Passa per Anzio, Nettuno ed Ardea l’operazione antiracket “I Figuranti”: sgominate tre organizzazioni, 10 arresti.
Vede coinvolte anche le città di Anzio, Nettuno ed Ardea l’operazione antiracket denominata “I Figuranti” condotta all’alba dagli agenti della Squadra Mobile di Roma. Dieci persone – tutte tra i 27 ed...
Vede coinvolte anche le città di Anzio, Nettuno ed Ardea l’operazione antiracket denominata “I Figuranti” condotta all’alba dagli agenti della Squadra Mobile di Roma. Dieci persone – tutte tra i 27 ed i 65 anni - sono state arrestate (5 in carcere tra Regina Coeli e Velletri) e 5 ai domiciliari, e altre 5 persone sono indagate a piede libero. Le misure cautelari sono state emesse dal Gip, su richiesta del Pool Reati contro il Patrimonio della Procura di Roma. Gli indagati devono rispondere a vario titolo dei reati di associazione a delinquere, usura, estorsione ed esercizio abusivo del credito. Gli inquirenti hanno individuando e smantellato tre distinti gruppi criminali: l’organizzazione aveva base a Roma, nei quartieri Centocelle e Montesacro, ma operava anche nei comuni di Anzio, Nettuno e Tivoli. Decine di perquisizioni sono state eseguite questa mattina, anche nel comune di Ardea.
La pericolosa associazione a delinquere effettuava prestiti di denaro ad interessi usurari a vari personaggi romani, per lo più soggetti in difficoltà economiche; per il recupero dei soldi utilizzava violenze e minacce, anche attraverso delle vere e proprie estorsioni. Le vittime venivano agganciate attraverso una rete ben precisa di contatti. Le somme venivano concesse ad interessi maggiorati che oscillavano dal 10 al 15% a settimana, con l’aggiunta di una “multa” pari al 20%, comminata per ogni ritardo settimanale nei pagamenti. L’operazione – che ha riguardato episodi avvenuti tra il 2017 e la prima metà del 2018 - prende il nome “I Figuranti” perché così venivano chiamati gli assegni da versare agli usurai a garanzia del prestito ricevuto.
“Agli
arrestati, tutti di Roma gravitanti distintamente nei quartieri capitolini di
Montesacro e Centocelle e nei comuni di Anzio e Tivoli, stabilmente ben
inseriti nel tessuto criminale romano, - spiegano gli investigatori - sono
contestati a vario titolo i reati di estorsione, associazione a delinquere
finalizzata all’usura e all’esercizio abusivo dell’attività finanziaria, nonché
per alcuni anche le lesioni personali aggravate in occasione della riscossione
del denaro prestato ad interessi usurari.
Nel
corso delle indagini condotte dalla sezione “Reati contro il Patrimonio” della
Squadra Mobile che hanno spaziato dal litorale di Anzio-Nettuno sino al comune
di Tivoli passando per alcune zone della Capitale individuando tre autonomi
gruppi criminali, è stato possibile ricostruire le mansioni di ciascun
arrestato, ognuno con specifici ruoli in seno all’associazione avente base a
Roma, proiettata alla realizzazione di un preciso progetto illecito consistente
nella concessione di somme di denaro a soggetti in difficoltà economiche,
agganciate attraverso una rete ben precisa di contatti, ad interessi maggiorati
che oscillavano dal 10 al 15% a settimana, con l’aggiunta di una “multa” pari
al 20% comminata per ogni ritardo settimanale
nei pagamenti.
L’associazione
criminale, promossa, costituita e diretta dai tre capi M.G., 53enne romano di
origini calabresi con precedenti di polizia per reati contro il patrimonio e in
materia di stupefacenti, e da due incensurati P.F., 56enne romano e P. L.,
51enne di Marcellina (Roma), si avvaleva delle capacità commerciali e
finanziarie del 55enne M.Z. vero e proprio contabile del gruppo, responsabile
dei conti economici dell’”azienda”.
Grazie
alle indagini condotte con l’operazione “I Figuranti” che ha preso il nome
proprio dalla circostanza che gli indagati nel corso delle conversazioni
intercettate definivano così gli assegni da versare agli usurai a garanzia del
prestito ricevuto, e che hanno interessato l’arco temporale ricompreso tra il
2017 e la prima metà del 2018, è stato possibile definire la figura-chiave di
M.C. 54enne romano del quartiere di Centocelle, che ha permesso di fare luce
sia sull’associazione a delinquere composta da sette degli arrestati, sia di
definire gli altri due gruppi di usurai che insistono uno sul litorale di Anzio
ed uno su Tivoli.
In
particolare, determinate è stato appunto il ruolo ricoperto da M.C. che ha
svolto una minuziosa attività di mediazione tra i vertici dell’associazione ed
i “clienti” da lui stesso procacciati, diventando di fatto l’anello di
congiunzione dei tre filoni d’indagine, permettendo di seguire un filo
conduttore tra i diversi soggetti coinvolti in quanto, nella duplice veste di
usuraio e persona sottoposta ad usura, questi si è occupato di fornire un
proprio contributo ai promotori ed gli organizzatori dell’associazione a
delinquere di cui faceva parte segnalando commercianti in difficoltà
economiche, dai quali ricavava a sua volta denaro per fronteggiare i debiti
contratti con i suoi stessi sodali.
Proprio
la figura di M.C. ha consentito di “connettere” l’attività investigativa
sull’associazione ad un altro gruppo criminale sul versante di Anzio (Roma) che
vedeva in T.S. 58enne romano con precedenti di polizia per reati contro il
patrimonio, il quale si serviva appunto di M.C. per veicolare denaro “in
prestito” e riscuotere i lauti interessi settimanalmente.
Gli
altri arrestati sono stanziali nel quartiere di Centocelle, P.G. 45enne romano
con precedenti di polizia in materia di stupefacenti e già sottoposto alla
sorveglianza speciale, e M.M. 56enne romano, mentre D.M. 51enne di Colli Aniene
e C.A. 27enne di Tivoli (Roma), si occupavano unitamente ad altri cinque
soggetti indagati a piede libero, di riscuotere le somme di denaro prestate
dagli altri componenti dell’associazione, ricorrendo in alcune occasioni alle
maniere forti e a delle vere e proprie estorsioni cagionando delle lesioni a
M.C. quando non era in grado di saldare i suoi stessi debiti o di “raccogliere”
le rate dalle vittime dell’usura.
L’esecuzione
dei provvedimenti restrittivi è stata effettuata alle prime ore della mattinata
odierna associando cinque persone presso le Case Circondariali di Regina Coeli
a Roma e di Velletri, sottoponendone altre cinque alla misura degli arresti
domiciliari, mentre sono cinque le perquisizioni domiciliari effettuate a
Tivoli, Ardea ed Anzio presso le abitazioni di altrettanti indagati,
permettendo di sequestrare ulteriore materiale probatorio”.
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