Morto sul lavoro ad Ostia. Lago e Calcagno (Uil): “La sicurezza prima di tutto”
“La tragedia di Ostia ricorda ancora una volta a tutti che la prevenzione è la risposta migliore per evitare che il lavoro continui a essere causa di morte".
“La tragedia di Ostia ricorda ancora una volta a tutti che la prevenzione è la risposta migliore per evitare che il lavoro continui a essere causa di morte. Servono più controlli, formazione, responsabilità e strumenti efficaci per garantire la sicurezza di chi ogni giorno esce di casa per andare a lavorare”. Lo dicono Maurizio Lago e Agostino Calcagno, rispettivamente segretario generale della Uil Lazio e segretario generale Feneal Roma e Lazio.
“La Uil Lazio e la Feneal Uil Roma Lazio esprimono cordoglio e vicinanza alla famiglia del lavoratore (un 46enne di Cisterna) che ha perso la vita cadendo dal cestello di una gru. Siamo vicini anche al lavoratore rimasto ferito, al quale auguriamo una pronta guarigione – dicono i segretari – Di fronte a questa ennesima tragedia il cordoglio non può essere l’unica risposta. È necessario continuare a interrogarci su ciò che possiamo e dobbiamo fare per impedire che simili tragedie si ripetano. #ZeroMortiSulLavoro è il nostro obiettivo, una priorità per il Paese intero, perché la sicurezza sul lavoro è una questione di dignità della persona e della vita”.
“E’ in questa direzione che il nostro segretario generale Pierpaolo Bombardieri chiede l’istituzione di una Procura speciale per la sicurezza sul lavoro: una struttura che garantisca specializzazione, coordinamento e continuità nell’azione investigativa e giudiziaria su un fenomeno che ormai ha le dimensioni di una emergenza nazionale. Ma la prevenzione deve essere rafforzata anche attraverso un maggiore coinvolgimento degli enti bilaterali, che possono svolgere un ruolo rilevante nella formazione, nella prevenzione e nella diffusione della cultura della sicurezza, soprattutto nei settori e nelle realtà produttive più esposte – concludono Lago e Calcagno – Nei primi sette mesi del 2026 il Lazio ha già registrato 27.576 denunce di infortunio sul lavoro, quasi duemila in più rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre cinquanta sono stati gli incidenti mortali, tre in più rispetto al periodo gennaio luglio 2025. Numeri che dovrebbero imporre una risposta straordinaria da parte delle istituzioni. Finché ci sarà anche una sola persona che non torna a casa dal lavoro, continueremo a chiedere che la sicurezza venga messa al primo posto”.
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