Quarta ondata di caldo: per i delfini di Zoomarine arrivano le torte di ghiaccio
Un aiuto contro il caldo che si aggiunge alla temperatura controllata dei 7 milioni e mezzo di litri d’acqua salata, mai superiore ai 28 °C
Aringhe, sugarello e capelin. Con l'avvio della quarta ondata di calore dell'estate, le torte di ghiaccio ripiene di pesce diventano protagoniste degli arricchimenti ambientali per i delfini ospitati a Zoomarine. Un'attività quotidiana per il gruppo sociale più numeroso d’Italia, che mette in luce le diverse strategie adottate da ciascun individuo da una prospettiva inedita, quella subacquea: c'è chi trascina la torta sul fondo, chi la rompe in tanti pezzi e chi interagisce con altri delfini per riuscire a recuperare fino all'ultimo pesce. Un aiuto contro il caldo che si aggiunge alla temperatura controllata dei 7 milioni e mezzo di litri d’acqua salata, mai superiore ai 28 °C, nel range ideale (22-29 °C) per garantire il benessere della specie.
“I nove delfini ospitati a Zoomarine - spiega Andrea Velluti, keeper dei mammiferi marini - vivono all'interno di un gruppo sociale articolato, in cui anche il gioco e gli arricchimenti ambientali diventano occasioni per gestire relazioni, ruoli e gerarchie. Paco e Leah, ad esempio, quando trovano cubetti e ghiaccioli tendono ad allontanarsi dal resto del gruppo, in particolare dai giovani, per manipolarli con tranquillità. Luna e Maya invece, cercano di conquistarne il maggior numero possibile, spostandosi rapidamente da una torta all'altra. Indy, il più intraprendente, finisce subito la propria e poi va a mangiare quella di Zeus, che con il suo carattere più tranquillo glielo lascia fare. Mentre Thai sembra avere una predilezione per i cubetti di ghiaccio più piccoli, che raccoglie in bocca tutti insieme”. Le torte di ghiaccio stimolano l’esplorazione, la manipolazione, il gioco e l’interazione sociale, unendo l’arricchimento ambientale con l’alimentazione. Anche perchè, si tratta di vere e proprie leccornie per questa specie: “Nella stagione calda privilegiamo pesce che ai delfini piace molto come l’aringa, lo spratto, il capelin, il melù e il sugarello, mentre nei mesi più freddi introduciamo anche lo sgombro, che offre un maggiore apporto energetico. La composizione della dieta è un altro degli accorgimenti che prendiamo in caso di temperature eccezionali che purtroppo, sono sempre più frequenti”, conclude Velluti.
Una minaccia con cui i delfini devono confrontarsi anche in natura, a causa del progressivo surriscaldamento dei mari. Anche se il tursiope è il più cosmopolita tra i delfini, ed è anche grazie alla sua straordinaria capacità di adattamento che è ancora classificato come “a minor preoccupazione” dalla Lista Rossa della IUCN. Ma nei nostri mari deve fare i conti anche con la crescente pressione antropica, la diminuzione delle risorse ittiche, le catture accidentali durante le attività di pesca e l'inquinamento.
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