Pomezia, procedura di licenziamento per 18 lavoratori e lavoratrici alla “Cesare Fiorucci”.
Le organizzazioni sindacali proclamano lo sciopero e il presidio davanti allo stabilimento.
Procedura di licenziamento collettivo per 18 lavoratori e lavoratrici dello stabilimento “Cesare Fiorucci” di Santa Palomba, a Pomezia. Le organizzazioni sindacali proclamano lo sciopero e organizzano un presidio davanti allo stabilimento. La decisione è stata presa nel corso delle assemblee dello scorso giovedì, convocate da Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, dove i lavoratori hanno giudicato insufficienti le risposte finora fornite dall’azienda. In assenza di soluzioni concrete, è stata proclamata una giornata di sciopero per martedì 9 giugno, per l’intera giornata, con presidio davanti allo stabilimento di Santa Palomba.
“Lo scorso giovedì 4 giugno, si sono svolte le assemblee delle lavoratrici e dei lavoratori della Cesare Fiorucci S.p.A., convocate da FAI CISL, FLAI CGIL e UILA UIL a seguito dell'esito negativo del confronto relativo alla procedura di licenziamento collettivo che coinvolge complessivamente 18 lavoratrici e lavoratori.
Nel corso delle assemblee sono stati illustrati gli sviluppi della trattativa e le proposte avanzate dall'azienda nell'ambito della procedura. Le lavoratrici e i lavoratori hanno espresso forte preoccupazione per il proprio futuro occupazionale e hanno condiviso il giudizio delle Organizzazioni Sindacali sull'insufficienza delle risposte finora fornite dall'azienda.
Alla luce del confronto avvenuto con le lavoratrici e i lavoratori e dell'assenza di soluzioni concrete in grado di garantire la salvaguardia dell'occupazione, FAI CISL, FLAI CGIL e UILA UIL hanno proclamato la giornata di sciopero.
“L'iniziativa - commentano le segreterie sindacali, Marco Pasti della FAI CISL, Alessandro Vona della FLAI CGIL e Angelo Della Vecchia della UILA UIL - si rende necessaria per ribadire la netta contrarietà ai licenziamenti annunciati e per sollecitare l'individuazione di soluzioni alternative che consentano di tutelare l'occupazione e offrire prospettive concrete alle lavoratrici e ai lavoratori coinvolti.
Le proposte avanzate dall'azienda si sono dimostrate del tutto insufficienti rispetto alla gravità della situazione occupazionale aperta. Continueremo a mettere in campo ogni iniziativa utile a difesa del lavoro e delle persone coinvolte dalla procedura, nella convinzione che esistano soluzioni diverse dai licenziamenti.
FAI CISL, FLAI CGIL e UILA UIL confermano la propria disponibilità al confronto, ma ribadiscono che qualsiasi percorso dovrà avere come priorità la tutela dell'occupazione e del futuro delle lavoratrici e dei lavoratori interessati”.
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