Scacco al clan Di Silvio, 6 arresti tra Roma e Latina per spaccio ed estorsioni
Nuovi sviluppi nell’ambito dell’inchiesta “Alba Pontina” che già nel mese di giugno scorso ha sferrato un duro colpo al clan Di Silvio di Latina. Questa mattina all’alba le Squadre Mobili di Latina e...
Nuovi sviluppi nell’ambito dell’inchiesta “Alba Pontina” che già nel mese di giugno scorso ha sferrato un duro colpo al clan Di Silvio di Latina. Questa mattina all’alba le Squadre Mobili di Latina e Roma hanno dato esecuzione ad una misura cautelare emessa dal gip di Roma su richiesta della DDA. L’arresto è scattato nei confronti di 6 persone affiliate al clan con l’accusa di associazione per delinquere di stampo mafioso, spaccio ed estorsione. Tra gli arrestati di oggi figurano anche Armando Di Silvio, capo del clan di stampo mafioso, sua moglie Sabina de Rosa e i figli Ferdinando – detto Pupetto – Samuele e Gianluca Di Silvio. In arresto anche Yuri Lupparelli, membro di un gruppo criminale di Tor Bella Monica dedito allo spaccio. L’inchiesta ha fatto luce su un vasto traffico di cocaina, ma anche su un giro di estorsioni rivolte ad un avvocato e ad un imprenditore di Latina. Il clan fingeva di fornire loro protezione facendosi consegnare, dietro minacce, cospicue somme di denaro.
Le dichiarazioni del collaboratore di giustizia e le conseguenti indagini della P.G. hanno fatto emergere modalità estremamente significative sotto il profilo criminale, utilizzate dal clan DI SILVIO per l’acquisizione violenta di consistenti partite di cocaina da altri gruppi criminali senza corrisponderne il prezzo. Lo stupefacente, una volta acquisito, veniva distribuito tra i componenti del clan per essere piazzato sul mercato locale, senza alcuna possibilità di ritorsioni da parte dei trafficanti espropriati, a testimonianza della forza mafiosa esercitata dai DI SILVIO sul proprio territorio.
I REATI CONTESTATI - Nella misura appena eseguita, vengono, inoltre, contestate alcune estorsioni commesse con modalità particolarmente pesanti e con le aggravanti di aver agito in più persone, sotto la minaccia delle armi, da parte di soggetti appartenenti ad un’associazione per delinquere di cui all’art. 416 bis e con l’utilizzo del relativo metodo mafioso.
Si tratta, in un primo caso, di considerevoli somme di denaro estorte ad un avvocato di Latina, al quale è stata garantita protezione dietro la falsa prospettazione di essere gravemente esposto alla vendetta di esponenti della camorra napoletana per fatti inerenti la propria attività professionale.
Il legale, infatti, veniva costretto a sborsare svariate migliaia di euro a favore del clan, in diverse tranche, nonostante avesse dimostrato di essere stato lui a subire condotte minacciose ed estorsive da parte di un soggetto di cui aveva assistito legalmente una congiunta.
Un’altra estorsione contestata nel provvedimento si è, invece, concretizzata in una pluralità di pesanti richieste economiche rivolte ad un importante imprenditore florovivaistico del territorio, terrorizzato dagli esponenti del clan DI SILVIO e costretto a consegnare, a più riprese, rilevanti somme di denaro, a seguito delle continue visite di alcuni degli indagati, nonostante questi avesse tentato di farsi proteggere da un sorvegliato speciale amico del capo clan.
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