Muore per il tumore non diagnosticato: a Latina risarcimento milionario per i familiari della vittima

Una triste storia emerge dalle aule del Tribunale di Latina: una donna muore per un tumore non diagnosticato, oggi dopo anni di attese arriva il risarcimento milionario per i familiari. Lo racconta il...

A cura di Redazione
11 novembre 2025 11:55
Muore per il tumore non diagnosticato: a Latina risarcimento milionario per i familiari della vittima -
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Una triste storia emerge dalle aule del Tribunale di Latina: una donna muore per un tumore non diagnosticato, oggi dopo anni di attese arriva il risarcimento milionario per i familiari. Lo racconta il Corriere della Sera di Roma. I fatti sono accaduti a Latina nel 2011.

Nel vortice giudiziario sono finiti i medici di un centro di Latina che al tempo - dopo una visita e degli accertamenti - rassicurarono una donna di 43 anni, dicendole che era tutto a posto, stava bene. Le cose stanno diversamente, la paziente aveva un tumore al seno che, dopo 4 anni,  le provocò la morte.

La donna effettuata ciclicamente dei controlli medici, soprattutto al seno. Si recava presso il centro specializzato del capoluogo per effettuare le mammografie.

I medici dopo le visite e un’eco mammografia le avevano detto che c’erano alcune microcalcificazioni tondeggianti, una circostanza che non avrebbe destato alcuna preoccupazione. La vittima venne dunque rimandata a casa “senza prescrivere alcun approfondimento diagnostico a breve termine”.

Dopo un anno la donna sviluppa invece un carcinoma al seno, molto aggressivo. Inizia i protocolli sanitari, ma è troppo tardi. Nonostante la chemioterapia, la poveretta muore a 47 anni. I familiari - marito e figli - decidono così di fare causa al centro di Latina assistiti dall’avvocato Andrea Barbesin. Il tumore già nel 2011 poteva essere diagnosticato e le cure immediate avrebbero potuto salvare la vita alla donna.

Ora la sentenza del giudice civile Stefano Fava del Tribunale di Latina: stabilito un risarcimento da 1 milione e 50 mila euro per la sua famiglia. Per il giudice è chiaro: “Ne consegue che deve essere riconosciuto il nesso causale tra condotta omissiva colposa dei sanitari e il decesso (o perdita anticipata della vita) della paziente”. Il Tribunale civile di Latina decide in base a documentazione medica e una perizia medico-legale: “La mancanza di approfondimento diagnostico, nel caso in specie, ha comportato un ritardo diagnostico. Una diagnosi tempestiva della patologia neoplastica avrebbe sicuramente migliorato le chance terapeutiche di sopravvivenza della paziente ma anche la sua qualità di vita”.

 

 

 

 

 

 

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