Patenti facili, operazione della Mobile di Roma: due persone di Rocca di Papa tra i 15 arrestati. Il VIDEO
Patenti facili per 2mila euro a Roma, Cosenza e Salerno: scatta all’alba l’operazione “Corsia preferenziale” della Squadra Mobile di Roma. La Polizia ha eseguito 15 misure cautelari, smantellando un’a...
Patenti facili per 2mila euro a Roma, Cosenza e Salerno: scatta all’alba l’operazione “Corsia preferenziale” della Squadra Mobile di Roma. La Polizia ha eseguito 15 misure cautelari, smantellando un’associazione a delinquere composta da 22 persone che garantiva patenti facili a stranieri che a stento parlavano la lingua italiana, con numerosi indagati a vario titolo.
Due delle persone arrestate per truffa, falso e riciclaggio di marche da bollo, risultano residenti ai Castelli Romani, nel Comune di Rocca di Papa. Si tratta di un 59enne, finito in carcere assieme ad altri 7 indagati e di un 33enne, sottoposto ai domiciliari assieme ai restanti 6 arrestati.
Nel corso delle indagini è stato scoperto, inoltre, un giro di marche da bollo false: in manette è finito anche un dipendente della Motorizzazione Civile di Roma, per peculato. Tutti gli arrestati hanno un’età compresa tra i 33 ed i 72 anni, tutti di Roma, tranne i due soggetti di Roca di Papa, 5 campani ed un calabrese.
“Nella
mattinata odierna, gli agenti della Polizia di Stato della Squadra Mobile, - si
legge nella nota stampa della Questura di Roma - nell’ambito di una complessa
attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, hanno
eseguito 15 misure cautelari, smantellando un’associazione a delinquere
composta da 22 persone che garantiva patenti facili a stranieri che a stento
parlavano la lingua italiana, con numerosi indagati a vario titolo.
Scoperto
anche un giro di marche da bollo false ed arrestato un dipendente della
Motorizzazione Civile di Roma, per peculato, in accordo con un pregiudicato
romano, agli arresti anche per il riciclaggio di valori bollati rubati negli
archivi della MCTC e rivenduti ad alcune autoscuole della Capitale.
Gli
arrestati, di età compresa tra i 33 ed i 72 anni, tutti di Roma, tranne 5
campani ed un calabrese, sono indagati e ritenuti responsabili a vario titolo
dei reati di associazione a delinquere ramificata sul territorio nazionale e
finalizzata alla commissione di una serie indeterminata di delitti tra i quali
il fraudolento conseguimento di titoli abilitativi alla guida, mediante l’uso
di congegni elettronici, la falsità ideologica commessa da Pubblico Ufficiale
in atti pubblici, la truffa, il riciclaggio oltre alla falsificazione e messa
in circolazione di valori in bollo, attraverso la predisposizione di una
sofisticata e stabile organizzazione volta a far conseguire in modo illecito -
per lo più a cittadini stranieri - la patente di guida di veicoli, nonché volta
alla sottrazione e riutilizzazione di marche da bollo apposte su pratiche dalla
Motorizzazione di Roma Nord.
Le
indagini condotte dalla sezione “Reati contro il Patrimonio” della Squadra
Mobile, che hanno spaziato sia da nord a sud della Capitale con le
Motorizzazioni Civili di Roma in via Laurentina ed in via Salaria, sia in
Campania e Calabria con quelle di Salerno e Cosenza, hanno interessato una
quindicina di autoscuole, coinvolte nel conseguimento fraudolento della patente
B e di quella per i mezzi pesanti, la cosiddetta “CQC” – Carta di Qualificazione
Conducenti, finalizzata a qualificare i conducenti per la guida professionale
di veicoli adibiti al trasporto di persone e/o di merci.
