Rotonda di via Bardi ad Aprilia: "Un’opera inutile e uno spreco di risorse pubbliche"

Europa Verde Aprilia, tramite Fabrizio Fiorentini e Sara Samperi: "La rotonda era già perfettamente funzionale per la zona, non comprendiamo questo spreco"

04 novembre 2026 12:33
Rotonda di via Bardi ad Aprilia: "Un’opera inutile e uno spreco di risorse pubbliche" -
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Aprilia - La nuova rotatoria di Via Bardi e i lavori annessi, finanziati con fondi PNRR per un valore complessivo di 1.845.823,59 euro, stanno per essere conclusi. È in questo momento che vengono definitivamente al pettine i nodi di una scelta amministrativa fortemente discutibile sotto diversi punti di vista, sulla quale i portavoce di Europa Verde Aprilia, Fabrizio Fiorentini e Sara Samperi, intendono fare piena luce.

"Come esponenti ecologisti, - dicono - riteniamo doveroso rammentare che la rotatoria preesistente, che regolava la viabilità di via Bardi, era già perfettamente funzionale per la zona. Il tratto di strada interessato dai recenti interventi versava in discrete condizioni, soprattutto se paragonato allo stato di profondo degrado in cui si trovano molte altre arterie della nostra città".

Il nodo del progetto: un collegamento fantasma

L’unico reale motivo con cui era stata giustificata questa nuova opera era la necessità – prevista nella progettazione originaria – di creare un collegamento diretto tra via Bardi e via Carroceto. Questo sarebbe dovuto avvenire attraverso il prolungamento di via Ottorino Respighi e la realizzazione di un ponte sul fosso della Ficoccia, con il chiaro scopo di decongestionare il traffico nelle ore di punta, in concomitanza con l’entrata e l’uscita degli studenti del Liceo Meucci e dell’Istituto Rosselli.

Tuttavia, una volta venuta meno la possibilità di realizzare il ponte e il conseguente collegamento, la gestione commissariale ha preso una decisione incomprensibile: anziché dirottare i finanziamenti su un altro intervento prioritario per la comunità, ha scelto di procedere comunque. Il risultato, denunciano Fiorentini e Samperi, è un'opera che, privata del suo pilastro progettuale, è rimasta del tutto priva di una concreta utilità.

Mancanza di ascolto, cementificazione e scelte assurde

In perfetta continuità con la politica delle passate amministrazioni, si è andati avanti senza ascoltare il comitato di quartiere e i residenti, portando a compimento una progettazione che presenta gravi lacune:

  • Taglio drastico dei parcheggi: Nell’area antistante l’ex centro commerciale Il Tulipano, nonostante la presenza della Chiesa dei Santi Pietro e Paolo e della scuola media Matteotti, i posti auto sono stati ridotti al minimo.

  • Zero aree verdi: Alberi di alto fusto e vegetazione sono del tutto assenti, inspiegabilmente trattati come un "fastidio" anziché come una risorsa ambientale fondamentale per contrastare quella che oggi appare come una distesa interminabile di cemento ed asfalto.

  • Sicurezza e logica calpestate: Risulta del tutto incomprensibile, se non pericolosa, la scelta di posizionare pavimentazioni in cemento per installare dei giochi per bambini a pochissimi passi dalla strada trafficata.

Il fallimento della gestione PNRR e la necessità di un cambio di rotta

Questo spreco di denaro pubblico chiama in causa l'intera e inefficace gestione del piano PNRR ad Aprilia, frutto di scelte amministrative e progettuali fortemente approssimative. Visti i risultati, per Europa Verde appare evidente che la creazione di una task force dedicata, come fatto dall'attuale gestione commissariale, non sia bastata a risolvere i problemi strutturali.

Fabrizio Fiorentini e Sara Samperi ribadiscono che non sia più rimandabile un'inversione di tendenza basata su tre pilastri:

  1. Partecipazione democratica: Qualsiasi nuova trasformazione urbanistica deve prevedere un confronto preventivo e reale con i cittadini interessati. Ascoltare la comunità è un atto di rispetto e di democrazia.

  2. Adattamento climatico: Ampliare le zone verdi nel centro cittadino è indispensabile per aumentare la permeabilità del suolo di fronte ai sempre più frequenti fenomeni di piogge intense. Mettere a dimora alberi ad alto fusto è una necessità dettata dalla crisi climatica in atto.

  3. Sviluppo qualitativo: La crescita di una città non si misura in termini quantitativi o nella quantità di asfalto colato. Consumare risorse materiali e finanziarie senza obiettivi chiari e utili per i cittadini non serve a nulla.

Lo sviluppo sostenibile è l’unica strada praticabile per risollevare concretamente le sorti di Aprilia.