Nettuno - 500 operatori Oepac in difficoltà: "Se il bambino è assente, perdiamo lo stipendio"

“Una situazione di precarietà strutturale che un gruppo di lavoratori - si legge in una nota - ha deciso di denunciare pubblicamente a nome dell'intero comparto"

27 luglio 2026 12:45
Nettuno - 500 operatori Oepac in difficoltà: "Se il bambino è assente, perdiamo lo stipendio" -
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“Esiste una categoria di lavoratori della scuola che ogni mattina affronta un'assurda roulette russa salariale: se l'alunno con disabilità a cui sono assegnati si assente per motivi di salute, loro perdono le ore di lavoro e, di conseguenza, lo stipendio”.

È la paradossale realtà che - descrivono in una nota - e che vivono quotidianamente gli OEPAC (Operatori Educativi per l’Autonomia e la Comunicazione) nel Comune di Nettuno. “Una situazione di precarietà strutturale che un gruppo di lavoratori - si legge - ha deciso di denunciare pubblicamente a nome dell'intero comparto: nelle sole cooperative che gestiscono l'appalto sul territorio si contano circa 500 dipendenti, parte di un esercito di decine di migliaia di professionisti dell'inclusione che in tutta Italia subiscono lo stesso trattamento”.

Il cortocircuito nasce dai regolamenti vigenti. In caso di assenza improvvisa dell’alunno la mattina stessa, all'operatore viene concessa solo un’ora di permanenza in classe (per il cosiddetto coordinamento), dopodiché è costretto ad abbandonare il plesso scolastico. Il resto del turno giornaliero viene semplicemente cancellato e decurtato dalla busta paga mensile.

"Nessun lavoratore della Repubblica Italiana viene penalizzato economicamente per cause totalmente indipendenti dalla sua volontà, tranne noi" – spiegano i lavoratori del collective di Nettuno in questa nota congiunta. "Siamo professionisti formati, fondamentali per garantire il diritto costituzionale allo studio e all'inclusione dei bambini più fragili. Eppure veniamo trattati come lavoratori 'a gettone': se l'utente non c'è, non veniamo pagati. Gli strumenti come la banca ore non risolvono l'emergenza immediata nei nostri bilanci familiari".

Gli operatori sottolineano come l'allontanamento forzato dalla scuola sia anche un'occasionale persa per le istituzioni scolastiche: quelle ore negate potrebbero essere utilizzate proficuamente per la programmazione didattica con i docenti, la creazione di materiale personalizzato o il supporto a progetti di inclusione più ampi all'interno delle classi del territorio.

Le richieste della categoria
Il collettivo degli OEPAC di Nettuno chiede un intervento urgente a due livelli istituzionali:

·         Al Comune di Nettuno: La revisione immediata dei criteri dei bandi di gara per l'assistenza specialistica, introducendo la clausola del "vuoto per pieno". Il lavoratore rimasto a disposizione della scuola deve ricevere l'intera retribuzione del turno programmato.

·         Al Governo e al Parlamento: Un'azione decisa sul Disegno di Legge per l'internalizzazione pubblica della figura dell'assistente all'autonomia e comunicazione (attualmente in discussione alla Camera). La riforma deve prevedere contratti stabili e stipendi mensilizzati interamente garantiti dallo Stato, evitando di scaricare la facoltà di assunzione sui fragili bilanci dei singoli Comuni.

I lavoratori di Nettuno comunicano di avre già provveduto all'invio di formali PEC istituzionali alla Camera dei Deputati e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. La battaglia per un'inclusione scolastica di qualità passa inevitabilmente per la dignità e la sicurezza economica di chi la costruisce ogni giorno sul campo.

Lettera firmata dal Collettivo delle lavoratrici e dei lavoratori OEPAC