La
concessione dell’abilitazione avveniva dietro il pagamento di somme di denaro
che oscillavano tra i 2.000 ed i 3.500 €, grazie al quale i candidati,
assolutamente impreparati per il test e molto spesso di nazionalità straniera,
di provenienza africana ed asiatica, in grado di comprendere almeno
grossolanamente la lingua italiana, perlomeno per capire i suggerimenti “vero/falso”
che gli venivano trasmessi attraverso delle sofisticate apparecchiature
elettroniche (telefoni cellulari dotati di videocamera e di auricolare
wireless) fornite dalla scuola guida, a comunicare con persone appartenenti
all’associazione all’esterno delle sale d’esame, ricevendo così le soluzioni ai
quesiti della prova.
In
pratica ai candidati, versando le somme di denaro richieste agli associati,
veniva garantito il passaggio della prova d’esame seguendo un modus operandi
ben preciso: gli aspiranti, prima di fare ingresso nelle sale della
Motorizzazione, venivano presi in carico da alcune persone dell’associazione
appositamente preposte che provvedevano alla loro vera e propria “vestizione”
installando un “kit” di apparecchiature ben occultate negli abiti.
Attraverso
tali strumentazioni elettroniche i promotori dell’organizzazione prendevano
fraudolentemente cognizione dei quesiti che comparivano sul monitor della MCTC
per il test, per poi suggerire loro le risposte corrette mediante apparati
telefonici portatili, falsificando così l’esito dell’esame ed il relativo
verbale, inducendo in errore i Pubblici Ufficiali della Motorizzazione
Civile che attestavano nei verbali
informatici la regolarità dello svolgimento della prova.
Le
indagini, scaturite nel mese di marzo 2017 da un semplice controllo
amministrativo presso un’agenzia di pratiche auto di Roma, con l’arresto del
titolare perché trovato in possesso di
oltre 1000 marche da bollo (ognuna da € 16,00) di provenienza illecita, pronte
per essere applicate sulle autentiche di firme per il rilascio di patenti di
guida e trasferimenti di proprietà dei veicoli, hanno consentito, anche
attraverso perizie tecniche eseguite presso l’Istituto Poligrafico e Zecca
dello Stato che hanno evidenziato l’originalità dei titoli bollati, di
individuarne la provenienza dagli Uffici della Motorizzazione Civile di Roma
Nord.
Con
i successivi approfondimenti investigativi si appurava come B.B., 55enne di
origini abruzzesi ma stabilmente a Roma, a cui è contestato anche il reato di
riciclaggio, rimettesse sul mercato le numerose marche da bollo asportate da un
dipendente della citata MCTC, S.C., romano di 55 anni, tratto in arresto per
peculato, rifornendo numerose autoscuole della Capitale dietro ingenti corrispettivi
di denaro.
Attraverso
il monitoraggio delle numerose agenzie di pratiche auto rifornite dal B.B.,
tra le quali quella di P.G. 59enne di Rocca di Papa (Roma) e M.A. romano
dei 43 anni - entrambi in carcere insieme ad A.L., che partecipava
all’associazione in quanto molto vicino al P.G., che rivestendo il ruolo di
“accompagnatore” dei candidati che intendevano superare illegalmente l’esame -
si faceva luce sull’organizzazione di cui facevano parte e gestita da alcuni
personaggi salernitani.
In
particolare dalle investigazioni condotte servendosi anche dell’attività di
intercettazione telefonica ed ambientale, si è fatto luce sulle figure ed i
ruoli centrali dell’associazione tutti di stanza nel Cilento: E.A. 44enne e
C.V. 47enne con precedenti di polizia per stupefacenti – entrambi arrestati –
quali promotori ed organizzatori nelle vesti di veri e propri “capi” e le
figure di organizzatori di due donne finite ai domiciliari S.S. di 38 anni, che
suggeriva le risposte esatte ai candidati nel corso degli esami in collegamento
da remoto, e P.M.G., 33 enne che si occupava di installare sui candidati gli
strumenti tecnici necessari per svolgere gli esami teorici, ed A.M., 35enne di
Portici (NA), militare, anch’egli deputato alla vestizione dei clienti.
I
vertici dell’organizzazione, quindi, da Salerno si espandevano “in trasferta”
sino a Roma ed in Calabria, portando al seguito i loro kit per gli esami,
mettendo a disposizione delle autoscuole degli altri associati tutti i
dispositivi elettronici necessari per consentire ai candidati il fraudolento
conseguimento delle patenti.
