Sanità nel Lazio: da questo mese di febbraio cambia la validità delle ricette.
La misura, secondo la Regione, ha l’obiettivo di “favorire l'erogazione di visite ed esami specialistici entro i tempi previsti”.
Sanità nel Lazio: da questo 1° febbraio cambia la validità delle ricette. La misura, secondo la Regione, ha l’obiettivo di “favorire l'erogazione di visite ed esami specialistici entro i tempi previsti”. Le ricette urgenti ovvero quelle da eseguire entro 72 ore varranno 10 giorni. Per le ricette brevi, da farsi entro 10 giorni, si hanno 20 giorni di tempo; per le differibili, invece, 40 giorni per le visite e 70 giorni per gli esami. Per le ricette programmate la validità sarà di 130 giorni. La validità della ricetta - ha precisato il presidente della Regione, Rocca - riguarda il momento della prenotazione e non il giorno in cui viene effettuata la prestazione. Basta, quindi, prenotare nei tempi corretti”. L’opposizione attacca: “si riduce la validità, non le liste d’attesa” commenta il consigliere regionale di Azione, Alessio D’Amato. “Le persone saranno costrette a subire la frustrazione di non riuscire a prenotare visite ed esami in tempi consoni, con appuntamenti che arrivano al 2027” aggiunge il capogruppo M5S alla Regione Adriano Zuccalà.
A spiegare quali sono le novità, nei giorni scorsi, era stato il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, attraverso i suoi canali social: “Dal 1° febbraio la validità seguirà le priorità cliniche vere, quelle che ha indicato il vostro medico. Le ricette urgenti ovvero quelle da eseguire entro 72 ore varranno 10 giorni quindi avete dieci giorni per chiamare il sistema di prenotazione; per le brevi, da farsi entro dieci giorni, avete venti giorni; per le differibili, 40 giorni per le visite e 70 giorni per gli esami; per le programmate 130 giorni", spiega Rocca. "La validità della ricetta - sottolinea - riguarda quindi il momento della prenotazione e non il giorno in cui viene effettuata la prestazione, basta prenotare nei tempi corretti”.
“Era molto importante intervenire, - ha aggiunto Rocca - poiché fino ad oggi tutte le prescrizioni hanno avuto la stessa validità, ovvero 6 mesi, una regola che però ha creato un problema serio, anche un’urgenza ovvero quella prescrizione che deve essere fatta entro 3 giorni poteva essere prenotata molto tempo dopo rispetto a quanto previsto dal vostro medico.
Infatti - prosegue - nel 2025 un esame o una visita urgente su tre è stato prenotato in grave ritardo e lo stesso è accaduto per le altre classi di priorità, parliamo di 200mila cittadini che hanno contattato i servizi di prenotazione dopo molto tempo dall'emissione della prescrizione. Ma quando arrivava la loro chiamata scavalcava magari quello che invece aveva avuto la prescrizione urgente pochi giorni prima e tutto questo ha reso difficile distinguere le emergenze vere, ha penalizzato chi aveva una reale necessità di farsi visitare o avere un esame, ecco perché è importante intervenire”.
“Dietro la nuova validità delle ricette - replica sui suoi social il consigliere regionale di Azione, Alessio D'Amato, già assessore alla Sanità della giunta Zingaretti - si nasconde un bluff: si riduce la validità, non le liste d’attesa. Il cittadino che non riesce a prenotare in tempo viene buttato fuori dal sistema e, così facendo, le liste risultano “ripulite” solo sulla carta.
Il Lazio è l’unica Regione ad adottare questo metodo e il cittadino avrà a che fare con 6 scadenze diverse. Un vero e proprio caos.
“Per giustificare il pasticcio della nuova scadenza per le ricette, - attacca il capogruppo M5S alla Regione Lazio Adriano Zuccalà - Rocca fa qualcosa che ha dell'incredibile: scarica le responsabilità sui cittadini, colpevoli a suo dire di non rispettare i tempi previsti per la prenotazione indicata dai medici. Le persone sono costrette a subire la frustrazione di non riuscire a prenotare visite ed esami in tempi consoni, con appuntamenti che arrivano al 2027”.
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