Nettuno, il TAR ordina la riapertura immediata dell'arenile.

Il Tribunale accoglie il ricorso di Codacons e Comitato dei Mille: "bocciato il silenzio dell'amministrazione comunale".

25 luglio 2026 09:27
Nettuno, il TAR ordina la riapertura immediata dell'arenile. -
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Il TAR Lazio intima al Comune di Nettuno di riaprire immediatamente l’accesso sicuro all'arenile, accogliendo il ricorso d’urgenza presentato dal Codacons e dal Comitato dei Mille e Dialogo. “Il Tribunale Amministrativo Regionale ha bocciato il silenzio e l’inerzia dell’amministrazione comunale, - commenta Piero Tirocchi, Legale rappresentante del Comitato - definendolo lesivo dell'interesse pubblico”. I comitati civici vigileranno, ora, sulla rapida esecuzione del provvedimento, in vista dell’udienza collegiale fissata per il prossimo 4 settembre.

La Nota del Comitato dei Mille:

“Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio – Sezione Quinta Ter – ha accolto l’istanza cautelare monocratica presentata da Codacons e Comitato dei Mille e Dialogo, dichiarando l’illegittimità del silenzio serbato dal Comune di Nettuno sulla diffida del 19 gennaio 2026.

Il decreto rileva che «il silenzio serbato dal Comune di Nettuno […] si oppone all’interesse pubblico e collettivo a fruire del demanio in sicurezza», evidenziando una condotta omissiva che ha inciso sull’accesso all’arenile in un tratto già oggetto di segnalazioni e richieste formali.

Pur trattandosi di un rito accelerato, il TAR ha ritenuto sussistente un’urgenza tale da giustificare l’intervento cautelare ex art. 56 c.p.a., ordinando al Comune di garantire immediatamente l’accesso sicuro all’arenile nel tratto interessato.

Il Comitato dei Mille definisce il provvedimento «una prima vittoria dei cittadini contro l’inerzia amministrativa», sottolineando come il Tribunale abbia confermato la fondatezza delle iniziative intraprese: «L’Amministrazione ha ignorato le diffide, non ha risposto e non ha affrontato un problema che riguarda la sicurezza e l’uso di un bene pubblico essenziale».

L’esperto amministrativista Simone Massari osserva: Si tratta di una decisione che segna un precedente. Il decreto monocratico non si limita a censurare il silenzio: lo qualifica come contrario all’interesse pubblico, ponendo l’accento sulla tutela del demanio marittimo e sulla responsabilità degli enti territoriali nel garantire l’accessibilità e la sicurezza delle aree costiere. La camera di consiglio collegiale è fissata per il 4 settembre 2026, ma il TAR ha già imposto un obbligo immediato: il Comune deve intervenire ora, senza ulteriori ritardi»..

Il provvedimento rappresenta un’affermazione di legalità e un monito contro l’inerzia amministrativa, valorizzando il ruolo dei comitati civici nella difesa dei beni comuni. Inoltre i Comitati hanno individuato e segnalato tre possibili passaggi che potrebbero essere immediatamente aperti dal Comune”.

L’avvocato Adolfo Bruno e l’ingegner Vincenzo D’Errico dichiarano: «Il Comitato dei Mille e Dialogo, insieme al Codacons, vigilerà affinché il decreto sia eseguito integralmente e senza ritardi, nell’interesse dei cittadini e della sicurezza dell’arenile».