Restano chiuse la spiaggia e l'oasi naturalistica di Torre Astura

Nessuna novità arriva infatti dalla Soprintendenza dei Beni Culturali, né dal Poligono Militare per una possibile apertura estiva. Quest’anno la stagione può dirsi conclusa

31 luglio 2026 15:10
Restano chiuse la spiaggia e l'oasi naturalistica di Torre Astura -
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Resta ancora chiusa l’area di Torre Astura, a Nettuno. Nessuna novità arriva infatti dalla Soprintendenza dei Beni Culturali, né dal Poligono Militare per una possibile apertura estiva. Quest’anno la stagione può dirsi conclusa, senza neanche essere iniziata.

I cancelli della spiaggia e dell’oasi naturalistica, infatti, sono rimasti chiusi in queste settimane - saltando la tradizionale apertura di luglio - per alcuni problemi riscontrati nelle condizioni della pineta, ma anche per le criticità strutturali rilevate in particolare al basamento della storica torre simbolo di  tutta l’area costiera. Le ultime verifiche hanno confermato un preoccupante deterioramento e un cedimento della base della storica torre medievale. Fino a quando la struttura non sarà messa in sicurezza, l'intera area circostante rimarrà inaccessibile per l'alto rischio di crolli. Il percorso sterrato è franato dopo il maltempo avvenuto ad aprile e non è stato ancora ripristinato.

La zona ricade sotto la gestione e le restrizioni dell'UTTAT (Ministero della Difesa), rendendo necessari accordi specifici per l'accesso pubblico estivo. E’ saltata, infatti, anche la firma della convenzione necessaria per garantire la manutenzione ordinaria, la pulizia dell'arenile e il servizio di salvataggio.

L'accesso ai cancelli e al parcheggio risulta quindi bloccato e con molta probabilità la situazione rimarrà così anche per il mese di agosto. Salvo variazioni dell’ultimo minuto.

Torre Astura

Torre Astura è una torre costiera fortificata e un'isoletta del Lazio, nel territorio della città di Nettuno, a circa dieci km a sud est dal centro abitato. Si raggiunge percorrendo la strada provinciale Acciarella che da Nettuno porta a Latina. Passato il grande bosco del Foglino, si prosegue per circa 5 km; al primo incrocio girare a destra per Foceverde e dopo tre km si arriva a un grande parcheggio. Da qui parte una passeggiata che porta a Torre Astura.

Si sviluppa per circa 8 chilometri lungo la costa tirrenica all'interno dell'area comunale. Il paesaggio è per la maggior parte pianeggiante, con tratti di vegetazione bassa a erbe e cespugli di macchia mediterranea (mantenute così dai militari, per le loro esercitazioni) e tratti boschivi caratterizzati da boschi misti a caducifoglie (cerri, farnetti, roverelle e aceri in prevalenza) nelle aree più interne e, in prossimità del mare, da boschi sempreverdi di leccio e sughera spesso sormontati dalle fitte chiome di secolari pinete impiantate dall'uomo in epoche passate.

L’area costiera

Tutta l'area costiera è bassa e sabbiosa e mantiene quasi inalterati importanti tratti di naturalità, con cordoni dunali alti sui quali crescono l'Ammophila arenaria e il Pancratium maritimum, due specie di notevole pregio botanico. Zona a rischio nell'antichità per le secche e gli improvvisi banchi di roccia, i fondali circostanti il Castello sono ricchi di reperti archeologici, oggetto, sino agli anni settanta, di un saccheggio incontrollato. La prima fase di costruzione risale al I secolo a.C.. Potrebbe trattarsi della villa di Astura appartenuta a Cicerone, che ne parlava nelle sue lettere ad Attico.

Nel 1193 il sito venne in possesso dei Frangipane, che per proteggersi dai Saraceni vi costruirono una fortezza marittima con una torre a pianta pentagonale circondata dalle acque e collegata alla terraferma da un ponte ad arcate in laterizio. Nella zona che la circonda si trova una pineta dove scorre il fiume Astura. Nel 1268 Corradino di Svevia, sconfitto a Tagliacozzo, si rifugiò ad Astura, nell'omonima torre, ma Giovanni Frangipane, signore di questa terra lo consegnò a Carlo d'Angiò, re di Napoli, cosicché fu decapitato a Campo Moricino, l'attuale Piazza del Mercato di Napoli.

Nel 1426, dopo essere stato feudo dei Caetani e degli Orsini, passò sotto i Colonna, i quali ristrutturarono il castello, dandogli l'attuale aspetto, e lo vendettero nel 1594 a Clemente VIII Aldobrandini. Da questi, finita la famiglia Aldobrandini, passò ai Borghese, dai quali fu ceduta al comune di Nettuno negli anni settanta. Da Torre Astura lo sguardo spazia dal Circeo ad Anzio e fino alla bonifica il sito rimase immerso nella foresta paludosa che occupava l'Agro Pontino immediatamente alle spalle della duna costiera.

Come notava Gregorovius nel 1854 "Con Nettuno cessa la civiltà umana su questa costa, perché immediatamente alle spalle della città comincia il deserto pontino. La macchia si estende fino a Terracina".