pieno sostegno della Cgil di Roma e Lazio e della Camera del Lavoro
Si è tenuto questa mattina, dalle ore 9:30 in piazza della Libertà a Latina, il presidio davanti alla Prefettura convocato all'indomani delle due morti sul lavoro registrate in meno di 24 ore nel territorio, quella di Wladyslaw Pernal, 64 anni, e quella di Francesco Gritto, 54 anni. Nel frattempo ieri c'è stato un altro decesso, questa volta a Roma, avvenuto sempre sul lavoro nella zona di Tor Vergata. A perdere la vita Paolo Roccoli schiacciato da una spazzatrice.
Allo sciopero di 8 ore e alla mobilitazione hanno aderito unitariamente Fillea Cgil Frosinone Latina, Filca Cisl e Feneal Uil, con il pieno sostegno della Cgil di Roma e Lazio e della Camera del Lavoro territoriale, in un'iniziativa che si è mossa su un doppio binario, tenendo insieme la dimensione popolare della piazza, dove i lavoratori hanno reso visibile con il proprio corpo la protesta, e quella istituzionale della Prefettura, dove quella stessa protesta ha potuto trovare fin da subito una forma ufficiale e decisa. Nel corso della mattinata, infatti, i segretari generali dei sindacati sono saliti in Prefettura per un confronto con il Prefetto di Latina, Vittoria Ciaramella, portando così dentro la casa della legalità la richiesta nata dal basso, quella di una riapertura urgente e immediata di un tavolo permanente su sicurezza e controlli nei cantieri, in continuità con un percorso che la nostra organizzazione sindacale porta avanti già da un anno.
CGIL Frosinone Latina — Fillea Cgil Frosinone Latina
"Abbiamo richiesto alla Prefettura di riaprire il confronto per un protocollo di sicurezza sul da farsi in questo territorio", dichiara Giuseppe Massafra, Segretario Generale della CGIL Frosinone Latina. "Il valore del lavoro è sacrificato sull'altare del profitto, e questa è una responsabilità che appartiene soprattutto alle istituzioni. Serve un sistema efficace, non solo burocratico, che aumenti controlli e ispezioni. Le ordinanze ci sono, ora è necessario farle rispettare. Non dobbiamo temere di organizzare le forze, come abbiamo fatto oggi, per pretendere che diritti e tutele siano salvaguardati. Siamo in sciopero e in presidio perché abbiamo rispetto per il lavoro e lo vogliamo difendere, da un sistema che sacrifica la vita delle persone perché non ci si può fermare davanti al caldo, perché la formazione è diventata un costo, perché non si possono avere gli strumenti necessari."
A questa posizione si affianca quella della Fillea Cgil Frosinone Latina, che colloca l'emergenza all'interno delle criticità strutturali del settore edile. La chiusura dei cantieri del Pnrr sta spingendo molte imprese ad accelerare gli appalti, con un rischio crescente per i lavoratori proprio nella fase in cui servirebbe rallentare e investire in sicurezza. "Esiste un'ordinanza che regola gli orari, ma ha poco effetto se i controlli non ci sono", dichiara Angelo Tomeucci, Segretario Generale della Fillea Cgil Frosinone Latina. "Il sindacato da solo non può porre il problema e mettere sul tavolo le condizioni necessarie. Chiediamo ai datori di lavoro di confrontarsi con noi, di costruire insieme degli osservatori, ma dobbiamo parlare lo stesso linguaggio, perché oggi i datori hanno paura a parlare di sicurezza, mentre investire in sicurezza è la strada giusta. C'è poi il tema salariale e quello della cassa integrazione. Chiediamo alla politica che già da gennaio si apra una discussione per raccogliere le esigenze di tutto il Paese, non solo del settore edile, perché è un problema che riguarda tutta la vita di chi lavora, non un'emergenza momentanea."
Come Camera del Lavoro e Fillea Cgil Frosinone Latina, ribadiamo con fermezza che le richieste avanzate oggi in Prefettura devono trovare riscontro concreto nei fatti, senza ulteriori rinvii. Servono il rafforzamento immediato delle ispezioni e dei controlli nei cantieri da parte degli organi competenti, la piena applicazione dell'ordinanza anti-caldo della Regione Lazio e misure di sostegno al reddito estese dalla Regione anche agli altri settori produttivi. La mobilitazione odierna segna la prosecuzione, non la conclusione, di un'iniziativa che il sindacato intende proseguire con determinazione, finché le istituzioni non assumeranno pienamente le proprie responsabilità, affinché nessun'altra famiglia sia chiamata a vivere il dolore che oggi accompagna i cari di Wladyslaw e Francesco.
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