Rapporto Ecomafia 2026: il Lazio resta nella "top 5" dei reati ambientali. Roma e Latina le più colpite
La piaga dei reati ambientali non molla la presa sul Lazio. Nonostante un lieve calo complessivo rispetto all'anno precedente, la regione si conferma saldamente al quinto posto in Italia
La piaga dei reati ambientali non molla la presa sul Lazio. Nonostante un lieve calo complessivo rispetto all'anno precedente, la regione si conferma saldamente al quinto posto in Italia nella triste classifica dell'illegalità ambientale, subito dopo le quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa (Campania, Sicilia, Puglia e Calabria).
I dati emergono dal nuovo Rapporto Ecomafia 2026 presentato oggi da Legambiente, che raccoglie e analizza i reati registrati da tutte le forze dell'ordine nel corso del 2025.
I numeri per il Lazio fotografano un'emergenza continua: 2.358 ecoreati in un anno, che equivalgono a una media shock di 6,5 reati al giorno, ovvero uno ogni 3,7 ore. Cifre che rappresentano il 6,6% del totale nazionale. L'azione di contrasto ha portato a ben 109.822 controlli, con 2.140 persone denunciate, 17 arrestate e 511 sequestri, oltre a migliaia di sanzioni e illeciti amministrativi.
La mappa del malaffare: Roma e Latina maglie nere
La distribuzione provinciale degli ecoreati vede una forte concentrazione nella Città Metropolitana di Roma e nel sud della regione:
Roma: 1.113 reati (4° posto assoluto nella classifica provinciale italiana)
Latina: 541 reati (stabilmente tra le prime 20 province peggiori d’Italia)
Frosinone: 228 reati
Viterbo: 150 reati
Rieti: 135 reati
Rifiuti e roghi: la vera emergenza regionale
Il settore più critico per il Lazio è senza dubbio quello dello smaltimento illecito dei rifiuti, dove la regione si posiziona come la quarta peggiore d'Italia con 859 reati (in aumento rispetto agli 848 dell'anno precedente).
Roma guida la classifica regionale con 347 reati (3° peggior provincia italiana), seguita da Latina con 193 illeciti (10° a livello nazionale). A questo si aggiunge il drammatico fenomeno degli incendi negli impianti di trattamento dei rifiuti: tra il 2013 e aprile 2026 si sono registrati ben 162 roghi, con una media di oltre 13 impianti andati a fuoco ogni anno.
Il Lazio si posiziona al terzo posto in Italia anche nella speciale classifica della corruzione in materia ambientale, con ben 194 inchieste censite tra gennaio 2010 e aprile 2026.
Cemento abusivo, crimini contro gli animali e l'arte
L'abusivismo edilizio vede il Lazio al sesto posto tra le regioni più colpite con 461 reati (in netto calo rispetto ai 746 dell'anno precedente). Di questi, 155 sono stati registrati a Roma e 108 a Latina.
Non va meglio per la tutela della fauna e della cultura:
Illegalità contro gli animali: 398 reati complessivi nel Lazio (9° posto nazionale), con Roma al 4° posto tra le province italiane (260 reati).
Tutela del patrimonio culturale: Il Lazio è la terza peggior regione con 236 furti e gravi infrazioni ai danni di opere d'arte.
Incendi boschivi: Sono stati 254 i roghi registrati sul territorio.
L'appello di Legambiente: "Servono impianti e abbattimenti, non condoni"
“La piaga dell’ecomafia rimane fortissima nel Lazio, con numeri che lasciano stabilmente la nostra regione tra le peggiori”, ha dichiarato Roberto Scacchi, Presidente di Legambiente Lazio.
Secondo l'associazione ambientalista, per invertire la rotta servono subito interventi strutturali e scelte politiche decise da parte del governo del territorio. “È urgente fermare con ogni mezzo il cemento illegale, ripartendo con gli abbattimenti e bloccando sul nascere qualsiasi ipotesi di ulteriore condono edilizio regionale. Parallelamente, bisogna bloccare il moltiplicarsi delle discariche abusive: per farlo è fondamentale realizzare tutti gli impianti necessari per il corretto smaltimento delle frazioni differenziate. Solo così potremo ambire a un Lazio libero dall'ecomafia, un traguardo che purtroppo oggi appare ancora lontanissimo”.
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