Nel
territorio romano il principale referente era senz’altro il P.G., che in
qualità di punto di riferimento su Roma dell’intera organizzazione in quanto
catalizzava tutti i clienti delle Agenzie di pratiche auto della provincia
capitolina, si occupava, unitamente a F.S., 33enne di Rocca di Papa
(Roma), V.G.72enne di Ciampino (Roma) e R.S., romano di 32 anni, tutti
sottoposti agli arresti domiciliari, di raccogliere le richieste avanzate dai
titolari di alcune Autoscuoleanche di fuori Roma come quella di Santa
Marinella gestita da M. R., 56enne romana anche lei ai domiciliari, che
presentavano candidati intenzionati ad ottenere titoli abilitativi alla guida
in maniera illecita.
Dall’attività
investigativa espletata emergeva che i promotori della predetta associazione
per delinquere avevano diramato i propri interessi sia a Roma che a Cosenza,
luoghi presso i quali si avvalevano della stretta collaborazione di altri
sodali, tra i quali l’arrestato M. G. della provincia di Cosenza di 64 anni,
titolari di autoscuole a Praia a Mare (CS) ed in altri comuni del cosentino,
che ricoprivano il ruolo sia di gestire le sedute d’esame presso le locali
Motorizzazioni Civili sia di procacciare, con l’aiuto di altri soggetti,
candidati che intendevano superare illecitamente prove d’esame senza aver
acquisito le conoscenze necessarie per portelo fare autonomamente, ovviamente
previo il pagamento di cospicue somme di denaro.
Nello
specifico, l’organizzazione criminale si avvaleva di sofisticati
equipaggiamenti elettronici, molti dei quali sequestrati in occasione di alcune
perquisizioni effettuate nel corso delle indagini, costituite da una micro
telecamera che veniva opportunamente celata tra gli indumenti indossati dal
candidato, necessaria per intercettare le domande proiettate sul monitor del
computer posto nella sala esami della Motorizzazione, un router ed un micro
auricolare che era invece inserito nell’orecchio del candidato.
In
particolare, la predetta micro telecamera consentiva ad uno o più soggetti
posti a distanza, rispetto agli Uffici della Motorizzazione, di inquadrare e
leggere da remoto le domande esposte sul monitor in uso al candidato, per poi
suggerire le relative risposte mediante il micro auricolare che era stato
precedentemente inserito nell’orecchio del soggetto sottoposto ad esame.
Tra
i candidati, vi erano anche cittadini extracomunitari, provenienti da India,
Bangladesh, Egitto ed Etiopia, che comprendevano a stento la lingua italiana,
risultati privi di qualsivoglia cognizione teorico/pratica riguardo le norme
sulla circolazione stradale, alcuni identificati nel corso delle attività
presso le Motorizzazioni Civili di Roma Sud e Roma Nord, indosso ai quali
venivano rinvenute e sequestrate le apparecchiature tecniche direttamente
riconducibili agli stessi arrestati.
L’articolata
attività, principalmente improntata sul fronte del riciclaggio di marche da
bollo, è sfociata quindi anche nel campo dell’illecito conseguimento dei titoli
abilitativi alla guida, consentendo di individuare, oltre agli organizzatori e
conniventi titolari di ben sei autoscuole nella Capitale, sei nella provincia
di Cosenza ed una in quella di Salerno, anche numerosi candidati che hanno
conseguito illecitamente detti titoli, denunciati per presunte responsabilità
in merito ai reati di truffa, induzione in errore e falsità ideologica in
documento informatico, in concorso con gli arrestati.
L’esecuzione
dei provvedimenti restrittivi è stata effettuata alle prime ore della mattinata
odierna associando otto persone alle Case Circondariali di Regina Coeli,
Velletri, Salerno e Cosenza, sottoponendone altre sette alla misura degli
arresti domiciliari, mentre nel corso delle perquisizioni effettuate presso le
abitazioni degli arrestati, è stato possibile porre in sequestro ulteriore
materiale probatorio”.
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