POMEZIA, CONFISCA DA 1 MILIONE

Pomezia, reati fiscali ed evasione: confisca definitiva da oltre un milione di euro a due imprenditori.

Sequestrati immobili e veicoli dopo una condanna irrevocabile per omessa dichiarazione ed evasione delle imposte.

05 novembre 2026 09:24
Pomezia, reati fiscali ed evasione: confisca definitiva da oltre un milione di euro a due imprenditori. -
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Reati fiscali ed evasione: confisca da oltre un milione di euro a due imprenditori di Pomezia. La Guardia di Finanza - su delega della Procura Velletri - ha attuato il provvedimento di confisca definitiva, anche per equivalente, di un immobile e di un motoveicolo riconducibili ai due rappresentanti legali. L’articolata indagine ha permesso di accertare la responsabilità dei soggetti per omessa dichiarazione, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, occultamento delle scritture contabili ed evasione di ritenute previdenziali e imposte indirette. La misura giunge a chiusura di un articolato iter giudiziario, conclusosi con una sentenza di condanna irrevocabile emessa dal Tribunale a seguito di patteggiamento.

“I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno dato esecuzione a un provvedimento di confisca definitiva di beni e disponibilità finanziarie per un valore complessivo pari a oltre 1 milione di euro nei confronti di due imprenditori operanti sul litorale romano.

La misura ablatoria giunge a chiusura di un articolato iter giudiziario conclusosi con una sentenza di condanna irrevocabile emessa dal Tribunale a seguito di patteggiamento, che ha accertato la responsabilità dei soggetti in ordine ai reati di omessa dichiarazione, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e occultamento delle scritture contabili societarie.

L’attività investigativa, delegata dalla Procura della Repubblica di Velletri e portata a termine dai militari della Compagnia di Pomezia, ha permesso di ricostruire la condotta dell’ente societario che, attraverso molteplici azioni omissive inserite all'interno di un medesimo disegno criminoso, ha sistematicamente evaso il versamento delle imposte indirette e delle ritenute previdenziali obbligatorie dovute per legge.

I complessi e approfonditi accertamenti economico-finanziari eseguiti dalle Fiamme Gialle hanno consentito di quantificare l’esatto ammontare del profitto illecito accumulato, permettendo all’Autorità Giudiziaria l'emissione del definitivo decreto di espropriazione a favore dello Stato. Nello specifico, le operazioni di esecuzione coattiva hanno interessato 1 unità immobiliare sita nel Comune di Pomezia e 1 motoveicolo, beni riconducibili direttamente ai rappresentanti legali dell'impresa e aggrediti anche attraverso l'istituto giuridico della confisca per equivalente.

L'applicazione sistematica della confisca dei beni e del recupero per equivalente risponde a imprescindibili esigenze di giustizia distributiva, equità fiscale e protezione del libero mercato. Le normative penali e tributarie nazionali prevedono lo spossessamento definitivo dei patrimoni accumulati illegalmente per garantire l'immediato ristoro delle casse erariali e neutralizzare i vantaggi economici derivanti dall'evasione. L'omissione delle dichiarazioni e il mancato versamento delle ritenute, oltre a sottrarre risorse finanziarie fondamentali destinate ai servizi pubblici essenziali e alla spesa sociale, generano una profonda alterazione dei normali meccanismi di mercato, permettendo alle imprese irregolari di attuare un dumping economico e una concorrenza sleale a danno degli operatori commerciali onesti che sostengono integralmente i costi della legalità.

L’intervento svolto si inquadra nelle funzioni stabili di polizia economico-finanziaria assicurate dalla Guardia di Finanza, quale fondamentale presidio permanente orientato al contrasto delle frodi fiscali, alla salvaguardia del Bilancio dello Stato e alla tutela del tessuto produttivo sano della collettività.

Considerata l'intervenuta irrevocabilità della sentenza di condanna che ha definito il giudizio a carico dei due imputati, la responsabilità penale degli stessi è da ritenersi accertata in via definitiva”.